TEATRO LAURO ROSSI

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Teatro Lauro Rossi

Macerata (1774)

550 posti

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La prima attività teatrale maceratese faceva capo alla struttura provvisoria della Sala della Commedia; ricavata, nel palazzo comunale fin dal 1583 e trasformata in struttura stabile nel 1663 con l’ inaugurazione del Teatro Comico, quest’ultimo realizzato su modelli veneziani. Nel 1765 si decide di rifare completamente il teatro, affidandone il disegno ad Antonio Galli detto il Bibbienae la direzione dei lavori, con un’ulteriore variazione dimensionale, a Cosimo Morelli. La tipologia della sala teatrale adottata dal Bibbiena è caratterizzata dai palchetti che seguono il profilo lievemente flesso della pianta a campana; dagli archi dei palchi ribassati; dalle logge inserite tra i pilastri architravati e con mensole a voluta; dalle balaustre a piastrini; dalla connessione tra la cavea e il boccascena per mezzo di raccordi; dai tipici pennacchi che collegano l’ultimo ordine di palchi al soffitto. Il tutto fino al punto di trattare la parete della sala come la corte di un palazzo, con i palchi a balconcino che conferiscono all’ambiente la sua connotazione inconfondibile. Il progetto è parzialmente riletto dall’architetto Cosimo Morelli, sostenuto dai Nobili Condomini e protetto del futuro papa Pio VI, che lo porta a termine nel 1772 con quattro ordini di palchi e la caratteristica pianta “a campana”. L’inaugurazione è nel 1774 con l’opera Olimpiade di Pasquale Anfossi. Criticato dai cultori puristi del secolo seguente, rischiò il ridisegno totale. Nel 1833 il Ghinelli inserisce l’atrio e la scala a tenaglia. 

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Con l’andare degli anni si fanno sempre maggiori le necessità sceniche e quindi l’occorrenza di lavori di ristrutturazione. Un primo parziale restauro, concluso intorno alla metà del XIX secolo da Agostino Benedettelli, prevede la riduzione del quarto ordine di palchi in loggione e un intervento sulle pareti pittoriche; quindi si vagliano diversi progetti in attesa di reperire fondi finché, nel 1867, si decide di attuare un intervento radicale. I lavori vengono affidati a Luigi Samoggia e Mario Monti e, tra le altre cose, prevedono l’inclinazione del pavimento della platea per questioni di visibilità ed acustica, l’eliminazione del palco centrale e l’ampliamento del palcoscenico con l’aggiunta di qualche fila di panche.Per poter finanziare i restauri la società dei Condomini si scioglie e il teatro viene venduto al comune. I lavori hanno termine nel 1871 e nel 1884 il teatro diviene comunale ed è dedicato al compositore e direttore d’orchestra maceratese Lauro Rossi (1810-1885). Tra 1984 e 1989 il teatro affronta nuovamente un restauro restituivo del progetto originario, col ripristino degli stucchi policromi settecenteschi, la revisione delle decorazioni del Samoggia sulla volta della platea e con l’utilizzo di materiali il più possibile simili a quelli originali.

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