Luoghi
OPÉRA
Opéra
Strasburgo (1888)
1100 posti
L’opéra de Strasbourg (o anche Théâtre Municipal) è la sede dell’Opéra National du Rhin. L’edificio fu costruito tra il 1804 e il 1821 dall’architeto Villot. Parzialmente distrutto nel 1870 dai bombardamenti tedeschi, fu ricostruito nel 1888 con una facciata posteriore arricchita di un corpo circolare.
In stile neoclassico con una facciata ornata di un peristilio colossale di colonne ioniche sormontato da sei statue delle muse di Landolin Ohmacht è monumento storico dal 1921.

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OPÉRA
Opéra
Lille (1923)
1203 posti
L’Opéra de Lille è un teatro in stile neoclassico costruito tra il 1907 il 1913 e inaugurato ufficialmente nel 1923. Sostituì il Grand Théâtre, costruito nello stesso luogo su progetto di Michel-Joseph Lequeux nel 1785 e andato completamente distrutto a causa di un incendio nel 1903.
L’amministrazione cittadina indisse un concorso per la costruzione del nuovo edificio teatrale che fu vinto dall’architetto Louis Marie Cordonnier, che si ispirò alle opere di Victor Louis e di Charles Garnier e in generale all’architettura del teatro all’italiana.
L’inaugurazione venne ritardata a causa della prima guerra mondiale, durante la quale il teatro non ancora ultimato venne anche requisito dalle forze armate tedesche. Chiuso nel 1998 per lavori di restauro, è stato nuovamente inaugurato alla fine del 2003.
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TEATRO GOLDONI
Teatro Goldoni
Livorno (1847)
900 posti
Nel 1842 l’impresario Francesco Caporali, coadiuvato dal figlio Alessandro, pubblica un programma per la realizzazione di un nuovo e sontuoso teatro cittadino, destinato a rappresentazioni diurne e notturne. La progettazione viene affidata al giovane Giuseppe Cappellini, architetto livornese di cultura neoclassica. All’inizio del 1843 il Cappellini avanza un primo progetto, ancora non definitivo mentre, pochi mesi dopo, nell’agosto del medesimo anno, l’architetto presenta un progetto corredato da otto tavole che mostrano un maggiore grado di dettaglio; una sezione illustra la disposizione interna del teatro, con una vasta sala di forma ellittica (in realtà poi costruita a forma di ferro di cavallo) illuminata da un lucernario aperto alla sua sommità.
Per sfruttare al meglio lo spazio imposto dalle dimensioni relativamente ristrette del lotto, il Cappellini inserisce sulla facciata un portico carrozzabile, così da accogliere, al piano superiore, una parte del ridotto del teatro. Già nel settembre 1843 sono avviati i lavori delle strutture murarie portanti, che si protrarranno per tutto l’anno seguente. Frattanto l’architetto, conscio delle difficoltà realizzative del lucernario da aprirsi in mezzo alla copertura sala, modifica i suoi progetti, disegnando una copertura completamente trasparente in cristallo e sostenuta da una trama di travi in ferro.
Si tratta di un episodio architettonico di grande importanza, che si colloca a pieno titolo nella storia dell’architettura del ferro e del vetro in Italia. La copertura trasparente sarà posta in opera solo dopo il 1846 a causa dei numerosi ritardi subiti. Il 24 luglio 1847 il Teatro Leopoldo, così chiamato fino all’Unità d’Italia quando sarà intitolato a Carlo Goldoni, viene inaugurato. Tuttavia, a causa dei mancati finanziamenti da parte della committenza, il sontuoso apparato decorativo previsto dal Cappellini viene solamente accennato, risultando ben poca cosa rispetto a quello degli altri teatri cittadini.
Il restauro del teatro è stato portato avanti, tra molte difficoltà, in diverse fasi: nel dicembre del 1997 viene portato a termine il restauro dell’elegante facciata, ornata da due ordini di arcate a tutto sesto; nel marzo 1999 si inaugura il ridotto del teatro, detto La Goldonetta, caratterizzato da una volta a vela che copre l’intera platea; nel gennaio 2004 il restauro è finalmente completato, con il ripristino della copertura in acciaio e vetro (oscurata agli inizi del Novecento), l’adeguamento della sala grande alle normative di sicurezza con una sensibile riduzione della capienza massima (cosa che ha permesso di non aprire ulteriori uscite nella sala, che avrebbero mutato l’architettura originaria), l’ampliamento dei locali tecnici e dei camerini ed il restauro delle decorazioni.
