Luoghi

TEATRO MUNICIPALE

 

Teatro Municipale

Ho Chi Min City (1900)

468 posti

Il Teatro Municipale, anche conosciuto come Teatro dell’Opera di Saigon (Nhà hát lớn Thành phố Hồ Chí Minh), inaugurò il nuovo secolo (1 gennaio 1900) quale segno tangibile del colonialismo francese. Gli architetti Olivier, Guichard e Ferret si ispirarono per la facciata al Petit Palais di Parigi. La decorazione, considerata eccessiva, fu parzialmente rimossa nel 1943.

Il teatro fu anche la sede dell’Assemblea Nazionale negli anni 1955-1956, ma dal 1975 l’edificio ritornò al suo utilizzo originario e nel 1995 fu nuovamente restaurato. Dal 2012 è Monumento Nazionale.

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TEATRO DELL’OPERA

Teatro dell’Opera

Hanoi (1911)

589 posti

Costruita su modello dell’Opéra Garnier di Parigi su disegno degli architetti francesi Broyer e Harley, il Teatro dell’Opera di Hanoi  (Nhà hát lớn Hà Nội) fu inaugurata il 9 dicembre 1911 dopo lavori durati dieci anni.

Lo stile neoclassico eclettico si ritrova nella facciata esterna, nella scalinata di marmo bianco e nella sala interna formata da ordini di palchi e balconate che si alternano.

Teatro di molti avvenimenti politici del paese, l’edificio fu interamente restaurato nel 1995 e dal 2011, centenario dalla sua apertura, è considerato Monumento Nazionale.

TEATRO SOCIALE

Teatro Sociale

Como (1813)

900 posti

Nel 2013 vennero festeggiati i duecento anni del Teatro Sociale di Como con la pubblicazione di un fascicolo, reperibile in rete, che narra dettagliatamente la storia di questo insigne monumento. In sintesi, fu nel 1764 che nasceva la Società del Teatro che si attivò per far costruire un teatro in legno nel Broletto che già ospitava un locale alla bisogna, ma era una «ben misera cosa». La nuova struttura fu utilizzata fino al 1808 prima di diventare sede dell’archivio notarile. Come sede per un nuovo teatro il prefetto propose alla Società del Teatro, in cambio della rinuncia ai diritti sul salone del Broletto, un’area di proprietà del Demanio, quella del Castello, del luogo delle Rovine, con la fossa adiacente. Dopo molte discussioni e sotto la presidenza di Alessandro Volta nel 1809 venne firmata la concessione e nel 1811 fu bandito l’appalto per i lavori cui seguì l’abbattimento delle due torri del Castello.

In tre anni l’edificio venne completato con i disegni dell’architetto Luigi Canonica che già aveva steso il progetto del Carcano di Milano. Il teatro visto dall’esterno, con la facciata legata alla più stretta tradizione lombarda e il portico esastilo comprendente i due piani e il timpano culminante, non sembrava preannunciare alcuna novità. Anche la sala era assolutamente consona ai dettami della pianta a ferro di cavallo con tre ordini di palchi e gli immancabili camerini, il loggione e ben quattro sale di ridotto. Stando ai documenti dell’epoca, tanto l’interno fece prorompere il pubblico in esclamazioni d’entusiasmo, tanto l’esterno lasciò scettica buona parte degli osservatori.

Nell’anno in cui nascevano Verdi e Wagner veniva dunque inaugurato il teatro il 28 agosto con il metastasiano Adriano in Siria, musica di Marco Antonio Fousera Portugal, cui seguì Li pretendenti delusi, dramma buffo di Giuseppe Mosca, e poi ancora un balletto e una pantomima. La stagione continuò col Demetrio e Polibio di Rossini di cui rese conto Stendhal nel IX capitolo della sua Vie de Rossini. Sull’architettura del teatro il Foscolo scrisse una lettera molto critica firmata Didimo Chierico apparsa sul “Giornale del Lario” il giorno stesso della sua inaugurazione.

