Luoghi

HER MAJESTY’S THEATRE

Her Majesty’s Theatre

Londra (1897)

1216 posti

Costruito dall’architetto e drammaturgo John Vanbrugh nel 1705 sotto la regina Anne, da cui il nome Queen’s Theatre, il teatro di Haymarket fu la più importante Opera House londinese dell’epoca. Tra il 1711 e il 1739 vide il debutto di 25 opere di Händel come King’s Theatre, essendo sul trono i monarchi George I e II della casa di Hannover. Nel 1837 divenne Her Majesty’s Theatre Italian Opera House con la regina Victoria e  His Majesty’s Theatre dal 1901 al 1952 con i re Edward VII, George V, Edward VIII e George VI. Con il lungo regno di Elisabeth II è ritornato a essere Her Majesty’s Theatre, ma ospita solo musical (dal 1986 vi viene ininterrottamente rappresentato The phantom of the Opera!) essendo il repertorio lirico appannaggio della sala del  Covent Garden.

Distrutto da un incendio doloso nel 1789 fu ricostruito con l’aiuto finanziario dell’avvocato William Taylor su disegni di Michael Novosielski e riaperto privatamente nel marzo 1791 perché non ottenne la licenza a ospitare spettacoli pubblici. Solo nel gennaio 1793 poté riaprire al pubblico e ospitare una serie di concerti di Haydn e le prime londinesi de La Clemenza di Tito, Così fan tutte, Zauberflöte e Don Giovanni di Mozart negli anni 1806-16 e nel 1818-20 le prime delle opere di Rossini. Qui avvennero anche i debutti londinesi di Donizetti e Verdi.

Il 6 dicembre 1867 il teatro fu nuovamente distrutto da un incendio che lasciò in piedi solo i muri perimetrali. Gli architetti questa volta furono Charles Lee e figli e William Pain e l’edificio meno preda del fuoco con largo uso di mattoni, ferro e gesso. Inaugurato nel 1877 con la Norma di Bellini, nelle successive stagioni il teatro ospitò Carmen e Der Ring des Nibelungen. Rigoletto, nel maggio 1889, fu l’ultima opera rappresentata: obsoleto per gli standard dell’epoca, l’edificio fu demolito e ricostruito su progetto di Charles J. Philipps, il suo ultimo poiché morì nel 1897, anno dell’inaugurazione.

Disegnato come simmetrico all’adiacente Carlton Hotel, di cui costituiva un terzo dell’imponente facciata, si compone all’esterno di quattro piani con un colonnato corinzio al primo piano e cupole quadrate alla sommità in uno stile ispirato al Rinascimento Francese. L’interno, disegnato da W.H. Romaine-Walker, si ispirerebbe invece all’opera di Versailles. Negli anni 1960 l’hotel adiacente è stato demolito per far posto a un grattacielo che incombe sul teatro e solo la Royal Opera Arcade di Nash e Repton, la più antica arcade di Londra, si è salvata.

 

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OPERNHAUS

Opernhaus

Düsseldorf (1956)

1342 posti

Un teatro d’opera fu costruito a Düsseldorf nel 1875 come Teatro Municipale per poi diventare Teatro d’Opera nel 1921 per distinguersi da un altro teatro che presentava soprattutto operette. I bombardamenti del 1943 distrussero parzialmente l’edificio. Sorte ancora peggiore fu seguita dall’analogo teatro d’opera di Duisburg, distrutto completamente dalla guerra e ricostruito nel 1950.

L’opera di ricostruzione dell’opera di Düsseldorf iniziò nel 1954 e la nuova sala aperta il 22 aprile 1956 col Fidelio di Beethoven. È in questo periodo che le città di Düsseldorf e Duisburg formarono congiuntamente la Deutsche Oper am Rhein che fu inaugurata dall’Elektra di Strauss a Düsseldorf e dal Falstaff di Verdi a Duisburg. Dal 2015 il suo direttore generale è Christoph Meyer, il direttore musicale principale Axel Kober e il direttore ospite principale è Antonino Fogliani. Nel 2006 e 2007 è stato eseguito un profondo lavoro di restauro dell’edificio e la prima opera ad essere eseguita nella nuova sede è stata La traviata diretta dallo statunitense John Fiore.

