Luoghi

TEATRO MUNICIPALE GIROLAMO MAGNANI

Teatro Municipale Girolamo Magnani

Fidenza (1861)

529 posti

Nato dalla volontà di un gruppo di cittadini riunitisi in società, il progetto del teatro venne affidato nel 1813 a Nicola Bettoli, architetto del futuro Regio di Parma. Per la costruzione, interrotta dopo pochi anni per carenza di fondi e durata quasi mezzo secolo, vennero utilizzate due chiese: quella di San Francesco, annessa al convento dei Francescani chiuso in ottemperanza ai decreti napoleonici e demolita per far posto al nuovo edificio, e quella di San Giovanni, che, crollata, fornì le murature.

Nel 1831 la società promotrice propose al Comune di Fidenza l’acquisto del teatro, ma trovò l’opposizione della duchessa Maria Luigia, che considerava l’opera troppo gravosa per le casse pubbliche; nel 1835 un violento nubifragio distrusse il tetto in costruzione, danneggiando profondamente il palcoscenico e le strutture portanti non ancora terminate. Nel 1848 il Comune acquistò l’area, ormai occupata dalle rovine del costruendo teatro, e nel 1854 incaricò della direzione dei lavori l’ingegner Antonio Armarotti, che riavviò il cantiere apportando varie modifiche al progetto originario del Bettoli, giudicato troppo oneroso; l’inaspettato crollo della vicina chiesa di San Giovanni consentì di risparmiare sui materiali di costruzione, velocizzando notevolmente i lavori.

L’inaugurazione avviene il 26 ottobre 1861 con Il trovatore di Giuseppe Verdi. La scenografia è opera di Girolamo Magnani, un artista fidentino a cui il Maestro di Busseto si è affidato tante volte e a cui spetta anche l’intera decorazione del teatro, dalla facciata neoclassica alla sala a tre ordini di palchi, dal foyer rivestito di stucchi a finto marmo fino al cielo affrescato sulla volta della platea. Nel 1889 il Comune decide di intitolare il teatro allo scenografo Girolamo Magnani, scomparso nel settembre di quell’anno. Nel 1910 è realizzato l’impianto elettrico d’illuminazione, mentre tra il 1932 e il 1933 sono restaurati gli interni, prestando particolare attenzione alle decorazioni della sala. Nel 1953 è ricostruito in calcestruzzo armato il palcoscenico, che mostrava dei cedimenti, mentre nel 1964 è realizzato l’impianto di riscaldamento. Tra il 1985 e il 1988 il teatro rimane chiuso per gli indispensabili lavori di adeguamento alle normative di sicurezza. Nel 2004 sono restaurati gli affreschi che ricoprono la cupola della sala e nel 2008 quelli del foyer, mentre nel 2009 viene completato il ripristino della facciata e del tetto

Affidato in gestione ad ATER Fondazione dal Comune di Fidenza, oltre alla collaudata stagione di prosa il teatro mette in scena produzioni liriche, concerti sinfonici e spettacoli per ragazzi ma costituisce anche il fulcro culturale della città: il ridotto viene utilizzato per lo svolgimento di conferenze, mentre il foyer ospita sovente mostre d’arte.

TEATRO VERDI

   

Teatro Verdi

Martina Franca (1920)

400 posti

Inaugurato nel 1920, come Teatro Comunale, nel 1932 subì il primo radicale intervento di ristrutturazione a causa di un incendio che distrusse il solaio ligneo, che fu poi ricostruito in pietra. Nel 1940 il Podestà del comune cedette la proprietà della struttura alla famiglia Miali, mentre nel 1950 venne venduta alla famiglia Dilonardo. La nuova proprietà restaurò il teatro nel 1951, adibendolo anche alle proiezioni cinematografiche. Iniziava così il lento declino della sala.

Un’altra più profonda ristrutturazione è avvenuta molto recentemente e il teatro è stato riaperto nell’ottobre 2020 dotato di una sala polifunzionale: un sistema di poltrone a scomparsa rende lo spazio versatile con capienze variabili da 400 a 1000 posti, l’unico teatro all’italiana con una tale tecnologia nel sud Italia.

