Luoghi

TEATRO BELLINI

Teatro Bellini

Napoli (1878)

940 posti

Nel 1864 il barone Nicola Lacapra Sabelli commissionò all’architetto Carlo Sorgente la realizzazione di un teatro in quella che è l’attuale via Vincenzo Bellini, nell’ambito di un piano di ristrutturazione urbanistica della zona comprendente il Museo Nazionale, Port’Alba e il Conservatorio di San Pietro a Majella, dove in quegli stessi anni furono costruite anche l’Accademia delle Belle Arti e la Galleria Principe di Napoli. L’architetto realizzò un teatrino a pianta circolare, con un solo ordine di palchetti e due ordini a loggia continua, capace di ospitare 1200 spettatori; fu inaugurato nel 1864 e fino al 1869 ospitò soprattutto spettacoli circensi ed equestri e qualche rappresentazione lirica.

Negli anni successivi il barone volle ampliare il teatro e sistemarlo per rappresentarvi soprattutto opere liriche e chiese all’architetto Sorgente di ristrutturarlo ispirandosi all’Opéra-Comique di Parigi. Nacque così un teatro con pianta a ferro di cavallo, cinque ordini di palchi e un ordine a loggia continua con decorazioni di Giovanni Ponticelli, Pasquale Di Criscito e Vincenzo Paliotti. Il ritratto a olio di Vincenzo Bellini di Vincenzo Migliaro fu posto tra due figure alate al centro dell’arcoscenico. L’inaugurazione si tenne nell’autunno del 1878 con la messa in scena de I Puritani dello stesso Bellini, cui il teatro fu dedicato.

Il teatro visse anni di grande splendore, ma nel dopoguerra andò incontro ad un inesorabile declino. Nel 1962 vi fu rappresentato l’ultimo spettacolo, Masaniello con Nino Taranto e l’anno dopo, a quasi un secolo dalla fondazione, diventò un cinema di bassa lega. Nel 1986 il teatro fu acquisito da Tato Russo, che ne fece la sede della propria compagnia nell’intento di riportarlo agli antichi fasti. La nuova inaugurazione fu nel 1988 con la rappresentazione de L’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht, che diede inizio ad una serie di fortunate stagioni teatrali. Tato Russo ha svolto il ruolo di direttore artistico del Teatro Bellini per 21 anni e lo ha riportato al rango di Istituzione culturale producendo numerosi allestimenti. Nel 2010 la gestione è passata ai figli dell’artista.

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SCHLOSSTHEATER IM NEUEN PALAIS

Schlosstheater im Neuen Palais

Potsdam (1769)

226 posti

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Costruito da Federico il Grande nella parte ovest del parco di Sanssouci a Potsdam, il Neues Palais è il più grande palazzo barocco esistente. Terminato nel 1769, dello stesso anno è il teatrino rococo che occupa due piani al piano terra. Con grande profusione di stucchi dorati, non ha un palco reale poiché Federico II preferiva sedersi con i suoi ospiti in terza fila. Caratteristica è la disposizione dei posti a semicerchio a ricordare gli anfiteatri dell’antichità. Dotazioni tecniche moderne discretamente celate fanno sì che il teatro possa essere ancora usato attualmente per spettacoli e concerti.

ELGIN & WINTER GARDEN THEATRES

Elgin & Winter Garden Theatres

Toronto (1913)

2149 & 1410 posti

Ha festeggiato da poco i cento anni di vita il “double decker theatre” (teatro a due piani) di Toronto: commissionato dall’impresario Marcus Loew quale gioiello per coronare il suo impero teatrale, i disegni furono preparati dall’architetto Thomas W. Lamb che progettò una sala principale al piano terra, l’Elgin (tutto decorata in foglia oro), e una leggermente più piccola al settimo piano dello stesso edificio, il Winter Garden (questa incrostata di foglie a simulare un esterno arboreo). Il primo era un tripudio di cristalli, drappi e cherubini sul soffitto, com’era di moda all’epoca, l’altro, con i suoi rami scolpiti, le tappezzerie in verde e il soffitto a trompe-l’oeil simulava un fantastico sottobosco.

Per i primi quindici anni entrambe le sale ospitarono spettacoli di varietà di grande livello, ma nel ’28 il Winter Garden chiuse e l’Elgin divenne una sala cinematografica fino all’abbandono negli anni ’70. L’essere scampato alla demolizione lo deve all’Ontario Heritage Trust che ha comprato l’edificio nel 1981 e ne ha avviato il restauro e il teatro ha riaperto nel 1987 con una trionfante produzione di Cats, il musical di Andrew Lloyd Webber. Due anni dopo riapriva anche il Winter Garden con Side by Side by Sondheim di Stephen Sondheim. Dal 1999 ne ha fatto la sua sede la Opera Atelier, specializzata in opere barocche ambientate nell’opulento neo-rococo della sala principale.