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TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI
Teatro degli Arcimboldi
Milano (2002)
2346 posti
Il teatro degli Arcimboldi (noto anche come teatro della Bicocca degli Arcimboldi o con l’abbreviazione TAM) è stato realizzato nel periodo 1997-2002 per iniziativa del comune di Milano e di Pirelli. È opera del noto architetto milanese Vittorio Gregotti. Il teatro trae il nome da una villa della famiglia Arcimboldi. Più propriamente, si tratta di un nuovo teatro degli Arcimboldi, perché un teatro Arcimboldi, diretto da Ettore Gian Ferrari, fu attivo a Milano già negli anni ’20-’30.
La sua costruzione è stata legata alle vicende del teatro alla Scala, in quanto si intendeva accogliere in esso gli spettacoli di questo teatro in occasione della sua ultima ristrutturazione. Venne inaugurato il 19 gennaio 2002 con La traviata. Dimensioni del palcoscenico e capienza sono molto simili a quelli della Scala: in particolare, il boccascena (16 metri per 12) è identico a quello della Scala, in modo da poter facilmente trasferire le scene che si adattano ai due teatri in modo intercambiabile.
La sala ha la forma di ventaglio, misura 49 metri di larghezza massima per 35 metri di profondità; altezza media 22 metri. La torre scenica è alta 33 metri. Come in tutti i teatri lirici di tipo classico, il teatro è suddiviso in tre volumi: foyer, sala e palcoscenico. Gli spettatori hanno a disposizione quattro ordini di posti: platea, platea alta e due gallerie.
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SCHAUSPIELHAUS
Schauspielhaus
Dresda (1919)
1312 posti
All’inizio del ‘900 la borghesia di Dresda voleva un proprio teatro. Fondata un’associazione con 2,7 milioni di marchi per la costruzione, l’edificio fu edificato tra il 1911 e il 1919 dagli architetti William Lossow e da suo figlio Max Hans Kühne in stile neo-barocco e liberty. Il teatro fu scelto dai nazisti come sede del I Reich e del festival del maggio-giugno 1934 diretto da Joseph Goebbels e frequentato da Adolf Hitler. Il 13 e 14 febbraio 1945 il teatro è stato distrutto dai bombardamenti alleati su Dresda come tutti gli altri edifici teatrali della città. Nel dicembre dello stesso anno ne fu decisa la ricostruzione. L’interno del teatro è in gran parte nuovo. La cerimonia di inaugurazione ha avuto luogo il 22 settembre 1948 con il Fidelio di Beethoven Fidelio. Costruito da macerie e con materiali inadeguati la costruzione aveva sempre bisogno di riparazioni e a partire dal luglio del 1993 è stato chiuso fino a settembre 1995 per la più ampia ricostruzione della sua storia. Le inondazioni dell’agosto del 2002 avevano distrutto l’attrezzatura tecnica, ma dalla stagione 2003/2004 il teatro ha ripreso a funzionare.
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VOLKSTHEATER
Volkstheater
Vienna (1889)
970 posti
Nato come controparte civica al Burgtheater, fu costruito, come la Schauspielhaus di Hamburg, dagli architetti Ferdinand Fellner e Hermann Helmer. Fin dall’inizio il suo repertorio è stato indirizzato ad autori austriaci. L’edificio include anche il Red Bar utilizzato per cabaret, concerti e dibattiti.
Il Volkstheater fu fondato da una società presieduta dal poeta Ludwig Anzengruber e dall’imprenditore, Felix Fischer in quanto la nuova classe viennese di imprenditori e industriali non si sentiva a suo agio al Burgtheater, dove dominavano la nobiltà e l’aristocrazia imperiali. C’era poi la coscienza della popolazione di lingua tedesca e il fiorente nazionalismo dell’epoca. Per questi motivi il teatro fu chiamato Deutsches Volkstheater.
