Theodora

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La Theodora di Peter Sellars

Theodora, uno degli ultimi oratorii di Händel, fu eseguita senza riscuotere molto successo al Covent Garden nel 1750. Il librettista è il reve­rendo Thomas Morell, che aveva fornito altri libretti al compositore di Hal­le. Theodora occupa un posto importante nella produzione handelian­a e, a differenza degli altri oratorii, non è tratto né dalla Bibbia né dai libri apocrifi ed è il solo ambientato nel corso dell’era cristiana, a parte il Mes­siah.

Il martirio di Teodora e Didimo fu raccontato per la prima volta da sant’Ambrogio (IV secolo) mentre in Inghilterra la vicenda dei due martiri è atte­stata in un romanzo di Robert Boyle ristampato nel 1744. Il librettista era inoltre probabilmente edotto anche della tragedia in cinque atti Théodo­ra, vierge et martyre di Corneille del 1645.

Atto primo. IV secolo d.C. Valente, il governatore romano di Antiochia, emette un decreto: in onore del compleanno di Diocleziano tutti i cittadini offriranno sacrifici a Venere, la dea romana dell’amore, e a Flora, una dea della fertilità della primavera, sotto pena di morte, e incarica Settimio di farlo rispettare. Didimo, un soldato segretamente convertito al cristianesimo, chiede che ai cittadini la cui coscienza impedisce loro di fare sacrifici agli idoli sia risparmiata la punizione, cosa che Valente respinge. Settimio sospetta che Didimo sia un cristiano e afferma la propria lealtà alla legge, anche se compiange coloro che saranno condannati a morire dal decreto e vorrebbe che gli fosse permesso di estendere la misericordia a loro. Teodora, una nobile cristiana e la sua amica Irene stanno pregando con i loro compagni di fede in privato invece di unirsi alla festa per il compleanno dell’imperatore quando un messaggero porta la notizia del decreto di Valente. Settimio viene ad arrestarle. Teodora si aspetta di essere messa a morte, ma viene informata che invece è stata condannata a servire come prostituta nel tempio di Venere. Teodora avrebbe preferito morire, ma viene condotta al tempio. Irene informa Didimo che spera di salvarla o di morire con lei. Il primo atto si chiude con un coro di cristiani che pregano per il successo della missione.
Atto secondo. La festa in onore dell’imperatore. Valente manda Settimio a dire a Teodora che se non si unisce alla festa entro la fine della giornata, manderà le sue guardie a violentarla. La folla esprime la sua soddisfazione per questa frase. Nel tempio di Venere, che funge da bordello, Teodora è spaventata, ma il suo umore cambia quando contempla l’aldilà. Didimo confessa al suo amico e ufficiale superiore Settimio di essere cristiano e fa appello al senso morale dell’altro uomo. Settimio permette a Didimo di visitare Teodora. All’inizio Teodora chiede a Didimo di ucciderla e porre fine alle sue sofferenze, ma invece Didimo la convince a nascondere la sua identità indossando il suo elmo e la sua uniforme e a fuggire, lasciando lui al suo posto. Tornati al loro nascondiglio, Irene e i cristiani ricordano il miracolo della Vedova di Nain e sperano che, se gli amanti moriranno, troveranno una nuova vita in cielo.
Atto terzo. I cristiani celebrano il ritorno di Teodora, tuttavia lei si sente in colpa per aver messo in pericolo la vita di Didimo per salvare la propria. Un messaggero li informa che Didimo è stato catturato e che Valente ha cambiato la punizione di Teodora in morte. Teodora va ad offrirsi al posto di Didimo, nonostante le proteste della sua fedele amica Irene. Mentre Valente condanna Didimo ad essere giustiziato, Teodora entra chiedendo di morire e di salvare Didimo. Sia Didimo che Teodora sostengono di dover morire al posto dell’altro. Settimio è commosso da questo, e implora clemenza. Valente, tuttavia, condanna a morte sia Didimo che Teodora ed essi cantano un duetto alla loro immortalità.

Due buoni motivi per l’acquisto di questo DVD: gli interpreti e la regia. Glyndebourne nel 1996 affida quest’opera a interpreti di ec­cezione. Non potrebbe essere migliore la scelta di Dawn Upshaw, David Daniels, Frode Olsen, Richard Croft e Lorraine Hunt nei cinque ruoli previsti, tutti perfetti come cantanti e magnifici atto­ri sulla scena. Ottimo anche il coro. Se poi sul podio c’è William Christie con la sua Orchestra of the Enlightenment si ha la cer­tezza di un prodotto ideale.

Per quanto riguarda la messa in scena di Peter Sellars, può anche non piacere, ma tutto si può dire tranne che sia una gra­tuita e banale attualizzazione dell’ambiente e dei costumi. Non c’è spazio qui di approfon­dire il lavoro fatto, ma in rete è dispo­nibile una tesi di laurea che ana­lizza in modo dettagliato tutte le scelte operate dal controverso regista america­no in questa pro­duzione.

Sellars è anche autore della regia video e utilizza il nuovo mezzo di ri­produzione come un veicolo di innovazione linguisti­ca sconvolgendo i codici tradizionali del rapporto con il pubbli­co. Quello che noi vedia­mo è ancora diverso da quello a cui il pubblico di Glyndebourne ha as­sistito allora, con tagli di scena particolari e dettagli che aggiungono nuovi signifi­cati alla operazione di creazione artistica intentata dal regi­sta.

Non vanno dimenticati i contributi dello scenografo George Tsypin, una specie di natura morta di Morandi con enormi fiale di vetro spezza­te, della costumista Duná Ramicová e delle luci, importantissime, di Ja­mes F. Ingalls.

Immagine in 4:3, ma nitida come l’unica traccia audio.

  • Theodora, Emel’ianyčev, Parigi, 22 novembre 2021 (versione concerto)