Luoghi

SLOTTSTEATER

Slottsteater

Gripsholm (1780)

60 posti

Ubicato in una delle quattro torri di questo romantico castello circondato dalle acque a una sessantina di chilometri dalla capitale svedese, il teatrino di corte fu costruito dal re Gustavo III e fu sede del Teatro Francese, compagnia attiva tra 1781 e il 1792 che allestiva spettacoli sia nelle varie residenze reali sia per il pubblico di Stoccolma e fu la prima accademia di arte drammatica svedese.

A causa dell’ubicazione il teatro ha una forma circolare. I nobili erano alloggiati nell’anfiteatro semicircolare mentre i domestici potevano seguire le rappresentazioni dalla cupola. Il teatro è ancora fornito di sofisticati meccanismi teatrali e la scena dipinta è quella originale dell’ultima rappresentazione qui tenuta nel 1785.

 

SLOVENSKÉ NÁRODNÉ DIVADLO

Slovenské Národné Divadlo

Bratislava (1886)

1000 posti

Situato in una piazza centrale della capitale slovacca, il Teatro Nazionale fu costruito in stile Neo-Rinascimentale sotto la dominazione austro-ungarica dagli architetti viennesi Fellner & Helmer, che avevano disegnato edifici teatrali in dieci paesi europei. Inaugurato il 22 settembre 1886 come Teatro Municipale con un’opera del compositore ungherese Ferenc Erkel. L’edificio era illuminato da 800 lampade a gas e la sala da un lampadario a 64 luci. Nel 1920 divenne Teatro Nazionale Slovacco. Restaurato tra il 1969 e il 1972, ora sfoggia una sfera di 2532 luci che possono essere variate da un programma per creare infinite variazioni di forme luminose.

Un moderno edificio più capiente è stato costruito vicino al Danubio ed è stato inaugurato il 14 aprile 2007.

BADISCHES STAATSTHEATER

Badisches Staatstheater

Karlsruhe (1975)

1002 posti

ll Teatro di Stato di Karlsruhe è un complesso edificato nel 1975 che comprende tre sale: una grande da 1002 posti, una piccola da 385 e uno Studio da 120. Prende il posto del vecchio teatro distrutto da un incendio nel 1847, ricostruito da Heinrich Hübsch nel 1853 e nuovamente distrutto, questa volta dai bombardamenti aerei, nel 1944. Le rovine rimasero tali fino agli anni ’60, quando si decise di costruire un nuovo edificio secondo i disegni dell’architetto Helmut Bätzner.

Dal 1978 è sede del festival dedicato al compositore Georg Friedrich Händel. Nel 2014 è stato presentato un progetto di totale rifacimento e ampliamento il cui completamento è previsto per il 2027. Di seguito il rendering del progetto.

TEATRO GEROLAMO

immagini-quotidiano-netTeatro Gerolamo

Milano (1868)

209 posti

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D’accordo, non è un teatro d’opera, ma come poteva mancare la “piccola Scala” soprattutto ora che ha riaperto dopo 33 anni di inattività? Costruito nel 1868, il Gerolamo si trova in piazza Beccaria, a metà strada tra il Duomo e piazza San Babila: con il suo loggione a ferro di cavallo e il doppio ordine di palchi, ricorda effettivamente una versione in miniatura della Scala e rappresenta un pezzo di storia di Milano. La leggenda vuole che a progettarlo sia stato Giuseppe Mengoni, l’autore della Galleria Vittorio Emanuele. In realtà i documenti dell’epoca attribuiscono il disegno del teatro all’ingegner Paolo Ambrosini, ma è vero che nel teatro c’è un pezzo di Galleria: le due opere sono state realizzate dalla stessa ditta, che avrebbe ceduto ai cantieri del Gerolamo dei materiali di recupero della Galleria.

