Porgy and Bess

George Gershwin, Porgy and Bess

★★☆☆☆

Torino, Teatro Regio, 4 luglio 2019

A Torino va in scena la saga nera scritta da un ebreo bianco

La stagione del Teatro Regio si conclude con l’opera di Gershwin. Guai a definirla un musical, come ha fatto a più riprese l’ex direttore artistico Alessandro Galoppini: Gershwin l’aveva concepita come una “American folk opera” (1) e fino all’ultimo l’ha considerata il prodotto “nobile” della sua produzione, che invece raggiunge livelli eccelsi nei songs da lui scritti in collaborazione col fratello Ira. Qui il libretto di DuBose Heyward è un adattamento dell’omonimo play a sua volta tratto dal romanzo Porgy dello stesso Heyward e la vicenda descrive la vita degli afroamericani nell’immaginaria Catfish Row di Charleston, South Carolina, negli anni ’30.

Atto I. Scena 1. Un pomeriggio d’estate. Jasbo Brown intrattiene la comunità suonando il piano. Clara canta una ninna-nanna a suo figlio mentre dei lavoratori si preparano per una partita di dadi. Il marito di Clara, Jake, prova la sua ninna-nanna con scarso effetto. Porgy, uno zoppo mendicante, entra sul suo carrettino per organizzare il gioco. Entrano Crown, un malvivente, e la sua donna Bess, e il gioco comincia. Vi si aggiunge anche Sportin’ Life, il fornitore locale di cocaina e di alcol di contrabbando. Uno per uno i giocatori vengono eliminati e restano solo Robbins e Crown, che è ubriaco. Quando Robbins vince, Crown inizia a lottare e uccide Robbins. Crown fugge, dicendo a Bess di badare a sé stessa. Molti dei residenti sbattono la porta in faccia alla donna, tranne Porgy che le offre rifugio. Scena 2. Stanza di Serena, la notte successiva. I convenuti alla veglia funebre cantano uno spiritual per Robbins. Per raccogliere soldi per la sua sepoltura, un piatto è posto sul suo torace. Entra un investigatore bianco e dice a Serena che deve seppellire presto suo marito o il suo corpo sarà dato agli studenti di medicina. Egli arresta Peter che forzerà a testimoniare contro Crown. Serena lamenta la sua perdita. L’impresario di pompe funebri entra e si accorda di seppellire Robbins purché Serena gli prometta di ripagarlo.
Atto II. Scena 1. Un mese dopo, mattino. Jake e gli altri pescatori si preparano per il lavoro. Clara chiede a Jake di andare con lei a un picnic, ma lui le ricorda che hanno assoluto bisogno di denaro. Sportin’ Life danza intorno, vendendo cocaina, ma presto si imbatte nell’indignazione di Maria. Giunge un avvocato fraudolento, Frazier, e farsescamente divorzia Bess da Crown. Mentre il resto di Catfish Row si prepara per il picnic, Sportin’ Life chiede a Bess di iniziare una nuova vita con lui a New York, ma lei rifiuta. Bess e Porgy sono ora soli ed esprimono il loro amore l’un l’altro. Il coro rientra poiché tutti si preparano a partire per il picnic. Bess lascia Porgy indietro mentre escono per il picnic. Scena 2. Kittiwah Island, quello stesso pomeriggio. Sportin’ Life mostra al coro la sua visione cinica della Bibbia, il che lo fa rimproverare severamente da Serena. Crown entra per parlare con Bess e le ricorda che Porgy è “temporaneo”. Bess vuole lasciare Crown definitivamente, ma Crown la costringe a seguirlo nel folto del bosco. Scena 3. Catfish Row, una settimana dopo, poco prima dell’alba. Jake parte per la pesca con il suo equipaggio e Peter torna dalla prigione. Bess giace nella stanza di Porgy, delirante. Serena prega che l’afflizione di Bess sia sanata. Strawberry Woman e Crab Man cantano i loro richiami in strada e Bess presto si riprende dalla sua febbre. Bess parla a Porgy delle sue colpe prima di ribadirgli il suo amore. Porgy le promette di proteggerla da Crown. La scena si conclude con la campana d’allarme che segnala l’approssimarsi di un uragano. Scena 4. Camera di Serena, alba del giorno dopo. I residenti di Catfish Row coprono il suono della tempesta con le preghiere. Si sente bussare alla porta e il coro pensa sia la Morte. È Crown che entra in cerca di Bess. Clara vede la barca di Jake capovolgersi nel fiume e corre fuori per cercare di salvarlo. Crown dice che Porgy non è un vero uomo, dato che non può andar fuori a salvarla dalla tempesta. Crown va egli stesso e il coro termina la sua preghiera. Clara perisce nella tempesta e Bess ora si prenderà cura della sua creatura.
Atto III. Scena 1. La notte successiva. Un gruppo di donne piange Clara e Jake, che sono rimasti uccisi durante la tempesta. Quando cominciano a piangere anche Crown, Sportin’ Life ride di loro ed è ripreso da Maria. Egli insinua che Crown potrebbe non essere morto e osserva che quando una donna ha un uomo, forse riuscirà a trattenerlo con sé, ma se ha due uomini, è altamente probabile che finirà da sola. Si sente Bess cantare la ninna nanna al suo bambino, di cui ora si prende cura. Appena fa buio a Catfish Row, Crown entra di nascosto per reclamare Bess, ma si scontra con Porgy. Ne segue una lotta alla fine della quale Porgy uccide Crown. Scena 2. Il pomeriggio seguente. Il detective interroga Serena dell’omicidio di Crown e Robbins. Lei nega di sapere dell’omicidio di Crown, deludendo il detective. Avendo bisogno di un testimone per l’inchiesta, il detective interroga poi un nervoso Porgy. Quando Porgy ammette di conoscere Crown, gli viene ordinato di seguirlo per identificare il corpo di Crown. Sportin’ Life dice a Porgy che i cadaveri sanguinano in presenza dei loro assassini, e che il detective userà questo per incastrare Porgy. Porgy rifiuta di identificare il corpo, ma viene portato via ugualmente. Bess è stravolta e Sportin’ Life mette in azione il suo piano. Le dice che Porgy resterà rinchiuso per parecchio tempo e le fa presente che lui è l’unico rimasto. Le offre la sua cocaina e nonostante lei rifiuti, la costringe a prenderla. Dopo che lei l’ha presa, lui le descrive un’immagine seduttiva della loro vita a New York. Lei riguadagna le forze e rientra di corsa, chiudendogli la porta in faccia, nonostante lui abbia lasciato un pacchetto di cocaina sul gradino della porta. Scena 3. Una settimana dopo. Un bel mattino, Porgy viene rilasciato dalla prigione, dove era recluso per oltraggio alla Corte per aver rifiutato di guardare il corpo di Crown. Ritorna a Catfish Row molto più ricco per aver vinto a dadi con i suoi compagni di cella. Fa doni agli abitanti e estrae un bellissimo vestito rosso per Bess. Non capisce perché sono tutti a disagio per il suo ritorno. Vede il bambino di Clara ora con Serena e capisce che qualcosa non va. Chiede di Bess. Maria e Serena gli dicono che Bess se n’è andata a New York con Sportin’ Life. Porgy decide di lasciare Catfish Row per cercarla. Prega di avere la forza e parte per il suo viaggio.

