Luoghi

OPÉRA

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Opéra

Losanna (1871, 2012)

962 posti

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L’attuale edificio dell’Opéra di Losanna è stato costruito dall’architetto Jean-Louis Verrey. Dal 10 maggio 1871, giorno dell’apertura come Casino-Théâtre, ha subito diverse trasformazioni. Nel 1932 è stata ingrandita la sala principale, inserita la buca orchestrale, sostituite le decorazioni originali di Grasset con altre di gusto Art-Déco e ribattezzato Théâtre Municipal, mentre nel 1975 e 1995 ha avuto adeguamenti alla sicurezza.

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Infine nel 2012, dopo cinque anni di chiusura, il teatro è stato riaperto con la sostanziale aggiunta di un nuovo edificio che si prolunga fino alla rue Beau-Séjour: un insieme di parallelepipedi che ospitano la torre scenica e altri impianti tecnici. Non sono stati toccati invece l’ingresso e l’auditorium. Il rivestimento delle facciate del nuovo edificio è in lastre di vetro e di acciaio lucidato a specchio su cui si riflettono il cielo e gli alberi del giardino adiacente.

 

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STADTTHEATER

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Stadttheater

Berna (1903)

688 posti

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Inaugurato il 25 settembre 1903 con il Tannhäuser di Wagner, l’edificio neoclassico dello Stadttheater di Berna, disegnato dall’architetto René di Wurstemberger, ha sostituito il precedente Hôtel de Musique di un secolo prima.

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Dal 2012 lo Stadttheater  fa parte della Konzert Theater Bern, unico teatro in svizzera a ospitare teatro drammatico, opera, danza e concerti. Con gli ultimi recenti lavori di restauro atti ad adeguare l’edifico alle nuove forme di sicurezza, la sala ha perso 100 dei suoi 788 posti originali.

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OPERNHAUS

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Opernhaus

Lipsia (1960)

1264 posti

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Il primo teatro dell’opera di Lipsia risale al 1693, il terzo teatro aperto al pubblico in europa, dopo Venezia e Amburgo. Dopo essere stato demolito nel 1729 iniziò la costruzione della Comödienhaus nel 1766 rimpiazzata da un altro edificio nel 1817 e da un altro ancora nel 1868 entrambi demoliti dai raid aerei del 3 e 4 dicembre 1943.

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Si dovrà arrivare al 1960 per avere l’attuale sede, una delle più tecnologicamente avanzate del tempo,  inaugurata con i Meistersinger di Wagner. Su progetto degli architetti Kunz Nierade e Kurt Hemmerling la severa facciata di 350 metri è priva di decorazioni con una loggia a due piani per l’ingresso. Grande impiego è stato fatto di alluminio anodizzato e dorato per le colonne e le cornici delle porte. Soprattutto di notte con le finestre illuminate l’edificio ha una sua grazia e leggerezza. L’interno è caratterizzato dalla sequenza di foyer, dalla forma trapezoidale dell’auditorium dalle pareti rivestite di legno d’acero che conferiscono un’ottima acustica e dall’illuminazione. Nel 2007 è stato ristrutturato per adeguarsi alle attuali norme di sicurezza e antincendio.

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TEATRE PRINCIPAL

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Teatre Principal

Palma de Mallorca (1857)

1300 posti

teatre-principalIl Teatre Principal sostituì la Casa de les Comèdies, un’istituzione cittadina di Palma de Mallorca esistente fin dal  XVII secolo. Inaugurato nel 1857 come Teatro de la Princesa, l’anno seguente ospitò il  Macbeth di Verdi ma dopo la quinta rappresentazione fu distrutto dal fuoco. Ricostruito rapidamente, fu inaugurato nuovamente nel 1860 dalla regina Isabella II col nome di Teatro Príncipe de Asturias, nome che mantenne fino al 1868 diventando la sede preferita per zarzuelas e opere, soprattutto italiane.teatro-principal-de-palmaTra il 1970 e il 1975 il teatro rimase chiuso per restauri e poi divenne di proprietà pubblica. Parallelamente fu creato il Coro del Teatre Principal de Palma. Nuovamente chiuso tra il 2001 e il 2007 fu sottoposto a un profondo restauro per adeguarsi alle richieste di sicurezza e antincendio attuali. Oggi il teatro ha una programmazione che spazia in vari generi.palma_de_mallorca-teatro_principal-2

TEATRU MANOEL

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Teatru Manoel

La Valletta (1731)

623 posti

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Uno dei più antichi teatri d’Europa ancora in uso si trova a sud di Tunisi! Nel 1731 a La Valletta, la capitale dell’isola di Malta, fu commissionata la costruzione di un teatro pubblico. Sul sito di due case fu innalzato in soli dieci mesi un edificio di tre piani con una facciata in stile manierista e un ingresso sormontato da una balaustra di pietra. L’interno in stile rococo con pianta a ferro di cavallo e tre ordini di palchi aveva una platea che è spesso servita per ospitare balli. Costruito interamente in legno e foglia oro aveva un soffitto a trompe l’oeil che imitava una cupola.