THÉÂTRE MARIGNY

Théâtre Marigny

Parigi (1894)

1024 posti

L’edificio, nella sua architettura attuale a forma circolare fu progettato nel 1880 da Charles Garnier, lo stesso architetto che progettò anche l’Opera di Parigi. A partire dal 1910, sotto la direzione di Léon Volterra e Abel Deval, il teatro conobbe un periodo di grande successo, fatto che portò all’ampliamento della sala, nel 1925.

Tutto iniziò quando il comune di Parigi accordò, nel 1835, la concessione per la costruzione di una sala (che venne chiamata Folies-Marigny) ad un fisico-prestigiatore, Lacaze, per i suoi spettacoli di “fisica divertente, fantasie e curiosità”. Nel 1946, Léon Volterra lasciò la direzione a favore di sua moglie Simone Marigny Volterra. La nuova direttrice impiegò i dissidenti della Comédie Française, che dettero vita all’interno alla compagnia teatrale Renaud-Barrault, l’inizio di un periodo eccezionale per il prestigio del teatro. Nel periodo tra il 1965 e il 1978, la direzione viene affidata al trio Elvira Popescu, Hubert de Malet e Robert Manuel. Sono anni nei quali le sala viene riorganizzata, diventando la più lussuosa ed elegante della capitale. Nel 1978, sotto la guida di Jean Bodson vennero effettuati dei lavori di ristrutturazione della sala, del corridoio e viene creato un nuovo spazio, la sala Gabriel, un piccolo teatro della capienza di 311 posti intitolata all’ex direttrice Elvire Popesco, e nella programmazione delle due sale trovarono spazio diversi tipi di spettacoli: oltre a opere teatrali classiche e contemporanee, anche concerti e one man show.

 

GRAND THÉÂTRE

Grand Théâtre

Tours (1889)

913 posti

Il Grand Théâtre di Tours fu costruito sull’antica chiesa dei Cordiglieri convertita in teatro nel 1796 nel furore repubblicano. Nel 1867 la sala è acquisita dalla municipalità che la fa demolire et la sostituisce con un edificio ispirato all’Opéra Garnier disegnato dall’architetto Léon Rohard che la inaugura l’8 agosto 1872.

Nel 1883 un incendio distrugge gran parte dell’edificio salvandosi solo la facciata e i quattro muri perimetrali. L’architetto Jean-Marie Hardion viene incaricato della ricostruzione ma verrà sostituito da Stanislas Loison. La decorazione viene affidata a Georges Clairin. Dal 2000 il teatro è classificato tra i monumenti di interesse storico.

OPERA HOUSE

Opera House 

Detroit (1922)

2700 posti

Nel corso degli anni, l’opera è stata presentata in una varietà di luoghi a Detroit: il vecchio Teatro dell’Opera di Detroit (1869-1963) al Campo Marzio, al Whitney Grand Opera House (Garrick Theatre) a Griswold Street e a Michigan Avenue e al Nuovo New Teatro dell’Opera di Detroit (1886-1928) a Randolph e a Monroe Street. L’attuale Teatro dell’Opera di Detroit ha aperto nel 1922 ed era conosciuto come Teatro Capitol. È stato tra i primi di diversi luoghi di rappresentazione costruiti attorno al Grand Circus Park di Detroit. Quando aprì, il Capitol era ritenuto il quinto più grande cinema del mondo, con una capienza di circa 3.500 persone. Nel 1929 il Teatro Capitol diventò la Paramount Theater e nel 1934, il Teatro Capitol di Broadway.

Durante i primi decenni della sua storia il teatro presentava film insieme a spettacoli dal vivo, tra cui artisti come le leggende del jazz Louis Armstrong e Duke Ellington. Più tardi la Broadway Capitol lo trasformò in cinema soltanto. A seguito di un restauro minore nel 1960, l’edificio divenne il Grand Circus Theatre con 3.367 posti. Il teatro chiuse nel 1978 dopo essere sopravvissuto a diversi anni di proiezioni di film di seconda visione e film porno soft-core. Riaprì di nuovo per breve tempo nel 1981, ma chiuse dopo aver subito danni a causa di un lieve incendio nel 1985.