Porgy and Bess fu presentata il 30 settembre 1935 a Boston prima di muovere a Broadway con un cast di cantanti lirici afro-americani, gesto molto audace per l’epoca, il che spiega l’iniziale fredda accoglienza. Per di più l’opera fu accusata di un certo razzismo di fondo – i neri sono dipinti come violenti, superstiziosi, dediti all’alcol, alle droghe, al gioco d’azzardo – e solo nel 1952 ebbe la consacrazione internazionale con una produzione, approdata anche alla Scala, che lanciò la carriera di Leontyne Price. Come Scott Joplin con il suo ragtime, anche Gershwin voleva dare dignità alla sua musica jazz, ma mentre Treemonisha (1915) era una storia di redenzione attraverso l’educazione e lo studio, il lavoro di Gershwin pescava nel sordido e nel melodrammatico. La scelta poi di non scrivere un musical con le parti recitate inframmezzate da numeri musicati, bensì di costruire un continuo sonoro di tono jazzistico inglobante le meravigliose melodie di “Summertime” (qui proposta ben quattro volte) o “I got plenty o’ nuttin’” e gli spirituals “Gone, gone, gone”, “Leavin’ for the Promise’ Land”, si dimostrò un’ambizione al di là delle forze dell’autore e il risultato debordante. Ne esiste una versione abbreviata, ma le ultime produzioni tendono a una maggior fedeltà all’originale, come questa del New York Harlem Theatre ora nel teatro torinese.

Ad apertura di sipario si svela un apparato scenico tradizionalissimo: due realistiche facciate di catapecchie delimitano un cortile, un cancello di legno e oltre un fondale dipinto di barche da pesca. La facciata di destra ruota su sé stessa per creare l’ambiente interno della casa di Serena mentre qualche elemento verde rende l’isola di Kittiwah. La regia di Baayork Lee è vivace e piena di personaggi caratteristici, come la vecchia mamie che mette in riga tutti. L’orchestra del teatro è nelle mani di Richard Cordova che compie il suo lavoro senza particolari finezze e a volume costantemente alto. Il cast vocale mette in luce le debolezze dello spettacolo: gli interpreti più convincenti non sono quelli dei protagonisti titolari – qui un affaticato Porgy e una sguaiata Bess – bensì quelli secondari di Sportin’ Life e di Serena. Il primo è Chauncey Packer, magnifico attore dalla penetrante voce tenorile che rende vivido e teatralmente infallibile il personaggio del procacciatore di “happy dust”, cocaina. La seconda è Mari-Yan Pringle, soprano dalla calda voce che mette i brividi nel lamento al marito morto, “My man’s gone now”. Brividi non li dà invece la voce di Clara in “Summertime”. Per quelli bisogna mettere su il disco con la versione di Billie Holiday.

(1) «Porgy and Bess è un racconto popolare (folk tale) in cui la gente naturalmente canta musica popolare. Quando ho iniziato a lavorare per la prima volta alla musica, ho deciso di non utilizzare materiale folk originale perché volevo che la musica fosse continua. Perciò ho scritto io stesso gli spirituals e i folk songs. Ma sono ancora musica popolare e quindi, essendo in forma operistica, Porgy and Bess diventa una folk opera». George Gershwin, 2 novembre 1935, The New York Times.

 

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