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Durante il dominio britannico il “Teatro Pubblico” fu battezzato “Teatro Reale”e passò sotto una serie di ampiamenti: nel 1812 fu aggiunta una galleria e un proscenio, fu alzato il soffitto e aggiunti otto nuovi palchi portandone il numero totale a 67; nel 1844 fu riapplicato uno strato d’oro alle decorazioni e l’operazione fu ripetuta nel 1906.  Opere ed operette inglesi e italiane furono le più popolari produzioni del 19esimo secolo. Il nome attuale del teatro si riferisce al Gran Maestro dell’Ordine di Malta Fra António Manoel de Vilhena che ne ordinò la costruzione.

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Altri interventi di restauro si sono succeduti più recentemente e oggi il Manoel continua a mettere in scena un’ampia varietà di spettacoli: produzioni teatrali in lingua inglese o maltese, opere, recital musicali, letture poetiche e una pantomima nel periodo natalizio.

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TEATRO COMUNALE

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Teatro Comunale

L’Aquila (1873)

600 posti

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Il teatro dell’Aquila, che avrebbe dovuto essere intitolato dapprima a Ferdinando II delle Due Sicilie quindi a Vittorio Emanuele II d’Italia, venne inaugurato il 14 maggio 1873 con Un ballo in maschera come Teatro Comunale. La struttura è tipicamente neoclassica: la facciata è semplice a doppio ordine con cinque aperture per livello di cui, le tre centrali, sono leggermente aggettanti, scandite da colonne e sovrastate da balconata e frontone triangolare finale. Il foyer, denominato Sala Rossa, è interamente affrescato ed è caratterizzato da uno scalone monumentale in marmo, anch’esso di derivazione neoclassica. La sala presenta una platea a ferro di cavallo prospiciente un palcoscenico di circa 150 m². I 57 palchi circondano la platea e sono divisi in tre ordini sovrastati da un loggione da circa 100 posti. Il teatro conserva ancora il sipario originale, di circa 100 m², dipinto nella prima metà del XIX secolo da Franz Hill per la Sala Olimpica.

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Dal 1963 è sede del Teatro Stabile dell’Aquila, poi Teatro Stabile d’Abruzzo (2000), il principale ente teatrale della regione. Dal 1970 è stato affiancato da una sala secondaria (Ridotto) a due livelli con ingresso indipendente sulla piazza e 220 posti complessivi, sede dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese. Nel 2009 la struttura è stata fortemente danneggiata dal terremoto del 6 aprile riportando lesioni in facciata ed il crollo del soffitto del foyer e del cornicione anteriore; è stata perciò chiusa a tempo indeterminato. Il Ridotto, danneggiato in maniera meno evidente, è stato riaperto nel dicembre del 2009 ed ospita provvisoriamente gli spettacoli del Teatro Stabile d’Abruzzo. Nel 2015 è stata affidata alla Conscoop di Forlì la ricostruzione del teatro danneggiato, la cui apertura è prevista per il 2017.

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TEATRO DELL’AQUILA

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Teatro dell’Aquila

Fermo (1790)

1000 posti

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Progettato dall’architetto Cosimo Morelli di Imola  con sala ovale e scena “a tre bocche”, il teatro venne inaugurato il 26 settembre 1790. Il triplo arcoscenico fu però subito sostituito da uno più canonico ad opera del pittore-architetto Giuseppe Lucatelli. Una nuova riforma della sala di spettacolo venne operata nel 1830 dall’architetto Pietro Ghinelli, autore del teatro delle Muse di Ancona.

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Pregevole è il dipinto sul soffitto, dipinto a tempera, opera di Luigi Cochetti, raffigurante i Numi dell’Olimpo, con Giove, Giunone, le tre Grazie e le sei Ore notturne danzanti, intenti ad ascoltare il canto di Apollo. Lo stesso Cochetti ha realizzato anche il sipario, raffigurante Armonia che consegna la cetra al genio fermano. Al centro splende un grande lampadario a 56 bracci in ferro dorato e foglie lignee, alimentato originariamente a carburo, ordinato a Parigi nel 1830. In quello stesso anno Alessandro Sanquirico, il maggiore scenografo del tempo, dipinse per il teatro alcuni fondali, di cui quattro ancora conservati. Il teatro, che ha vissuto i fasti ottocenteschi con opere liriche e di prosa in contemporanea con le principali capitali europee e con la presenza dei più grandi artisti internazionali, è tornato ad essere al centro di una ampia e prestigiosa attività artistica grazie a eccellenti interventi di restauro che nel 1997 gli hanno restituito il suo antico splendore e consentito la riapertura al pubblico dopo diversi anni di chiusura e abbandono.
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TEATRO CAMPOAMOR