Nel 1819 il teatro ospitò una rappresentazione della Cenerentola di Rossini e successi-vamente si esibirono al Sociale di Como Paganini, che soggiornava a Cernobbio, e Liszt, che stava a Bellagio. Nel 1855 la capienza del teatro venne aumentata di 38 nuovi palchi con la costruzione di un quarto ordine e di un loggione al quinto; vennero rifatte le pitture e fu ridecorata la volta del teatro. Nel 1892 arrivava l’illuminazione elettrica. Nel 1984 il teatro chiude per restauri, ma riapre quattro anni dopo. Dal 2002 la gestione del Sociale è passata all’As.Li.Co. di Milano rimanendo la Società dei Palchettisti proprietaria dell’immobile.

TEATRO CIVICO PUCCINI

Teatro Civico Puccini

Merano (1900)

296 posti

Verso la fine del XIX secolo Merano aveva bisogno di un teatro vero e proprio per le esibizioni delle compagnie, che venivano ospitate nel teatro provvisorio del Kurhaus, nel Pavillon des Fleurs. Il presidente dell’azienda di Cura e Soggiorno istituì nel 1884 un comitato per la costruzione del teatro. Nel 1899 furono presentati cinque progetti, tra i quali risultò vincente quello dell’architetto Martin Dülfer, di Monaco di Baviera e a settembre del 1899 iniziarono i lavori, che durarono solo 14 mesi. Il primo dicembre del 1900 il teatro Puccini fu inaugurato con il Faust di Goethe.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale sul palco recitò una compagnia locale, la Südtiroler Landesbühne. Negli anni ‘50 l’avvento della televisione portò a disinteressarsi del teatro e fino agli anni Settanta, per problemi economici e un incendio, questo rimase chiuso. Dopo i lavori di ristrutturazione il teatro fu riaperto nel 1978. Nel 2000 sono stati ristrutturati il tetto e la facciata dell’edificio e il 1° dicembre è stato celebrato il 100° anniversario di fondazione.

TEATRO BELLINI

Teatro Bellini

Napoli (1878)

940 posti

Nel 1864 il barone Nicola Lacapra Sabelli commissionò all’architetto Carlo Sorgente la realizzazione di un teatro in quella che è l’attuale via Vincenzo Bellini, nell’ambito di un piano di ristrutturazione urbanistica della zona comprendente il Museo Nazionale, Port’Alba e il Conservatorio di San Pietro a Majella, dove in quegli stessi anni furono costruite anche l’Accademia delle Belle Arti e la Galleria Principe di Napoli. L’architetto realizzò un teatrino a pianta circolare, con un solo ordine di palchetti e due ordini a loggia continua, capace di ospitare 1200 spettatori; fu inaugurato nel 1864 e fino al 1869 ospitò soprattutto spettacoli circensi ed equestri e qualche rappresentazione lirica.

Negli anni successivi il barone volle ampliare il teatro e sistemarlo per rappresentarvi soprattutto opere liriche e chiese all’architetto Sorgente di ristrutturarlo ispirandosi all’Opéra-Comique di Parigi. Nacque così un teatro con pianta a ferro di cavallo, cinque ordini di palchi e un ordine a loggia continua con decorazioni di Giovanni Ponticelli, Pasquale Di Criscito e Vincenzo Paliotti. Il ritratto a olio di Vincenzo Bellini di Vincenzo Migliaro fu posto tra due figure alate al centro dell’arcoscenico. L’inaugurazione si tenne nell’autunno del 1878 con la messa in scena de I Puritani dello stesso Bellini, cui il teatro fu dedicato.

