La cambiale di matrimonio

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★★★☆☆

Il talento precoce di Rossini nella sua prima farsa

La cambiale di matrimonio è la prima opera del pesarese a essere messa in scena, novembre 1810. Su libretto di Gaetano Rossi e tratta dalla commedia Il matrimonio per lettera di cambio di Camillo Federici, questa farsa rappresenta per Rossini una ghiotta occasione allorché l’impresario del San Moisè gli chiede di tamponare una falla aperta nella programmazione del teatro a seguito dell’improvvisa defezione di un compositore precedentemente impegnato. Si trattava di scrivere come quinto spettacolo della stagione un atto unico che il compositore completò in corsa contro il tempo, prassi che in seguito diventerà normalità nella sua carriera.

La vicenda, assai semplice ma in grado di fornire lo spunto per gustose arie e concertati che rivelano appieno il talento precoce del diciottenne Rossini, si svolge nel salotto «semplicemente elegante» della casa del ricco mercante Tobia Mill. Sua figlia, la giovane Fanny, è stata promessa in sposa suo malgrado, e dietro la firma di una «cambiale di matrimonio», al maturo corrispondente americano Mr. Slook, ma Fanny è invece innamorata, corrisposta, di Edoardo Milfort, amico di famiglia e quando Slook giunge entusiasta dall’America per ritirare la «mercanzia» i nodi non possono che venire al pettine. La giovane tenta, riducendolo alla commozione, di dissuadere Slook dal procedere all’«acquisto», mentre Edoardo, in maniera più spiccia, arriva a minacciare il mercante d’oltreoceano. Quando questi comunica a Tobia Mill di essere intenzionato a rinunciare, viene per tutta risposta sfidato a duello. Il lieto fine è comunque garantito: Slook girerà la cambiale a beneficio del giovane Edoardo e, con buona pace di tutti, il consueto coro finale suggellerà l’esito felice dell’operina che deve molto alle opere buffe del Settecento, ma qui i personaggi non sono semplici stereotipi, ma hanno una loro autenticità che fanno di questo un unicum nel panorama dell’opera italiana di inizio secolo.

Interessante è la distinzione tra i due bassi della vicenda: “buffo caricato” per Tobia Mill e “buffo nobile” per Mr. Slook, con relative tessiture diverse e contrapposte. Nell’edizione del 2006 al Rossini Opera Festival Tobia Mill è un Paolo Bordogna non in serata e che fa un po’ rimpiangere l’Enzo Dara nella stessa parte quindici anni prima. Più a posto vocalmente invece lo Slook di Fabio Maria Capitanucci, anche lui scenicamente spassoso.

I due giovani duettano in «Tornami a dir che m’ami», che sarà letteralmente citato nel Don Pasquale di Donizetti. Fanny è una Désirée Rancatore un po’ stridula ma che svetta nelle agilità e negli acuti di «Ah nel sen di chi s’adora», un anticipo della cavatina di RosinaEdoardo è Saimir Pirgu, tenore albanese di piacevole presenza e bell’accento scelto a suo tempo da Claudio Abbado come Ferrando per il suo Così fan tutte di Ferrara.

L’orchestra Haydn di Bolzano e Trento è diretta con buon mestiere da Umberto Benedetti Michelangeli mentre l’impianto scenico e la regia si devono a un Luigi Squarzina in gran forma.

 

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