TEATRO TINA DE LORENZO

Teatro Tina de Lorenzo

Noto (1870)

320 posti

Nel 1855 la necessità di costruire un nuovo teatro si fece sentire nella cittadina siciliana e fu formato quindi un comitato di cittadini per raccogliere i fondi. Fu acquistata una abitazione (casa Salonia) nella piazza centrale e in seguito fu dato incarico all’ingegnere Francesco Sortino per disegnare il nuovo edificio. Alla sua morte nel 1863 la direzione dei lavori passò a Francesco Cassone. Nel 1864 la città di Noto s’impegno a continuare l’opera di costruzione, affidando i lavori alla ditta Ruiz di Siracusa. La costruzione tecnica e meccanica fu affidata ad alcuni cittadini di Noto sotto la guida di Fortunato Queriau, mentre la doratura del teatro fu eseguita dal pittore Santi Ferrara di Messina. La statua di arenaria, rappresentante l’allegoria della Musica, situata al centro del vestibolo del teatro è lavoro dello scultore Giuliano Palazzolo, che seguì un disegno per il Cassone; i due pittori Subba e di Stefano decorarono invece il palcoscenico.

Il Teatro Comunale fu intitolato al re Vittorio Emanuele II e inauguratoil 4 dicembre 1870. Da allora in poi, artisti famosi come Pierantonio Tasca e Eleanore Duse calcarono quel palcoscenico. Dal 2012 è stato intitolato a Tina de Lorenzo, attrice figlia del marchese Corrado Di Lorenzo (discendente dei marchesi di Castelluccio di Noto, famiglia nobile siciliana). Ha una capacità di 320 posti a sedere che include tre file di palchi, ed una galleria.

STADTTHEATER

 

(Stadt)Theater

Bonn (1965)

1024 posti

   

La storia del teatro a Bonn risale al tempo degli elettori. Alla fine del 17° secolo, un teatro di corte fu istituito presso il Palazzo Elettorale, dove si esibirono troupes francesi e italiane. Nel XVIII secolo, fu istituito un teatro amatoriale per opere tedesche (Nationaltheater), diretto da Gustav Friedrich Wilhelm Großmann dal 1778 al 1784, che mise in scena la prima de La congiura di Fiesco a Genova di Schiller. Il nuovo governo francese distrusse il teatro di corte nel 1797.


Nel 1826, i cittadini di Bonn costruirono una propria casa teatrale: un nuovo edificio fu inaugurato nel 1848, segnato dall’ouverture La consacrazione della casa di Beethoven. La casa divenne il teatro comunale nel 1859, con spettacoli del teatro di Colonia. Bonn fa risalire la storia della sua responsabilità per il teatro a quell’anno. Il teatro di Bonn operò con un proprio ensemble per recite di prosa dal 1902, per l’opera dal 1935.

Il teatro fu distrutto da un bombardamento durante la seconda guerra mondiale nel luglio 1943. Dopo la seconda guerra mondiale, sedi temporanee per il teatro furono una sala universitaria, una palestra, un cinema e il Prachtbau del Bonner Bürgerverein. Nel 1965, un nuovo edificio è stato aperto sul Reno che serve come il teatro d’opera di oggi, lo Stadttheater, ora semplicemente Theater Bonn.  L’edificio degli architetti Klaus Gessler e Wilfried Beck-Erlang ha un’aria scultorea e ospita l’auditorium principale (1024 posti) così come la Werkstattbühne (125 posti), un teatro studio più intimo che è usato principalmente per nuove opere teatrali e produzioni sperimentali.

SAARLÄNDISCHES STAATSTHEATER

 

Saarländisches Staatstheater

Saarbrücken (1938)

875 posti

L’edificio dell’attuale Saarländischer Staatstheater a Saarbrücken fu costruito in stile neoclassico tra il 1937 e il 1938 per conto di Joseph Goebbels secondo i disegni di Paul Otto August Baumgarten, uno degli architetti preferiti di Adolf Hitler. Baumgarten, secondo la sua stessa dichiarazione, portò la sua esperienza del 1935 nella ricostruzione del Teatro dell’Opera tedesca a Charlottenburg, che era considerato un palcoscenico rappresentativo del regime nazista per eccellenza. Con i suoi oltre 1100 posti a sedere, il Saarbrücken Theater von Baumgarten fu progettato come teatro di medie dimensioni rispetto ai grandi edifici teatrali di tutto il mondo.