Il foyer dell’Elgin e i sontuosi ascensori, manovrati ovviamente manualmente, che portano ai piani superiori.

LANDESTHEATER

Landestheater

Salisburgo (1893)

707 posti

A Salisburgo il principe arcivescovo Colloredo fece costruire nel 1775 un teatro di corte sul sito di un’ex sala per balli. L’apertura avvenne con  Die Gunst des Fürsten di Christian Heinrich Schmid seguito da drammi di Schiller. Direttore del teatro fu per molti anni Emmanuel Schikaneder che venne in contatto con la famiglia Mozart che invitava regolarmente nel suo palco. Musica di Mozart vi fu eseguita qui nel 1776 mentre nel 1784 vi fu la messa in scena de Die Entführung aus dem Serail, prima di una lunga serie di rappresentazioni mozartiane.

L’attuale edificio fu costruito su disegno degli architetti Fellner & Helmer in stile neo-barocco e inaugurato il primo ottobre 1893 con l’ouverture de La clemenza di Tito. In quello stesso anno Max Reinhardt vi debuttò come attore e in seguito fu tra i fondatori del Festival di Salisburgo. Nel 1939 l’edificio fu ricostruito e riaperto ancora una volta con Die Entführung aus dem Serail diretto da Karl Böhm. Ulteriori restauri avvennero negli anni 2004-2004. Il teatro dal 2010 svolge una stretta collaborazione sia col Salzburger Marionette Theatre, cui dedica una sala apposita, la Bühne 24, sia il Festival di cui ospita alcune produzioni estive. È inoltre sede della Mozarteum Orchestra Salzburg.

Il teatro come si presentava nel 1914.

 

 

TEATRO MANCINELLI

Teatro Mancinelli

Orvieto (1866)

560 posti

Inaugurato il 19 maggio 1866 con La Favorita di Donizetti, fu inizialmente dedicato alle muse Melpomene, Euterpe e Talia, ma nel 1922, per onorare i musicisti locali Luigi e Marino Mancinelli, assunse il nome attuale. Chiuso nel 1991 per poter effettuare urgenti opere di restauro, il teatro fu restituito alla sua città due anni dopo nel pieno del suo splendore.

La sala a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi è illuminata da un grande lampadario di cristallo, una volta a candele, che può essere ritirato in alto per la pulizia e la manutenzione. Sul soffitto sono dipinte le dodici Ore di Cesare Fracassini e Annibale Angelini. Il linguaggio decorativo e architettonico risente della moda neo-rinascimentale in voga all’epoca.

Nell’arco di proscenio tre esagoni racchiudono le tre musi ispiratrici del progetto e protettrici della tragedia, della musica e della commedia. Con altre iconografie esse compaiono anche all’ingresso del teatro e nel foyer. Il sipario storico fu dipinto dal Fracassini e rappresenta la cacciata dei Goti da Orvieto a opera di Belisario, una vicenda del 535 d.C. che ben si adattava all’ideale risorgimentale del tempo.

L’elegante foyer è utilizzato come sede di convegni, matrimoni civili e concerti. Il soffitto con dipinte le quattro stagioni e le statue di gesso nelle nicchie completano la decorazione della sala principale, che è fiancheggiata da altre due sale minori, una blu dedicata all’Armonia e una gialla alla Poesia.

 

TEATRO NAZIONALE

 

Teatro Nazionale

Atene (1901)

600 posti

Il Teatro Nazionale (Εθνικο Θεατρο) di Atene fu edificato tra il 1895 e il 1901 come Teatro Reale sotto il re Giorgio I. I disegni dell’edificio si devono all’architetto sassone Ernst Ziller, autore di molti edifici pubblici di allora. Fu inaugurato il 24 novembre 1901. Due anni dopo le rappresentazioni dell’Orestea di Eschilo messa in scena da Yorgos Sotiriadis innescarono un lungo conflitto linguistico tra i fautori del greco moderno (δημοτική) e quelli della versione arcaizzante e purista (kαθαρεύουσα): gli studenti degli studi classicisti dell’Università di Atene marciarono lungo Agiou Konstantinou, la strada dove si trova il teatro, per impedirne le rappresentazioni e nei tumulti che seguirono ci scappò addirittura un morto. 

All’assassinio del re Giorgio nel 1913 seguì un periodo di declino che portò alla chiusura del teatro. Fu riaperto come Teatro Nazionale nel 1932 e nel 1939 fu fondata l’Opera Nazionale Greca (Εθνική Λυρική Σκηνή). La prima produzione è il Fledermaus di Johann Strauss jr.Nel 1942 Maria Callas vi fa la sua prima apparizione come Tosca. Nel 1948 sarà la volta dell’attrice Melina Mercouri. Nel 2009 l’edificio neoclassico è stato ampiamente restaurato.