Il teatro visse anni di grande splendore, ma nel dopoguerra andò incontro ad un inesorabile declino. Nel 1962 vi fu rappresentato l’ultimo spettacolo, Masaniello con Nino Taranto e l’anno dopo, a quasi un secolo dalla fondazione, diventò un cinema di bassa lega. Nel 1986 il teatro fu acquisito da Tato Russo, che ne fece la sede della propria compagnia nell’intento di riportarlo agli antichi fasti. La nuova inaugurazione fu nel 1988 con la rappresentazione de L’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht, che diede inizio ad una serie di fortunate stagioni teatrali. Tato Russo ha svolto il ruolo di direttore artistico del Teatro Bellini per 21 anni e lo ha riportato al rango di Istituzione culturale producendo numerosi allestimenti. Nel 2010 la gestione è passata ai figli dell’artista.

SCHLOSSTHEATER IM NEUEN PALAIS

Schlosstheater im Neuen Palais

Potsdam (1769)

226 posti

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Costruito da Federico il Grande nella parte ovest del parco di Sanssouci a Potsdam, il Neues Palais è il più grande palazzo barocco esistente. Terminato nel 1769, dello stesso anno è il teatrino rococo che occupa due piani al piano terra. Con grande profusione di stucchi dorati, non ha un palco reale poiché Federico II preferiva sedersi con i suoi ospiti in terza fila. Caratteristica è la disposizione dei posti a semicerchio a ricordare gli anfiteatri dell’antichità. Dotazioni tecniche moderne discretamente celate fanno sì che il teatro possa essere ancora usato attualmente per spettacoli e concerti.

ELGIN & WINTER GARDEN THEATRES

Elgin & Winter Garden Theatres

Toronto (1913)

2149 & 1410 posti

Ha festeggiato da poco i cento anni di vita il “double decker theatre” (teatro a due piani) di Toronto: commissionato dall’impresario Marcus Loew quale gioiello per coronare il suo impero teatrale, i disegni furono preparati dall’architetto Thomas W. Lamb che progettò una sala principale al piano terra, l’Elgin (tutto decorata in foglia oro), e una leggermente più piccola al settimo piano dello stesso edificio, il Winter Garden (questa incrostata di foglie a simulare un esterno arboreo). Il primo era un tripudio di cristalli, drappi e cherubini sul soffitto, com’era di moda all’epoca, l’altro, con i suoi rami scolpiti, le tappezzerie in verde e il soffitto a trompe-l’oeil simulava un fantastico sottobosco.

Per i primi quindici anni entrambe le sale ospitarono spettacoli di varietà di grande livello, ma nel ’28 il Winter Garden chiuse e l’Elgin divenne una sala cinematografica fino all’abbandono negli anni ’70. L’essere scampato alla demolizione lo deve all’Ontario Heritage Trust che ha comprato l’edificio nel 1981 e ne ha avviato il restauro e il teatro ha riaperto nel 1987 con una trionfante produzione di Cats, il musical di Andrew Lloyd Webber. Due anni dopo riapriva anche il Winter Garden con Side by Side by Sondheim di Stephen Sondheim. Dal 1999 ne ha fatto la sua sede la Opera Atelier, specializzata in opere barocche ambientate nell’opulento neo-rococo della sala principale.

Il foyer dell’Elgin e i sontuosi ascensori, manovrati ovviamente manualmente, che portano ai piani superiori.

LANDESTHEATER

Landestheater

Salisburgo (1893)

707 posti

A Salisburgo il principe arcivescovo Colloredo fece costruire nel 1775 un teatro di corte sul sito di un’ex sala per balli. L’apertura avvenne con  Die Gunst des Fürsten di Christian Heinrich Schmid seguito da drammi di Schiller. Direttore del teatro fu per molti anni Emmanuel Schikaneder che venne in contatto con la famiglia Mozart che invitava regolarmente nel suo palco. Musica di Mozart vi fu eseguita qui nel 1776 mentre nel 1784 vi fu la messa in scena de Die Entführung aus dem Serail, prima di una lunga serie di rappresentazioni mozartiane.