Teatro: dopo 30 anni riapre il Gerolamo, ribalta marionette Uff.Stampa teatro Gerolamo

Il teatro è legato al nome dei Colla, celebre famiglia di artisti della marionetta: la funzione originaria del Gerolamo era proprio quella di ospitare spettacoli di burattini. La direzione fu affidata inizialmente a Giuseppe Fiando, che diede ampio risalto anche alle opere in dialetto, grazie al contributo dell’Accademia del Teatro Nuovo e della Compagnia Dialettale Milanese Francesco Parenti. Nel 1911 il teatro era passato sotto la direzione di Carlo Colla & Figli, che vi organizzarono spettacoli ogni sera fino al 1957, anno in cui la sala venne chiusa una prima volta per le condizioni di degrado in cui versava.

teatro-gerolamo-10_orig.jpgRiaperto da Paolo Grassi nel 1958 con una recita straordinaria di Eduardo De Filippo, ha ospitato per alcuni anni recital, cabaret e monologhi interpretati, tra gli altri, da Franca Valeri, Enzo Jannacci, Juliette Gréco, Dario Fo e Franca Rame. Nel ’74 il teatro, passato sotto il controllo del Comune di Milano, era diventato ente autonomo, per poi chiudere definitivamente il sipario nel 1983, anche questa volta per problemi di sicurezza.

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Il lungo restauro ha sacrificato una parte della capienza del teatro, ridotta a 209 posti dai 600 originari, ma ha valorizzato tre sale che serviranno a trasformare il Gerolamo in uno spazio polivalente, con mostre, conferenze e una piccola biblioteca. Con la direzione artistica di Roberto Bianchin, già consulente artistico della Fenice di Venezia, il teatro apre una stagione ricca di musica classica e spettacoli in prosa. Per il suo “scrigno di sogni”, Bianchin ha in serbo anche serate jazz, incursioni nella danza contemporanea e i tradizionali spettacoli delle marionette.

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Il teatro negli anni ’50 con il suo pubblico di bambini e adulti che assistono a una rappresentazione per burattini della fiaba di Cenerentola con la musica dal vivo…

NEMZETI SZÍNHÁZ

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Nemzeti Színház

Szeget (1883)

680 posti

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Il Teatro Nazionale di Szeged (Szegedi Nemzeti Színház) fu costruito con i fondi raccolti nel 1878 dall’Associazione Teatrale della città ungherese la cui popolazione era notevolmente aumentata in quel periodo. La disastrosa alluvione che seguì favorì la ricostruzione che proseguì celermente e il teatro fu inaugurato il 14 ottobre 1883 alla presenza dell’Imperatore Franz Joseph I.

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Lo stile era un eclettico neo-barocco e gli scenari arrivarono dal Ring Theater di Vienna che era andato bruciato. Stessa sorte tocca al nuovo teatro che soli 18 mesi dopo è preda di un incendio. La ricostruzione però è rapida e il 2 ottobre 1886 il teatro riapre molto simile all’originale. Cent’anni dopo il Teatro Nazionale sarà di nuovo temporaneamente chiuso per restauri per adeguarlo alle moderne richieste di sicurezza.

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TEATRO DEL GIGLIO

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Teatro del Giglio

Lucca (1819)

750 posti

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Affacciato sull’omonima piazza, il Teatro Nomunale del Giglio fu edificato come teatro pubblico alla metà del XVII secolo, quando in città erano operanti i teatri di corte dei grandi palazzi nobiliari. Le uniche sale cittadine attive a quell’epoca erano la sala del palazzo Pretorio, chiamata sala del Podestà, e la sala del palazzo De’ Borghi. L’espandersi dell’arte del teatro indusse il Consiglio della Repubblica lucchese a promuovere nel 1672 la progettazione di un nuovo teatro da edificare sul sito dell’antico – e ormai soppresso – convento dei gesuati, situato presso la chiesa di San Girolamo. Poco più di due anni dopo la nuova struttura venne inaugurata con il nome di Teatro Pubblico. Organizzato su tre ordini di palchi e con due accessi, l’edificio era stato progettato da Francesco Buonamici e realizzato dall’architetto Maria Giovanni Padreddio. Per l’inaugurazione vennero allestite due rappresentazioni d’opera: l’Attila in Capua di Niccolò Berengani e il Seiano di Niccolò Minato.