I piani del palco potevano essere sollevati o abbassati fino a tre metri di altezza e profondità con l’aiuto dell’idraulica. In termini di tecnologia scenica con palco girevole, il nuovo edificio era uno dei palcoscenici più moderni in Europa a quel tempo. Ufficialmente il Gautheater Saarpfalz fu il regalo di Hitler per il risultato del voto del 1935 nella zona della Saar. Più della metà dei costi di costruzione dovevano essere finanziati dalla stessa città di Saarbrücken. Secondo la volontà dei dirigenti nazisti, il teatro doveva essere un «baluardo culturale della cultura tedesca nella marca di confine occidentale del Reich» (contro la Francia), come scrisse Joseph Goebbels nella pubblicazione commemorativa dell’inaugurazione del nuovo teatro. Il sindaco nazista di Saarbruecken, Fritz Schwitzgebel, classificò addirittura il teatro di Saarbrücken come un centro di «lavoro di propaganda culturale» nel senso di una macchina di influenza nazionalsocialista. Il 9 ottobre 1938, il nuovo edificio teatrale fu solennemente inaugurato alla presenza di Adolf Hitler, Joseph Goebbels e Heinrich Himmler con una rappresentazione dell’opera Der fliegende Holländer di Richard Wagner.


Distrutto nella seconda guerra mondiale, il teatro fu restaurato e riaperto il 6 marzo 1948, ora chiamato Stadttheater Saarbrücken (Teatro della città di Saarbrücken), con Die Zauberflöte di Mozart. Quando la Saar divenne parte della Repubblica Federale di Germania il 1° gennaio 1957, il contratto fu firmato qui con il cancelliere Konrad Adenauer e il primo ministro della Saar, Hubert Ney. Nel 1971, lo stato di Saarland divenne proprietario del teatro e il nome fu cambiato in Saarländisches Staatstheater. L’edificio è stato dichiarato monumento storico nel 1983. Le sue sedi sono Großes Haus (sala grande), Alte Feuerwache (vecchia stazione dei pompieri), Congresshalle (sala conferenze) e sparte4 (area 4).

SOSNOFF THEATER

Sosnoff Theater

Annandale-on-Hudson (2003)

900 posti

A 170 km a nord di New York City il Fisher Center del Bard College ospita due sale di spettacolo progettate da Frank Gehry. I sistemi di riscaldamento e condizionamento dell’aria dell’edificio sono interamente alimentati da fonti geotermiche, permettendo al Fisher Center di non utilizzare combustibili fossili durante le operazioni standard. Il progetto ha richiesto tre anni per essere completato, aprendo nell’aprile 2003. Il New Yorker lo definisce «[forse] la migliore piccola sala da concerto degli Stati Uniti».

Il Teatro Sosnoff ha 900 posti distribuiti su una platea, una balconata e due sezioni di palchi, dispone di una fossa orchestrale per l’opera e di un’acustica progettata da Yasuhisa Toyota, compresa una conchiglia acustica che trasforma il teatro in una sala da concerto per musica da camera e sinfonica. Il design della sala è volutamente semplice: è esagonale, con pareti che si inchinano leggermente verso l’interno per creare superfici convesse che diffondono meglio il suono. Il suo soffitto è alto, per dare alla stanza abbastanza volume da permettere al suono al suo interno di svilupparsi. La sala è regolata acusticamente per un suono vocale e orchestrale ottimale. Il più piccolo dei due teatri è il flessibile LUMA Theater da 200 posti, che ospita i programmi di teatro e danza del Bard durante l’anno accademico.

Il Fisher Center è anche la sede del Bard Music Festival, che ospita compagnie da tutto il mondo durante il Bard SummerScape, un festival di opera, teatro e danza. Il Performing Arts Center è principalmente dedicato all’insegnamento e agli eventi del college durante l’anno accademico e utilizzato come struttura pubblica per le arti dello spettacolo e come sede per i programmi di laurea in arti durante i mesi estivi.