Nel 1988, il Teatro dell’Opera del Michigan acquistò l’edificio e lo battezzò Teatro dell’Opera di Detroit, dopo un vasto restauro ed un ampliamento del palcoscenico. La riapertura nel 1996 fu celebrata con una serata di gala con Luciano Pavarotti e altri artisti noti. Dal 1996, il teatro dell’opera ha ospitato ogni anno cinque produzioni liriche, cinque produzioni di danza provenienti da compagnie di giro, e una varietà di altri eventi musicali e comici.

 

TEATRO AMINTORE GALLI

Teatro Amintore Galli

Rimini (1857, 2018)

800 posti

La costruzione di un nuovo teatro a Rimini, deliberata nel 1840, fu ritardata da un’annosa discussione su quale fosse l’ubicazione più conveniente. Nel 1839 era stato demolito il teatro di legno esistente dal 1681, mentre del Teatro Buonarroti, costruito nel 1816, ne fu decisa la chiusura nel 1843, lo stesso anno della posa della prima pietra del nuovo edificio che fu inaugurato nel 1857 con l’Aroldo di Giuseppe Verdi diretto dall’autore stesso. Denominato Teatro Vittorio Emanuele II, nel 1947 ha assunto la denominazione attuale dal musicologo e compositore riminese Amintore Claudio Flaminio Galli.

Lesionato dal terremoto del 1916 venne chiuso e poi riaperto nel ’23 con la Francesca da Rimini di Zandonai, ma nel 1943 fu quasi totalmente distrutto dai bombardamenti che salvarono solo la facciata e parte del foyer. Nell’immediato dopoguerra i resti del teatro furono saccheggiati  e usati come cava per materiali da costruzione. Adibito a capannone per una palestra e poi per una sala consiliare. Un progetto modernista del 1992 fu talmente osteggiato che per la ricostruzione si optò per un restauro che rispettasse i progetto originale.

È così rinato nelle forme neoclassiche volute centosessant’anni fa da Luigi Poletti, lo stesso architetto del teatro di Terni e del Teatro della Fortuna di Fano. Caratteristica la diversa struttura dei palchi differenti nel secondo e terzo ordine e scanditi da colonne in stile corinzio. Madrina dell’inaugurazione Cecilia Bartoli interpreta di Cenerentola di Rossini il 28 ottobre 2018.

STANILAVSKIJ-NEMIROVIČ-DANČENKO TEATR

Stanislavskij-Nemirovič-Dančenko Teatr

Mosca 1941 (2009)

990 posti

Il Teatro dell’Accademia Musicale di Mosca Stanislavskij e Nemirovič-Dančenko (Московский академический Музыкальный театр имени народных артистов К. С. Станиславского и Вл. И. Немировича-Данченко) fu fondato nel 1941 alla fusione delle due compagnie i cui direttori avevano riformato il teatro moderno: Konstantin Sergeievič Stanislavskij e Vladimir Ivanovič Nemirovič-Dančenko. Essi rifiutavano il concetto di opera come «concerto in costume» volendo portare la rappresentazione lirica più vicina al dramma e alla commedia in prosa, rivelando l’idea fondante della vicenda attraverso un’azione psicologicamente motivata. L’edificio sorgeva su una proprietà dei  conti di Saltykov, boiari sotto Ivan il Terribile e poi Governatori generali della città di Mosca. Il teatro era stato costruito sulle rovine di un precedente teatro di varietà, il Maxim’s, e inizialmente era denominato Dmitrovskij Teatr e adibito a sede di operette. Dopo vari incendi l’edificio è stato ricostruito nella sua attuale forma nel 2009.

TEATRO CARCANO

Teatro Carcano

Milano 1803 (1969)

