Luoghi

THÉÂTRE GRASLIN

Théâtre Graslin

Nantes (1788)

784 posti

Il Graslin è il teatro d’opera di Nantes. Concepito da Jean-Joseph-Louis Graslin, Ricevitore Generale delle Fattorie Reali, a compimento di una grandiosa operazione immobiliare, il progetto fu affidato all’architetto Mathurin Crucy che prese a modello vari edifici adibiti a teatro nella Francia pre-rivoluzionaria. L’edificio venne inaugurato il 23 marzo 1788. Fu distrutto otto anni dopo da un incendio avvenuto durante la rappresentazione di Zémir et Azor di Grétry. Solo sette le vittime quella sera nonostante i 1500 posti fossero tutti occupati. La ricostruzione ripartì nel 1808 e una nuova inaugurazione ebbe luogo nel 1813. A parte una breve chiusura nel 1940 il teatro è sempre rimasto aperto.

 

All’esterno, alto su uno zoccolo cui si accede da dodici gradini, il frontone è sostenuto da otto colonne corinzie cui corrispondono otto statue delle muse. Ricca la decorazione interna a partire dallo scalone principale fiancheggiato da Molière e Corneille di Dominique Molknecht. Lo stile predominante della sala all’italiana è il Primo Impero.

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THÉÂTRE ANTIQUE

 

Théâtre Antique

Orange (I secolo a.C.)

6000 posti

Il Teatro Romano di Orange, costruito dai veterani della II Legione di Giulio Cesare per la colonia romana chiamata Arausio, è uno dei teatri romani meglio conservati al mondo. Dispone ancora di un impressionante muro esterno lungo oltre cento metri e alto 37.  Preceduto all’origine da un portico di cui rimane solo un arco, è di aspetto sobrio con una facciata divisa in tre livelli con tre porte rettangolari separate da arcate.

La cavea poteva contenere 9 mila persone in tre zone per un totale di 34 gradoni. La ima cavæa era formata da venti gradoni i cui primi tre erano riservati ai cavalieri (come testimonia l’iscrizione Eq[uitutum] g[radus] III). La media cavæa, nove gradoni, accoglieva mercanti e cittadini romani, mentre la summa cavæa, cinque gradoni, era per le prostitute, gli schiavi e i non romani.

La scena è formata da un piano di legno sotto il quale agivano le macchine. Con 61 metri di larghezza e 9 di profondità domina l’orchestra da un’altezza di 1,1 m. Il frons scænae era in origine decorato di statue, fregi e colonne di marmo di cui rimangono poche tracce. In essa si aprono tre porte, quella reale al centro e due laterali per gli attori secondari. Sopra quella centrale si trova un fregio di centauri (ora nel museo d’antichità) e una nicchia con una statua colossale dell’imperatore.

Nel medio evo l’edificio fu invaso dalle abitazione e solo nella prima metà del XIX secolo si incominciò a preservarlo come monumento. Si deve soprattutto a Prosper Mérimée, allora direttore dei monumenti storici, l’inizio dei lavori di restauro. Oggi il teatro è utilizzato frequentemente per spettacoli di ogni genere e ospita nei mesi estivi le Chorégies, festival di musica con concerti e rappresentazioni liriche.

NATIONAL OPERA HOUSE


National Opera House

Wexford (2008)

771 posti

Costruito sul sito del precedente Theatre Royal per far posto a un teatro più capiente in seguito al successo del Wexford Opera Festival, consiste dell’O’Reilly Theatre di 771 posti e del più piccolo Jerome Hynes Theatre, 176 posti. Disegnato da Keith Williams Architects, è stato inaugurato nel 2008 e nel 2014 ha assunto il nome attuale. L’edificio ha vinto numerosi premi e riconoscimenti: il RIBA Awards 2009, il RIAI 2009 e il Civic Trust Award 2010.