TEATRO COMUNALE

Teatro Comunale

Siracusa (1897)

500 posti

La costruzione del Teatro risale al 14 marzo 1872, quando venne posta la prima pietra. L’opera era stata commissionata dal sindaco Alessandro Statella all’ingegnere militare Antonino Breda. I materiali utilizzati per la costruzione furono gli stessi provenienti dall’abbattimento degli edifici preesistenti, il Palazzo Bonanno Filangieri dei Principi di Cattolica e la Chiesa e Monastero dell’Annunziata. Ma ben presto, i lavori vennero interrotti perché il prospetto nord era asimmetrico per cui il Comune chiese di demolire e rifare l’ala difettosa. Nel 1875 subentrò l’ingegnere Giambattista Basile che suggerì delle modifiche. Tre anni dopo a causa della rinuncia dello stesso venne nominato l’architetto Giuseppe Damiani Almeyda – autore del Teatro Politeama di Palermo – per eseguire le perizie. Questi propose di demolire quanto fino ad allora realizzato. Nacque così un lungo contenzioso giudiziario che si concluse con l’avvio dei lavori solo nel 1887 (dopo dieci anni di valutazioni). I lavori termineranno solo il 15 maggio 1897 con l’inaugurazione del teatro con il Faust di Gounod.

Nel 1952 il teatro venne sottoposto ad ammodernamenti, ma nel 1957 venne chiuso a causa dell’abbattimento del Palazzo Barresi di fianco alla struttura. La successiva riedificazione del nuovo Palazzo Pupillo ha determinato gravi problemi statici e da quel momento il teatro ha cessato le sue attività. In effetti il teatro fu attivo fino al 1962 e utilizzato solo per spettacoli di prosa. Nel corso degli anni si sono susseguiti una serie di lavori di ripristino della struttura, degli arredi, degli interni e delle decorazioni. I lavori si sono alternati senza tuttavia giungere ad un reale completamento a causa delle difficoltà nel reperimento di finanziamenti. Il deterioramento degli interni determinò lavori di ripristino delle parti pittoriche, di palchi e volte tra il 1999 e il 2000. Poi sino al 2002 altri lavori di consolidamento. Nel 2010 il Comune accese un mutuo per completare gli impianti elettrici e idrici. Ad oggi la struttura è completa ma l’impianto antincendio è danneggiato, ciò ha determinato un contenzioso con la ditta.

Nell’ottobre 2013 il teatro, pur non essendo ancora fruibile, ha ospitato una serata per l’inaugurazione di uno spot televisivo di Dolce & Gabbana. A seguito di questo evento i due stilisti hanno regalato al teatro due lampadari di Murano posti all’ingresso. Nel luglio 2015 le il 26 dicembre 2016 viene finalmente inaugurata la riapertura del teatro (dopo 54 anni di chiusura) con un concerto e un cartellone di attività.

Il teatro ha un aspetto imponente. L’ingresso principale presenta un ampio porticato per le carrozze. Le facciate sono decorate con maschere teatrali e simboli delle muse. All’interno un ampio foyer dà accesso alla direzione, al guardaroba, all’ingresso della platea, al caffè e alle scale dei palchi. La sala principale poteva ospitare 700 spettatori su tre ordini di palchi e il loggione con le panche. Oggi sono previsti posti per 500 persone. I dipinti furono realizzati da Giuseppe Mancinelli come la volta centrale Dafne in un bosco popolato di ninfe, i medaglioni monocromi del vestibolo e i parapetti con i putti reggifestoni.

GRAND THÉÂTRE

Opéra-Toulon

Grand Théâtre

Tolone (1862)

1797 posti

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Il Grand Théâtre de Toulon, aperto nel 1862, aveva sostituito la vecchia Salle de la Comédie che pur non avendo ancora cento anni era molto fatiscente, angusta e scomoda secondo la buona società di Tolone. La costruzione di un nuovo teatro fu resa possibile dall’ampliamento della città decretato nel 1853 e dal trasferimento dei suoi bastioni più a nord. Il Grand Théâtre, come fu subito chiamato, fu il primo monumento ad essere costruito nella nuova Tolone, la cui superficie fu triplicata. Ammirevolmente situato nel cuore della città nuova, il monumento ha una facciata monumentale a sud prospiciente su una piazza originariamente predisposta a questo scopo lungo la Rue Royale (oggi Rue Jean Jaurès) e una facciata altrettanto “storicizzata” a Nord, che corona con eleganza il nuovissimo Boulevard Louis-Napoléon.