990 posti

Nel 1801, nel clima di grande rinnovamento urbano determinato dalla conquista napoleonica, Giuseppe Carcano decise l’edificazione di un nuovo, grande teatro (da 1200 a 1500 posti) lungo l’allora prestigioso corso di Porta Romana, costellato di nuove residenze nobiliari. Come consueto in quel decennio, venne utilizzata un’area già occupata da una istituzione religiosa soppressa, nella fattispecie l’ex convento di San Lazzaro. Il disegno venne commissionato a Luigi Canonica, che aveva assunto tale carica nell’agosto 1797 al posto del Piermarini. Canonica prese a modelli la Scala e il Teatro della Cannobiana, disegnando una sala con quattro ordini di palchi, una volta con un medaglione centrale, decorata dappertutto con stucchi e dorature spiccatamente neoclassiche. Oggi, nulla resta della sala e della facciata originale, rifatta intorno al 1913 dall’architetto Moretti secondo forme eclettiche e stile floreale ed in seguito coperta da un fabbricato frontale.Viene inaugurato il 3 settembre 1803 con l’opera Zaira di Vincenzo Federici con Giacomo David. Il 15 ottobre 1813 si esibisce Niccolò Paganini, in una serata memorabile nel corso della quale viene proclamato “primo violinista del mondo”. Il 26 dicembre 1830 avviene la prima assoluta di Anna Bolena con Giuditta Pasta, Filippo Galli e Giovanni Battista Rubini. Il 6 marzo 1831, va in scena la prima assoluta di La sonnambula ancora con la Pasta e il Rubini. Dopo Beatrice di Tenda, altra primizia belliniana, Maria Malibran lega il suo nome (siamo nel 1833) a celebri edizioni di Norma e de La Sonnambula.

Il Carcano vide le barricate delle Cinque Giornate erette proprio davanti al suo ingresso. Fiero del suo blasone patriottico, fu il primo teatro a riprendere le rappresentazioni, la sera del 30 marzo 1848. Alla lirica, nuovamente in gran voga dopo il 1850, si alternarono la prosa, gli spettacoli da circo e i concerti bandistici: proprio al Carcano il maestro Rossari diresse La bella Gigogin, la travolgente marcia popolare che ebbe una rapidissima diffusione. Eleonora Duse fu uno dei tanti nomi che diedero lustro al Carcano per la prosa.Qui avvenne prima di El nost Milan (1893) di Carlo Bertolazzi. Un alternarsi di diversi impresari, sul finire dell’Ottocento, contribuì certamente alla prima morte del teatro, ufficialmente sentenziata l’8 maggio 1904 con una disposizione della commissione di vigilanza sui teatri. Passano poco meno di dieci anni e il Carcano risorge su progetto dell’architetto Nazzareno Moretti. Vengono demoliti alcuni stabili li attorno per dare più spazio e respiro al teatro. La nuova facciata rientrante, a emiciclo, e l’ampio porticato con un’aiuola antistante, riflettono i nuovi orientamenti del gusto con contaminazioni neoclassiche e influenze dello stile floreale. Si riapre con un veglione la sera dal 29 maggio 1913. Dopo la chiusura nel 1946, il Carcano, adattato ora a cinema, riapre nel 1948. Dal settembre 1969 un sostanziale ammodernamento consente una ripresa più vivace dell’attività del teatro, che adesso si presenta col nome di Arcadia. Tornato a fregiarsi del suo nome nei primi anni Ottanta il Carcano viene finalmente recuperato alla sua vocazione e da allora svolge un ruolo fondamentale nella vita culturale milanese e nazionale come teatro di produzione e ospitalità.

TEATRO ALFIERI

Teatro Alfieri

Torino 1855 (1949)

1500 posti

Costruito su progetto degli architetti Lorenzo e Barnaba Panizza fu inaugurato nel 1855, ma rimase presto distrutto da un incendio tre anni dopo. Re-ianugurato dopo la ricostruzione nel 1860 subì altri incendi nel 1863, 1868 e 1927, ma fu sempre ricostruito secondo i disegni originari. Colpito dalle bombe nel 1942 fu ricostruito dagli ing. Panizza e Lorenzelli nel 1949 ampliando la platea e unendo le due gallerie. L’ultima ristrutturazione risale al 2002.

Inizialmente fu adibito a rappresentazioni liriche data la grande capienza, 2000 spettatori prima dell’ultimo restauro. Poi divenne la destinazione preferita di rappresentazioni di prosa curati da Giuseppe Erba negli anni ’50 mentre oggi fa parte del circuito Torino Spettacoli del Teatro Nuovo.