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Teatro Campoamor

Oviedo (1892)

1440 posti

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Teatro nel capoluogo delle Asturie nato per rispondere alle esigenze della nascente borghesia che desiderava assistere alla rappresentazione di opere liriche, il Campoamor, il cui nome si deve a un insigne asturiano, Ramón de Campoamor, fu progettato nel 1876 e inaugurato il 17 settembre 1892 con Gli Ugonotti di Meyerbeer. Assieme alla successiva Lucia di Lammermoor questa fu la stagione d’opera in terra di Spagna più antica dopo quella di Barcellona.

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Nel 1916 il teatro ebbe un importante intervento di ristrutturazione per ampliarne la capacità, ma nel 1934, durante la rivoluzione, subì parecchi danni che risparmiarono solo la facciata. Dopo la guerra si ebbe la ricostruzione del teatro che fu riaperto nel 1948. Nel 1988, lo scenografo ed architetto José Rivas ristruttura il palcoscenico, amplia la fossa orchestrale e rinnva gli impianti tecnici e nel 1993 la sala polivalente sotterranea viene adibita a sede del  Centro de Arte Moderno Ciudad de Oviedo (CAMCO).

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TEATRO DEI RINNOVATI

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Teatro dei Rinnovati

Siena (1753)

550 posti

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Il più importante teatro di Siena e della provincia deve le sue origini all’adattamento della Sala del Consiglio edificata nel XIV secolo sul retro del Palazzo Pubblico. Questa sala, dove già in occasione della venuta di Carlo V nel 1536 erano stati allestiti solenni festeggiamenti in suo onore, nel 1560 venne adattata a sede stabile di spettacoli, con palcoscenico e galleria, che venne distrutta nel 1647 e ricostruita prima in legno poi in struttura più stabile su progetto dell’architetto Carlo Fontana. Il nuovo teatro con pianta a U e 107 palchi su quattro ordini venne inaugurato nel 1670  Nel 1742 il teatro andò distrutto a causa di un incendio e dopo provvisorie sistemazioni venne ricostruito e aperto nel luglio del 1750. Un anno dopo un nuovo incendio richiedeva un altro intervento più consistente. Dopo il restauro del tetto diretto dall’architetto granducale Giuseppe Ruggieri, il nuovo teatro venne eseguito su progetto e sotto la direzione del celebre architetto teatrale Antonio Galli da Bibbiena. Nel luglio 1753, con l’allestimento del Tito Manlio del Salvi, il teatro venne quindi nuovamente riaperto e nella forma che, nonostante qualche rimaneggiamento successivo, è giunta fino ai nostri giorni: la pianta a campana con 88 palchi, comprese le barcacce e i palchi delle vedove, distribuiti su quattro ordini e separati da un ampio palcoscenico attraverso un proscenio formato da un doppio fusto di colonne di ordine corinzio gigante. Grazie anche alle ricche decorazioni ideate dal Bibiena e realizzate da decoratori quali Liborio Guerrini, Giuseppe Lusini e Pietro Montini, il teatro costituì un importante esempio di teatro all’italiana di gusto neoclassico che tanta fortuna avrebbe avuto a Siena.

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Ma le vicende sfortunate del teatro non erano finite. Nel 1798 il terremoto lesionò gravemente l’edificio soprattutto nell’angolo del palcoscenico verso il mercato, e richiese un consistente intervento di risarcimento. In questa occasione l’Accademia degli Intronati decise di vendere il teatro, che fu acquistato nel 1800 dall’Accademia dei Rinnovati che oltre a curare il rialzamento del tetto dotò il teatro di altri locali destinati alla vita accademica. Nel corso dell’Ottocento sotto la proprietà della nuova Accademia il teatro fu interessato a vari interventi, relativi soprattutto al palco reale, al palcoscenico, ai camerini e ai locali per i coristi e per il custode. Anche le decorazioni interne furono a più riprese rinnovate.