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HER MAJESTY’S THEATRE

Her Majesty’s Theatre

Londra (1897)

1216 posti

Costruito dall’architetto e drammaturgo John Vanbrugh nel 1705 sotto la regina Anne, da cui il nome Queen’s Theatre, il teatro di Haymarket fu la più importante Opera House londinese dell’epoca. Tra il 1711 e il 1739 vide il debutto di 25 opere di Händel come King’s Theatre, essendo sul trono i monarchi George I e II della casa di Hannover. Nel 1837 divenne Her Majesty’s Theatre Italian Opera House con la regina Victoria e  His Majesty’s Theatre dal 1901 al 1952 con i re Edward VII, George V, Edward VIII e George VI. Con il lungo regno di Elisabeth II è ritornato a essere Her Majesty’s Theatre, ma ospita solo musical (dal 1986 vi viene ininterrottamente rappresentato The phantom of the Opera!) essendo il repertorio lirico appannaggio della sala del  Covent Garden.

Distrutto da un incendio doloso nel 1789 fu ricostruito con l’aiuto finanziario dell’avvocato William Taylor su disegni di Michael Novosielski e riaperto privatamente nel marzo 1791 perché non ottenne la licenza a ospitare spettacoli pubblici. Solo nel gennaio 1793 poté riaprire al pubblico e ospitare una serie di concerti di Haydn e le prime londinesi de La Clemenza di Tito, Così fan tutte, Zauberflöte e Don Giovanni di Mozart negli anni 1806-16 e nel 1818-20 le prime delle opere di Rossini. Qui avvennero anche i debutti londinesi di Donizetti e Verdi.

Il 6 dicembre 1867 il teatro fu nuovamente distrutto da un incendio che lasciò in piedi solo i muri perimetrali. Gli architetti questa volta furono Charles Lee e figli e William Pain e l’edificio meno preda del fuoco con largo uso di mattoni, ferro e gesso. Inaugurato nel 1877 con la Norma di Bellini, nelle successive stagioni il teatro ospitò Carmen e Der Ring des Nibelungen. Rigoletto, nel maggio 1889, fu l’ultima opera rappresentata: obsoleto per gli standard dell’epoca, l’edificio fu demolito e ricostruito su progetto di Charles J. Philipps, il suo ultimo poiché morì nel 1897, anno dell’inaugurazione.

Disegnato come simmetrico all’adiacente Carlton Hotel, di cui costituiva un terzo dell’imponente facciata, si compone all’esterno di quattro piani con un colonnato corinzio al primo piano e cupole quadrate alla sommità in uno stile ispirato al Rinascimento Francese. L’interno, disegnato da W.H. Romaine-Walker, si ispirerebbe invece all’opera di Versailles. Negli anni 1960 l’hotel adiacente è stato demolito per far posto a un grattacielo che incombe sul teatro e solo la Royal Opera Arcade di Nash e Repton, la più antica arcade di Londra, si è salvata.

 

OPERNHAUS

Opernhaus

Düsseldorf (1956)

1342 posti

Un teatro d’opera fu costruito a Düsseldorf nel 1875 come Teatro Municipale per poi diventare Teatro d’Opera nel 1921 per distinguersi da un altro teatro che presentava soprattutto operette. I bombardamenti del 1943 distrussero parzialmente l’edificio. Sorte ancora peggiore fu seguita dall’analogo teatro d’opera di Duisburg, distrutto completamente dalla guerra e ricostruito nel 1950.

L’opera di ricostruzione dell’opera di Düsseldorf iniziò nel 1954 e la nuova sala aperta il 22 aprile 1956 col Fidelio di Beethoven. È in questo periodo che le città di Düsseldorf e Duisburg formarono congiuntamente la Deutsche Oper am Rhein che fu inaugurata dall’Elektra di Strauss a Düsseldorf e dal Falstaff di Verdi a Duisburg. Dal 2015 il suo direttore generale è Christoph Meyer, il direttore musicale principale Axel Kober e il direttore ospite principale è Antonino Fogliani. Nel 2006 e 2007 è stato eseguito un profondo lavoro di restauro dell’edificio e la prima opera ad essere eseguita nella nuova sede è stata La traviata diretta dallo statunitense John Fiore.

