TEATRO SCIENTIFICO BIBIENA

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Teatro Scientifico Bibiena

Mantova (1769)

300 posti

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Il luogo dove sorge ora il teatro Scientifico dell’Accademia fu in precedenza occupato da un palazzo di Ferrante I Gonzaga, conte di Guastalla, generale dell’esercito imperiale durante il Sacco di Roma, poi viceré di Sicilia. Il di lui figlio Cesare fondò, nel 1562, ospitandola presso di sé, l’Accademia degli Invaghiti (dal 1610 Accademia degli Invitti, dal 1648 Accademia dei Timidi). L’edificio includeva un piccolo teatro coperto, probabilmente a gradoni, in linea con lo stile dell’epoca. Nel 1767, circa sessant’anni dopo l’inizio della dominazione austriaca, fu proprio l’Accademia dei Timidi a commissionare un nuovo teatro. L’incarico venne commissionato al bolognese Antonio Bibiena, figlio del noto scenografo barocco Ferdinando. Scenografo ed architetto egli stesso, Antonio si era fatto notare nella realizzazione del nuovo teatro di Bologna, inaugurato nel 1763 e, in Mantova, nel disegno della facciata della Chiesa di San Barnaba.DSC00027

Il Bibiena demolì il teatrino cinquecentesco e progettò una scena fissa, alle cui spalle edificò due corridoi sovrapposti a formare un loggiato a due piani. La platea ebbe un disegno a campana. L’ambiente appare finemente decorato: con quattro ordini di palchi, divisi da colonne, quattro nicchie con statue dei mantovani illustri (Gabriele Bertazzolo, Baldassarre Castiglione, Pietro Pomponazzi e Virgilio) e un generale assetto decorativo che produce una sensazione di movimento. Il cantiere venne completato in soli due anni ed il nuovo teatro di Mantova venne inaugurato il 3 dicembre 1769 con la cantata Virgilio e Manto di Luigi Gatti. Venne detto Teatro Scientifico, poiché doveva ospitare riunioni accademiche di istruzione ed educazione, in linea con le finalità dell’Accademia e lo spirito illuministico dell’epoca. Poche settimane dopo l’inaugurazione, il 16 gennaio 1770, ospitò un concerto pianistico del giovane Mozart, non ancora quattordicenne, con arie da concerto e due sinfonie di Mozart stesso. L’edificio suscitò il compiacimento del Mozart padre, il quale scrisse da Mantova alla moglie: «Oggi ho visto il teatro più bello del mondo».

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Con decreto dell’Imperatrice il 9 novembre 1767 l’Accademia dei Timidi venne assorbita nella neonata Reale Accademia di scienze e di belle lettere (diverrà Accademia Nazionale Virgiliana sotto Napoleone): una vera e propria università cui vennero aggregate, in quegli anni, le accademie di pittura, scultura ed architettura, la filarmonica, la ‘colonia di arti e mestieri’ e la accademia agraria. Si decise, quindi, di ricostruire anche l’antico palazzo che ospitava il nuovo teatro. Venne indetto un concorso cui parteciparono il mantovano Gaetano Crevola, il bolognese Antonio Bibiena, l’autore del teatro e l’architetto reale Giuseppe Piermarini. Quest’ultimo vinse e realizzò, nel 1770, il disegno, poi realizzato, nel 1773-75 dal veronese Paolo Pozzo. Essi realizzarono un’opera con una sobria facciata di gusto neoclassico estesa anche al teatro senza, tuttavia, intervenire sull’interno dello stesso, che conservò le originarie fattezze barocche.

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