 

TEATRO DI VILLA TORLONIA

Teatro di Villa Torlonia

Roma (1871)

135 posti

Una prima idea per la costruzione di un teatro nel parco della villa è collocabile nel 1839 quando nel progetto appare la denominazione “teatro ed aranciera”.  La costruzione del teatro sembra essere collegata al matrimonio di Alessandro Torlonia e Teresa Colonna avvenuto nel 1840, come attestano degli stemmi sul teatro di entrambi i casati. Tuttavia il teatro fu iniziato nel 1841 da Raimondi e terminato solamente nel 1871. Il progetto originario prevedeva una gradinata lungo il lato del semicerchio esterno da utilizzare come teatro all’aperto, invece furono costruite due serre per piante esotiche con stufe poste nel piano interrato. L’architetto Raimondi sfruttò la pendenza del terreno per la costruzione dell’edificio facendo in modo che le due facciate dessero su due livelli differenti, in basso la facciata meridionale e nella parte più alta quella settentrionale.

Il teatro di Villa Torlonia è una celebrazione del “teatro di corte” degli inizi del XVII secolo, ove all’impianto generale del teatro all’italiana viene aggiunto lo schema elaborato in Francia nel XIX secolo. Difatti, oltre alla grande sala teatrale vi erano due grandi sale laterali che, grazie ad un sofisticato marchingegno, potevano diventare un unico ambiente col palcoscenico. Sono molto scarse le notizie sugli utilizzi del teatro, ma dopo che il principe si ritirò alla Casina delle Civette e cedette l’uso della villa a Benito Mussolini, il teatro versava già in uno stato di abbandono. In seguito vi furono arrecati altri danni dall’occupazione degli alleati. Il teatro è stato recentemente restaurato per via di un accordo tra il comune di Roma e Pirelli Cultura: dopo essere stati ripristinati tutti gli spazi interni e le numerose decorazioni lo spazio è stato inaugurato e riaperto al pubblico il 7 dicembre 2013.

La sala è a forma di ferro di cavallo con due ordine di gallerie. La platea è unita al boccascena dato che manca la buca per l’orchestra. Nel sottopalco vi sono macchine di scena, ma dell’apparato decorativo del palcoscenico e delle gallerie non è giunta traccia fino a noi. Il palcoscenico è decorato nella volta con dei riquadri dipinti raffiguranti Apollo e le Dodici Ore. Ai lati del palcoscenico sono dipinte architetture che imitano palchi ornati. La zona di fondo è apribile verso il parco della villa ed è dipinta ad imitazione di architetture, tendaggi e nicchie con statue. Il soffitto è decorato con figure danzanti e maschere teatrali entro scomparti in stucco bianco e dorato.

La facciata nord è rigorosamente accademica, mentre il prospetto sud è più innovativo, ove le serre sono ispirate ai nuovi edifici del Nord Europa. Gli ingressi per il pubblico erano posti sul lato settentrionale, formato da un portico di forma semicircolare, cadenzato da cinque nicchie con altrettante porte che immettono nella prima galleria. Il lato meridionale è percorso da serre mentre i lati constano di archi con finestre in vetro, ferro e colonne in ordine tuscanico.

Di notevole interesso gli ambienti interni. Dopo un primo vestibolo dipinto a grottesco e provvisto di lucernario, una sala gotica con scene cavalleresche e al pavimento un mosaico policromo si arriva a una prima saletta di passaggio dipinta in modo da sembrare una terrazza che poggia su colonne in stile corinzio. Una prima grande galleria è aperta verso l’esterno tramite una vetrata centinata e anticamente usata come serra. Le nicchie sulle pareti conservano copie di statue in gesso raffiguranti personaggi mitologici.

Il pavimento del foyer è una copia ottocentesca ridotta del mosaico di Otricoli dei Musei Vaticani. Spicca nella stanza un grande camino in marmo bianco con gli stemmi dei Torlonia e dei Colonna. La zona alta della volta è decorata a tempera con motivi allegorici e grotteschi. In alcune lunette poste entro complessi motivi architettonici sono raffigurate scene della guerra di Troia tratte dall’Iliade.

Ci sono poi un salottino ottagonale, una galleria piccola, un secondo vestibolo, una sala moresca, una seconda saletta di passaggio, una seconda grande galleria, un secondo salone foyer con al centro del pavimento un grande mosaico con il Rapimento di Europa, un secondo salottino ottagonale e una seconda galleria piccola.

Scale molto elaborate con i gradini in marmo e le ringhiere in bronzo dorato, simili a quelle di Filippo Ghirlanda site nel Casino Nobile, collegano i vari piani. Nei pianerottoli sono posti gli stemmi dei due coniugi Torlonia.

Il parco di Villa Torlonia