SCHLOSSTHEATER

Schlosstheater

Schönbrunn (1747)

236 posti

Nel suo palazzo di Schönbrunn alle porte di Vienna l’imperatrice Maria Teresa volle far costruire un teatro per la rappresentazione degli spettacoli che avvenivano sporadicamente nel parco del castello. Aperto nel 1747 nell’ala destra adiacente al palazzo, fu uno dei primi teatri di corte imperiali. Vent’anni dopo il teatrino veniva ampliato.

I figli dell’imperatrice, lei stessa appassionata d’opera, dimostravano i loro talenti artistici davanti all’aristocratica corte. Qui Haydn e Mozart presentarono i loro lavori e anche numeros opere di Gluck ebbero qui il loro debutto.

In epoca napoleonica, Bonaparte aveva a Schönbrunn i suoi quartieri generali, il teatro fu restaurato e per la riapertura fu rappresentata la Fedra di Racine. Durante il Congresso di Vienna gli artisti del Teatro di Porta Carinzia si esibirono qui di fronte alle teste coronate d’Europa, mentre con Ferdinando I furono gli attori del Burgtheater a portare qui le loro commedie. Nel 1898 la sala venne equipaggiata di illuminazione elettrica e negli anni 1979/80 fu sottoposta a grossi restauri a causa dei danni dell’acqua piovana e dell’umidità. Altri restauri furono eseguiti nell’estate del 2010. Ora la sala è comunemente utilizzata per spettacoli operistici molto apprezzati dai turisti che visitano la capitale austriaca.


SCHLOSSTHEATER

Schlosstheater

Ludwigsburg (1758)

250 posti

Il teatro del palazzo di Ludwigsburg fu costruito nel 1758 per il duca Carl Eugen su disegno di Philippe de la Guêpière che costruì una sala con tre gallerie divise in palchi nell’ala orientale della grandiosa residenza reale. La velocità con cui venivano cambiate le scene grazie ai sofisticati meccanismi destavano la meraviglia degli spettatori di allora. Un unico asse sotto il palcoscenico permetteva a un solo uomo di cambiare l’intero scenario.

Il re Federico I di Wurttenberg lo fece rimodellare nel 1812 da Friedrich von Thouret in stile Neoclassico. Utilizzato fino al 1853, fu poi chiuso per oltre un secolo di modo che il teatro, i suoi macchinari e le scene dipinte sono sopravvissuti e costituiscono l’unico esempio di teatro conservato intatto in Germania. Un museo del teatro permette di ammirarli da vicino.  Da giugno ad agosto vi si tiene un festival musicale.

SLOTTSTEATER

Slottsteater

Gripsholm (1780)

60 posti

Ubicato in una delle quattro torri di questo romantico castello circondato dalle acque a una sessantina di chilometri dalla capitale svedese, il teatrino di corte fu costruito dal re Gustavo III e fu sede del Teatro Francese, compagnia attiva tra 1781 e il 1792 che allestiva spettacoli sia nelle varie residenze reali sia per il pubblico di Stoccolma e fu la prima accademia di arte drammatica svedese.

A causa dell’ubicazione il teatro ha una forma circolare. I nobili erano alloggiati nell’anfiteatro semicircolare mentre i domestici potevano seguire le rappresentazioni dalla cupola. Il teatro è ancora fornito di sofisticati meccanismi teatrali e la scena dipinta è quella originale dell’ultima rappresentazione qui tenuta nel 1785.

 

SLOVENSKÉ NÁRODNÉ DIVADLO

Slovenské Národné Divadlo

Bratislava (1886)

1000 posti

Situato in una piazza centrale della capitale slovacca, il Teatro Nazionale fu costruito in stile Neo-Rinascimentale sotto la dominazione austro-ungarica dagli architetti viennesi Fellner & Helmer, che avevano disegnato edifici teatrali in dieci paesi europei. Inaugurato il 22 settembre 1886 come Teatro Municipale con un’opera del compositore ungherese Ferenc Erkel. L’edificio era illuminato da 800 lampade a gas e la sala da un lampadario a 64 luci. Nel 1920 divenne Teatro Nazionale Slovacco. Restaurato tra il 1969 e il 1972, ora sfoggia una sfera di 2532 luci che possono essere variate da un programma per creare infinite variazioni di forme luminose.

Un moderno edificio più capiente è stato costruito vicino al Danubio ed è stato inaugurato il 14 aprile 2007. La costruzione è durata 27 anni per mancanza di fondi e per la continua crescita dei costi.