THÉÂTRE MARIGNY

Théâtre Marigny

Parigi (1894)

1024 posti

L’edificio, nella sua architettura attuale a forma circolare fu progettato nel 1880 da Charles Garnier, lo stesso architetto che progettò anche l’Opera di Parigi. A partire dal 1910, sotto la direzione di Léon Volterra e Abel Deval, il teatro conobbe un periodo di grande successo, fatto che portò all’ampliamento della sala, nel 1925.

Tutto iniziò quando il comune di Parigi accordò, nel 1835, la concessione per la costruzione di una sala (che venne chiamata Folies-Marigny) ad un fisico-prestigiatore, Lacaze, per i suoi spettacoli di “fisica divertente, fantasie e curiosità”. Nel 1946, Léon Volterra lasciò la direzione a favore di sua moglie Simone Marigny Volterra. La nuova direttrice impiegò i dissidenti della Comédie Française, che dettero vita all’interno alla compagnia teatrale Renaud-Barrault, l’inizio di un periodo eccezionale per il prestigio del teatro. Nel periodo tra il 1965 e il 1978, la direzione viene affidata al trio Elvira Popescu, Hubert de Malet e Robert Manuel. Sono anni nei quali le sala viene riorganizzata, diventando la più lussuosa ed elegante della capitale. Nel 1978, sotto la guida di Jean Bodson vennero effettuati dei lavori di ristrutturazione della sala, del corridoio e viene creato un nuovo spazio, la sala Gabriel, un piccolo teatro della capienza di 311 posti intitolata all’ex direttrice Elvire Popesco, e nella programmazione delle due sale trovarono spazio diversi tipi di spettacoli: oltre a opere teatrali classiche e contemporanee, anche concerti e one man show.

 

GRAND THÉÂTRE

Grand Théâtre

Tours (1889)

913 posti

Il Grand Théâtre di Tours fu costruito sull’antica chiesa dei Cordiglieri convertita in teatro nel 1796 nel furore repubblicano. Nel 1867 la sala è acquisita dalla municipalità che la fa demolire et la sostituisce con un edificio ispirato all’Opéra Garnier disegnato dall’architetto Léon Rohard che la inaugura l’8 agosto 1872.

Nel 1883 un incendio distrugge gran parte dell’edificio salvandosi solo la facciata e i quattro muri perimetrali. L’architetto Jean-Marie Hardion viene incaricato della ricostruzione ma verrà sostituito da Stanislas Loison. La decorazione viene affidata a Georges Clairin. Dal 2000 il teatro è classificato tra i monumenti di interesse storico.

OPERA HOUSE

Opera House 

Detroit (1922)

2700 posti

Nel corso degli anni, l’opera è stata presentata in una varietà di luoghi a Detroit: il vecchio Teatro dell’Opera di Detroit (1869-1963) al Campo Marzio, al Whitney Grand Opera House (Garrick Theatre) a Griswold Street e a Michigan Avenue e al Nuovo New Teatro dell’Opera di Detroit (1886-1928) a Randolph e a Monroe Street. L’attuale Teatro dell’Opera di Detroit ha aperto nel 1922 ed era conosciuto come Teatro Capitol. È stato tra i primi di diversi luoghi di rappresentazione costruiti attorno al Grand Circus Park di Detroit. Quando aprì, il Capitol era ritenuto il quinto più grande cinema del mondo, con una capienza di circa 3.500 persone. Nel 1929 il Teatro Capitol diventò la Paramount Theater e nel 1934, il Teatro Capitol di Broadway.