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L’uso giudizioso della pendenza naturale del terreno ha permesso una grande scalinata a sud che apre la piazza in modo spettacolare, come una piazza cattedrale, o piuttosto un tempio vista l’architettura con colonne e frontone. Ovviamente, stiamo entrando nel Tempio dell’Arte. Anche Apollo è presente in molti luoghi. La sala aveva appena 100 in meno del Palais Garnier di Parigi, con una popolazione che era raddoppiata in meno di 20 anni fino ad arrivare allora a 70.000 abitanti. L’Opéra di Parigi, commissionata nel 1861 a Charles Garnier, non fu inaugurata fino al 1875, tredici anni dopo il Grand Théâtre.

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L’edificio, in stile neoclassico con i suoi archi a tutto sesto, le colonne grigie e rosa e il frontone, ha molti dettagli interessanti tra cui i fregi geometrici di ispirazione bizantina, uno stile orientalista che era molto popolare alla fine del secolo. L’edificio, progettato dall’architetto Léon Feuchères, ha una struttura interna realizzata in muratura di pietra e travi metalliche secondo i principi di costruzione dell’epoca (semi-metallica).

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Il Grand Théâtre de Toulon ebbe la sua prima rappresentazione il 12 ottobre 1862 con una ripresa dell’opera comica Les Mousquetaires de la Reine di Fromental Halévy che era morto nel marzo di quell’anno a Nizza, dove si trovava per motivi di salute.

GRAND THÉÂTRE

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Grand Théâtre

Angers (1871)

680 posti

Distrutto da un incendio nel dicembre 1865 il Teatro Municipale, la città di Angers ne decide la ricostruzione che porta alla inaugurazione nel 1871 di un nuovo edificio costituito da un vestibolo, una sala di spettacoli con palchi e una scena. Seguiranno dopo un anno due caffè a completare la struttura. La capacità della sala era originariamente di 1160 posti a sedere, ridotti a ora 680 per uno spettacolo d’opera.

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Il fabbricato è formato da tre corpi, quello centrale avanzato rispetto a quelli laterali. Il piano terra è dominato da due colonne con capitelli ionici, le maschere della tragedia e della commedia portano al primo piano caratterizzato da quattro colonne con capitelli corinzi, grandi finestroni e nelle nicchie le statue di quattro muse. La parte alta della facciata è costituita di un frontone con le armi della città e altre statue con le allegorie della fama, dell’eloquenza e della storia a sinistra, della satira, della musica e del dramma a destra.

Grand théâtre - Angers

Lavori di restauro si sono succeduti negli anni: 1957, 1981 e 1993 quando fu possibile creare una sala esposizioni. Il teatro è sede dell’Orchestre national des Pays de la Loire e dell’Angers-Nantes Opéra.

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OPER

Oper

Francoforte (1963)

1500 posti

La Oper Frankfurt è nata nel 1782 come Comoedienshaus sia per il teatro che l’opera. ll vecchio edificio sulla Opernplatz fu inaugurato nel 1880 col Don Giovanni di Mozart e prima di essere distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale nel gennaio 1944 è stato la sede di molte importanti prime: Die ferne Klang di Schreker nel 1912; ancora di Schreker Die Gezeichneten (1918); Sancta Susanna di Hindemith (1922); Carmina Burana di Orff (1937). Inaugurato nel 1963 il nuovo edificio su Theaterplatz (ora Willy-Brandt-Platz) è in stile modernista. Nel decennio 1977-1987 il teatro ha avuto come direttore Michael Gielen che ha prodotto molti spettacoli in stile non-tradizionale. Distrutto da un incendio nel novembre 1987, il palcoscenico è stato ricostruito nel 1991. Dal 1996 il teatro è stato votato “Miglior teatro lirico d’Europa” numerose volte – 2003, 2015, 2018 e 2020.

Ricostruita nello stesso stile per quanto riguarda l’esterno, la Alte Oper è stata destinata a sala da concerto. La moderna sala dell’auditorium può ospitare 2500 persone.