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Prima che il teatro andasse a fuoco il 16 febbraio 1688, vennero allestite con una certa regolarità due stagioni liriche annuali, una in autunno (per le festività della Santa Croce) e una in coincidenza con il periodo del carnevale. La struttura, dopo il rovinoso incendio che la distrusse completamente, venne riedificata nel 1692 sulla base del progetto originario con l’aggiunta di affreschi al soffitto di Angelo Livoratti ed un nuovo palcoscenico disegnato da Silvano Barbati. Tra il 1754 e il 1799, anno della caduta della Repubblica, il teatro ebbe momenti di grande fama e importanza all’interno della vita cittadina, tanto da essere affidato a una speciale istituzione chiamata Cura sopra il Teatro. Con la caduta della Repubblica la fama del Teatro Pubblico fu eclissata da quella di un nuovo teatro privato, il Teatro Castiglioncelli, situato in via del Moro, e da quella di altri teatri. Fu decisa così l’edificazione di una nuova struttura, di proprietà dello Stato, la cui costruzione iniziò nel 1817 per terminare nel 1819. Il nome teatro del Giglio venne scelto da Maria Luisa di Borbone, sovrana di Lucca, che lo preferì a quelli prospettati di Teatro San Luigi e Teatro Alfieri.

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Il primo grande successo, il teatro lo registrò nel 1831, con la messa in scena del Guglielmo Tell di Gioachino Rossini, che fu diretto per l’occasione da Niccolò Paganini. Il Giglio ha avuto il momento di massimo fulgore nel pieno del XIX secolo, quando vi si esibirono i cantanti più in voga dell’epoca, come i tenori Nicola Tacchinardi e Gilbert Duprez e la celebre Maria Malibran. Più tardi, lo stesso Puccini vi curò personalmente la messa scena di alcune sue opere, tra cui l’Edgar nel settembre 1891. Il teatro subì modifiche e restauri nel 1911 prima di essere chiuso per l’esplosione della prima guerra mondiale, quando fu usato come deposito militare. Servito come sede di adunate speciali durante il fascismo, fu sottoposto nel 1957 a lavori per ampliare i posti a sedere di quattrocento unità costruendo una galleria al quarto ordine di palchi. L’ultima serie di lavori, che ha costretto ad una chiusura forzata di sette mesi, risale al 1983 ed ha riguardato la messa in sicurezza in base alle norme di legge.

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Il teatro ospita annualmente una stagione di opera lirica, una di prosa, una di danza e una di musica sinfonica. Organizza inoltre attività di formazione che prevedono iniziative varie e laboratori rivolti al mondo della scuola, con l’allestimento di spettacoli per la sezione Teatro ragazzi.

TEATR WIELKI

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Teatr Wielki

Poznań (1910)

858 posti

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Progettato da Max Littmann, dopo 18 mesi  dall’avvio dei lavori il Teatr Wielki di Poznań venne inaugurato nel 1910 con il Flauto magico di Mozart. Nel periodo tra le due guerre hanno avuto luogo qui prime mondiali di compositori polacchi e nel 1945 è il primo teatro a riprendere l’attività nel paese.

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La facciata del palazzo è  un enorme portico costruito secondo le regole dell’architettura classica antica con sculture monumentali e un timpano triangolare coronato con Pegaso, simbolo di ispirazione poetica. La fontana che si trova di fronte al teatro è architettonicamente parte integrante della costruzione e l’estensione immediata del mito di Pegaso e della fonte delle muse.