Durante i primi decenni della sua storia il teatro presentava film insieme a spettacoli dal vivo, tra cui artisti come le leggende del jazz Louis Armstrong e Duke Ellington. Più tardi la Broadway Capitol lo trasformò in cinema soltanto. A seguito di un restauro minore nel 1960, l’edificio divenne il Grand Circus Theatre con 3.367 posti. Il teatro chiuse nel 1978 dopo essere sopravvissuto a diversi anni di proiezioni di film di seconda visione e film porno soft-core. Riaprì di nuovo per breve tempo nel 1981, ma chiuse dopo aver subito danni a causa di un lieve incendio nel 1985.

Nel 1988, il Teatro dell’Opera del Michigan acquistò l’edificio e lo battezzò Teatro dell’Opera di Detroit, dopo un vasto restauro ed un ampliamento del palcoscenico. La riapertura nel 1996 fu celebrata con una serata di gala con Luciano Pavarotti e altri artisti noti. Dal 1996, il teatro dell’opera ha ospitato ogni anno cinque produzioni liriche, cinque produzioni di danza provenienti da compagnie di giro, e una varietà di altri eventi musicali e comici.

 

TEATRO AMINTORE GALLI

Teatro Amintore Galli

Rimini (1857, 2018)

800 posti

La costruzione di un nuovo teatro a Rimini, deliberata nel 1840, fu ritardata da un’annosa discussione su quale fosse l’ubicazione più conveniente. Nel 1839 era stato demolito il teatro di legno esistente dal 1681, mentre del Teatro Buonarroti, costruito nel 1816, ne fu decisa la chiusura nel 1843, lo stesso anno della posa della prima pietra del nuovo edificio che fu inaugurato nel 1857 con l’Aroldo di Giuseppe Verdi diretto dall’autore stesso. Denominato Teatro Vittorio Emanuele II, nel 1947 ha assunto la denominazione attuale dal musicologo e compositore riminese Amintore Claudio Flaminio Galli.

Lesionato dal terremoto del 1916 venne chiuso e poi riaperto nel ’23 con la Francesca da Rimini di Zandonai, ma nel 1943 fu quasi totalmente distrutto dai bombardamenti che salvarono solo la facciata e parte del foyer. Nell’immediato dopoguerra i resti del teatro furono saccheggiati  e usati come cava per materiali da costruzione. Adibito a capannone per una palestra e poi per una sala consiliare. Un progetto modernista del 1992 fu talmente osteggiato che per la ricostruzione si optò per un restauro che rispettasse i progetto originale.

È così rinato nelle forme neoclassiche volute centosessant’anni fa da Luigi Poletti, lo stesso architetto del teatro di Terni e del Teatro della Fortuna di Fano. Caratteristica la diversa struttura dei palchi differenti nel secondo e terzo ordine e scanditi da colonne in stile corinzio. Madrina dell’inaugurazione Cecilia Bartoli interpreta di Cenerentola di Rossini il 28 ottobre 2018.

STANILAVSKIJ-NEMIROVIČ-DANČENKO TEATR

Stanislavskij-Nemirovič-Dančenko Teatr

Mosca 1941 (2009)

990 posti

Il Teatro dell’Accademia Musicale di Mosca Stanislavskij e Nemirovič-Dančenko (Московский академический Музыкальный театр имени народных артистов К. С. Станиславского и Вл. И. Немировича-Данченко) fu fondato nel 1941 alla fusione delle due compagnie i cui direttori avevano riformato il teatro moderno: Konstantin Sergeievič Stanislavskij e Vladimir Ivanovič Nemirovič-Dančenko. Essi rifiutavano il concetto di opera come «concerto in costume» volendo portare la rappresentazione lirica più vicina al dramma e alla commedia in prosa, rivelando l’idea fondante della vicenda attraverso un’azione psicologicamente motivata. L’edificio sorgeva su una proprietà dei  conti di Saltykov, boiari sotto Ivan il Terribile e poi Governatori generali della città di Mosca. Il teatro era stato costruito sulle rovine di un precedente teatro di varietà, il Maxim’s, e inizialmente era denominato Dmitrovskij Teatr e adibito a sede di operette. Dopo vari incendi l’edificio è stato ricostruito nella sua attuale forma nel 2009.