L’attuale edificio fu costruito su disegno degli architetti Fellner & Helmer in stile neo-barocco e inaugurato il primo ottobre 1893 con l’ouverture de La clemenza di Tito. In quello stesso anno Max Reinhardt vi debuttò come attore e in seguito fu tra i fondatori del Festival di Salisburgo. Nel 1939 l’edificio fu ricostruito e riaperto ancora una volta con Die Entführung aus dem Serail diretto da Karl Böhm. Ulteriori restauri avvennero negli anni 2004-2004. Il teatro dal 2010 svolge una stretta collaborazione sia col Salzburger Marionette Theatre, cui dedica una sala apposita, la Bühne 24, sia il Festival di cui ospita alcune produzioni estive. È inoltre sede della Mozarteum Orchestra Salzburg.

Il teatro come si presentava nel 1914.

 

 

TEATRO MANCINELLI

Teatro Mancinelli

Orvieto (1866)

560 posti

Inaugurato il 19 maggio 1866 con La Favorita di Donizetti, fu inizialmente dedicato alle muse Melpomene, Euterpe e Talia, ma nel 1922, per onorare i musicisti locali Luigi e Marino Mancinelli, assunse il nome attuale. Chiuso nel 1991 per poter effettuare urgenti opere di restauro, il teatro fu restituito alla sua città due anni dopo nel pieno del suo splendore.

La sala a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi è illuminata da un grande lampadario di cristallo, una volta a candele, che può essere ritirato in alto per la pulizia e la manutenzione. Sul soffitto sono dipinte le dodici Ore di Cesare Fracassini e Annibale Angelini. Il linguaggio decorativo e architettonico risente della moda neo-rinascimentale in voga all’epoca.

Nell’arco di proscenio tre esagoni racchiudono le tre musi ispiratrici del progetto e protettrici della tragedia, della musica e della commedia. Con altre iconografie esse compaiono anche all’ingresso del teatro e nel foyer. Il sipario storico fu dipinto dal Fracassini e rappresenta la cacciata dei Goti da Orvieto a opera di Belisario, una vicenda del 535 d.C. che ben si adattava all’ideale risorgimentale del tempo.

L’elegante foyer è utilizzato come sede di convegni, matrimoni civili e concerti. Il soffitto con dipinte le quattro stagioni e le statue di gesso nelle nicchie completano la decorazione della sala principale, che è fiancheggiata da altre due sale minori, una blu dedicata all’Armonia e una gialla alla Poesia.

 

TEATRO NAZIONALE

 

Teatro Nazionale

Atene (1901)

600 posti

Il Teatro Nazionale (Εθνικο Θεατρο) di Atene fu edificato tra il 1895 e il 1901 come Teatro Reale sotto il re Giorgio I. I disegni dell’edificio si devono all’architetto sassone Ernst Ziller, autore di molti edifici pubblici di allora. Fu inaugurato il 24 novembre 1901. Due anni dopo le rappresentazioni dell’Orestea di Eschilo messa in scena da Yorgos Sotiriadis innescarono un lungo conflitto linguistico tra i fautori del greco moderno (δημοτική) e quelli della versione arcaizzante e purista (kαθαρεύουσα): gli studenti degli studi classicisti dell’Università di Atene marciarono lungo Agiou Konstantinou, la strada dove si trova il teatro, per impedirne le rappresentazioni e nei tumulti che seguirono ci scappò addirittura un morto. 

All’assassinio del re Giorgio nel 1913 seguì un periodo di declino che portò alla chiusura del teatro. Fu riaperto come Teatro Nazionale nel 1932 e nel 1939 fu fondata l’Opera Nazionale Greca (Εθνική Λυρική Σκηνή). La prima produzione è il Fledermaus di Johann Strauss jr.Nel 1942 Maria Callas vi fa la sua prima apparizione come Tosca. Nel 1948 sarà la volta dell’attrice Melina Mercouri. Nel 2009 l’edificio neoclassico è stato ampiamente restaurato.