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Dichiarato inagibile nel 1927, il teatro venne ceduto dall’Accademia dei Rinnovati al Comune nel 1935. Con il finanziamento del Monte dei Paschi, l’Amministrazione Comunale procedette a eseguire opere di consolidamento del fabbricato e di messa in sicurezza dai rischi di incendio: le vecchie capriate lignee della copertura vennero sostituite da travi reticolari in ferro come pure i solai ora realizzati in ferro, laterizio e cemento armato. Interrotti a causa della guerra questi onerosi lavori ripresero nel 1948 per concludersi nel 1950 quando il teatro venne riaperto in occasione della settimana musicale senese. Gli impianti elettrico e termico, invece, vennero rinnovati completamente negli anni ottanta. Grazie a questi lavori, quello che può essere considerato uno dei più importanti teatri storici non solo di Siena ma dell’intera Toscana ha continuato a garantire un’intensa attività teatrale gestita direttamente dall’Amministrazione Comunale e incentrata nei mesi invernali in stagioni teatrali tra le più importanti della regione e ad agosto nel prestigioso appuntamento della “Settimana Musicale Chigiana”.

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Teatro Comunale Ebe Stignani

Imola (1812)

466 posti

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Il teatro prima dell’ultimo restauro

Il Teatro dei Cavalieri Associati costruito nel 1782 va a fuoco quindici anni dopo durante l’invasione in città delle truppe francesi repubblicane. Sotto il dominio napoleonico gli spettacoli si tengono in un teatro provvisorio con spettacoli di prosa, manifestazioni di giocolieri e acrobati, concerti e anche messe in scena di opere liriche. Nel teatro comunale provvisorio il 22 aprile 1804 Gioachino Rossini tiene un concerto. Nel 1810 viene soppressa la chiesa superiore facente parte del convento francescano. L’immobile viene acquistato da alcuni cittadini imolesi che decidono di ricavare, da una parte dell’edificio, un luogo per gli spettacoli. Il progetto è affidato all’architetto Giuseppe Magistretti; le decorazioni pittoriche sono opera di Felice Giani e del suo collaboratore Gaetano Bertolani.

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Nel 1812, a lavori ultimati, l’edificio prende il nome di Teatro dei Signori associati, e viene dedicato alla dea romana Cerere. Per sovvenzionare la fabbrica del teatro vengono venduti i palchi a notabili, a famiglie benestanti e alla municipalità e il 4 agosto viene inaugurato con il dramma I riti di Efeso di Giuseppe Farinelli. Nel 1815, con la fine del dominio napoleonico e il ritorno di Imola sotto lo Stato della Chiesa, il pontefice Pio VII decide la chiusura dell’impianto per incompatibilità con il preesistente edificio religioso. Nel 1831 il Comune modifica la facciata, inserendo un porticato d’ingresso. Durante i moti rivoluzionari il governo provvisorio decreta la riapertura del teatro. Il teatro può rinascere ma necessita di interventi di modifica e manutenzione, affidati nuovamente all’architetto Magistretti: oltre al rinnovamento della facciata, la torre del campanile è abbassata al livello del tetto in modo che l’edificio non sia più identificato come luogo di culto e viene restaurato e ridipinto l’arco scenico.

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1832-1845: Sono gli anni in cui si afferma anche a Imola l’opera rossiniana con la messa in scena di alcuni lavori del compositore pesarese, tra cui Il barbiere di SivigliaLa CenerentolaSemiramide. Dal 1835 il pubblico si orienta verso un gusto romantico, con le opere di Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti. L’astro nascente di Giuseppe Verdi brilla anche a Imola con un Ernani messo in scena nel 1845. Nella stagione estiva sono rappresentate anche Saffo di Giovanni Pacini e il Roberto Devereux di Donizetti.  Il 2 giugno 1846 il teatro è venduto al Comune di Imola. Nel 1855, su progetto dell’architetto Luigi Ricciardelli di Bologna, viene rifatto il vestibolo e modificata la facciata con realizzazione del portico per consolidare la struttura dell’edificio medievale. Ognuno dei 56 palchi viene decorato in maniera differente. Nel 1868 Giovanni Canepa e Girolamo Bellani, pittori e ornatisti di Lugano, eseguono il “grandioso disegno nella volta della sala” del Ridotto. Nella stessa sala le finiture dorate e le pareti a finto marmo sono di Antonio Xella e Gaetano Gabrielli. Le opere liriche si alternano a drammi, a melodrammi, a commedie, a giochi di prestigio e danze acrobatiche, a balli e tombole.

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Dopo le devastazioni del periodo bellico si comincia a progettare la ricostruzione e il teatro riapre il 18 aprile del 1974, mantenendo la struttura e in parte le decorazioni eseguite a metà Ottocento e il 20 dicembre 1977 il teatro viene intitolato alla cantante lirica Ebe Stignani. 2004-2005: ultima stagione di attività, prima della chiusura per restauri. Vengono realizzate le opere di bonifica dall’amianto e il recupero dell’intero edificio e la realizzazione di nuovi spazi tecnici con impianti meccanici, di riscaldamento, climatizzazione, illuminazione ed elettrici all’avanguardia. La sera del 6 aprile 2010 il teatro è riaperto ufficialmente al pubblico dopo la fine dei restauri.

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