Il primo presidente onorario fu Franz Thonet, il famoso industriale delle sedie. Lo spettacolo di inaugurazione fu una pièce di Ludwig Anzengruber. Durante il Nazismo il teatro fu utilizzato per il programma di indottrinamento attraverso il divertimento “Kraft durch Freude”. L’edificio fu alterato a questo scopo e nel 1944 fu colpito da una bomba per poi riaprire nel 1945 senza l’imbarazzante “Deutsches” nel nome.
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BURGTHEATER
Burgtheater
Vienna (1888)
1175 posti
Il Burgtheater (teatro di corte), conosciuto originariamente come Kaiserlich-Königlich Theater an der Burg, e successivamente, fino al 1920, come K.K. Hofburgtheater, è il teatro nazionale austriaco di Vienna. Fu fatto edificare dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria degli Asburgo allo scopo di avere un teatro adiacente al suo palazzo e fu inaugurato il 14 marzo 1741. Il figlio di Maria Teresa, l’imperatore Giuseppe II, lo chiamò Teutsches Nationaltheater nel 1776.
Tre opere di Wolfgang Amadeus Mozart furono rappresentate per la prima volta al Burgtheater: Il ratto dal serraglio nel 1782, Le nozze di Figaro nel 1786 e Così fan tutte nel 1790. Il 14 ottobre 1888 venne spostato in un nuovo edificio sulla Ringstraße disegnato da Gottfried Semper e Karl von Hasenauer. Il 12 marzo 1945 venne quasi completamente distrutto in un raid aereo e un mese più tardi venne ulteriormente danneggiato da un incendio dalle origini sconosciute. È stato ricostruito con le sembianze originarie tra il 1953 e il 1955.
Il Burgtheater ha un ruolo importante nell’architettura e nella decorazione del XIX secolo a Vienna. Le due scale imperiali hanno dipinti di Gustav Klimt, del fratello Ernst Klimt e di Franz Matsch, così come il foyer principale con statue, busti e numerosi dipinti di autori e attori famosi.
Il suo palcoscenico è uno dei più grandi al mondo. Nel 1888 la sua tecnologia era già innovativa ed è stato modernizzato in molte occasioni. Durante la ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale è stata installata una serie di attrezzature ancora all’avanguardia come la piattaforma rotante costituita da un cilindro di 21 m di diametro e alto 15 m e quattro ascensori idraulici. Così lo scenario può essere modificato in 40 secondi.
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STAATSOPER
Staatsoper
Stoccarda (1912)
1404 posti

È dal XVII secolo che l’opera a Stoccarda ha le sue sedi preposte. Una delle ultime è stato il Teatro di Corte distrutto da un incendio nel 1902. La costruzione è iniziata nel settembre 1909 per il completamento nell’estate del 1912, il 14 e il 15 settembre è stata seguita dalla cerimonia di apertura. L’architetto Max Littmann di Monaco di Baviera ha progettato un edificio con una doppia sala, una grande per l’opera e una più piccola per la musica da camera.
Dopo la caduta della monarchia il teatro è stato rinominato Teatro di Stato del Wurttemberg e dal 1924 l’edificio è monumento nazionale. La grande sala è sopravvissuto alla seconda guerra mondiale in gran parte intatta, mentre quella piccola è stata completamente distrutta da una bomba nell’autunno del 1944.
Nel 1984, la sala grande è stato ampiamente ristrutturata e riportata al progetto originale stravolto nel rifacimento del 1950 in cui erano stati modificati anche i colori dell’interno.
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GRAN TEATRO NACIONAL
Gran Teatro Nacional
Lima (2012)
1500 posti
Inaugurato nel luglio 2012 con il balletto Aka Kats del compositore peruviano Nilo Valerde, utilizza le più recenti tecnologie in acustica e ingegneria del suono per permettere la rappresentazione ottimale di spettacoli d’opera, concerti, musical e quant’altro.
L’edificio ospita sale di prova, camerini, ristoranti, bar, una biblioteca e sale per vari tipi di eventi.
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