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OPERA HOUSE

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Opera House

Buxton, Derbyshire (1903)

902 posti

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L’Opera House di Buxton è stata costruita nel 1903 su disegno di Frank Matcham, l’architetto che progetterà   il London Coliseum (1904) e il London Palladium (1910). Teatro di successo fino al 1927, fu poi convertito in cinematografo anche se saltuariamente veniva utilizzato per la compagnia di prosa dell’Old Vic in tournée da Londra. Nel 1976 fu chiuso e si temette che non sarebbe mai più riaperto, invece nel 1979 iniziarono i restauri che prevedevano la ricostruzione della fossa orchestrale. Altri lavori di ammodernamento seguirono nel 2007. Da allora è sede di 450 spettacoli ogni anno: opera, balletto, musical, prosa, concerti  e ospita l’annuale Buxton Festival e l’International Gilbert and Sullivan Festival.

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HUDEBNÍ DIVADLO KARLÍN

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Hudební Divadlo Karlín

Praga (1881)

921 posti

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Il Teatro Musicale Karlín è uno dei più antichi e più bei teatri di Praga. L’edificio pseudo-barocco, costruito nel 1881, venne originariamente utilizzato per il circo e spettacoli di varietà e i seguito, fino ai giorni nostri, per l’operetta e il musical.  Solo negli anni Trenta le panche originali furono sostituite da più comode poltrone in platea. Dopo la seconda guerra mondiale Karel Hasler ne ha ampliato il repertorio e ospitato vari gruppi teatrali, tra cui il Teatro Nazionale di Bratislava.

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Nel 1950 il teatro divenne proprietà della città di Praga e nel 1954 dello Stato con il nome di Teatro di Stato di Karlín. Nel 1961 gli è stata restituita la denominazione attuale. Chiuso nel 1978 è stato riaperto dopo importanti restauri nel 1992 ma ha subito danni nelle devastanti inondazioni dell’agosto 2002.

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Il teatro in una cartolina d’epoca.

TEATRO GOLDONI

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Teatro Goldoni

Firenze (1817)

363 posti

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Il Teatro Goldoni, uno dei teatri storici del centro di Firenze, venne inaugurato il 17 aprile 1817 con Il burbero benefico di Carlo Goldoni e con il balletto La figlia malcustodita di Jean Dauberval. All’interno, dopo eleganti disimpegni neoclassici, atrio e foyer, si accede alla sala di forma ovoidale con quattro ordini di palchi, coperta da un’elegante volta incannicciata con al centro un grande occhio per il lampadario e una ricca decorazione pittorica e a stucco: concepita come una galleria di uomini illustri del mondo del teatro che si apre verso il centro della volta con uno sfondato aereo mediante una teoria di festoni floreali sorretti da putti alati. La struttura originaria era dotata inoltre di un ampio boccascena che nel suo spessore inquadra tre barcacce per lato, e di una grande torre scenica.

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Dopo un periodo di chiusura e di declino seguito dalla partenza della corte lorenese da Firenze in seguito all’unificazione italiana, il teatro, rinnovato al suo interno e illuminato con un nuovo impianto a gas, venne riaperto nel marzo del 1875 con L’italiana in Algeri. Nel settembre 1908 il Goldoni, ormai in disuso, viene preso in affitto da Gordon Craig, che ne fa la sua casa ed il suo laboratorio. Nonostante un nuovo periodo di attività iniziato nel febbraio 1914 con la rappresentazione de La fiaccola sotto il moggio di D’Annunzio, il teatro subì di nuovo un rallentamento della sua attività e un processo di decadenza che andò accentuandosi anche nel secondo dopoguerra. Nel 1976 si evidenziarono i gravi problemi strutturali e di sicurezza che portarono alla chiusura. Il teatro è stato riaperto nel 1998 con un celebre allestimento dell’Orfeo di Monteverdi per la regia di Luca Ronconi e oggi è utilizzato prevalentemente come spazio teatrale dedicato alla danza o all’opera barocca.

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