TEATRO VERDI

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Teatro Verdi

Firenze (1854)

1513 posti

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Il Teatro Verdi, originariamente chiamato Teatro Pagliano, ha assunto questo nome nel 1901. Sorge sul luogo dove un tempo era edificato il carcere delle Stinche. Adibito a carcere per cinquecento anni, l’edificio venne venduto e trasformato nel grande casamento attuale  su quattro piani, in parte occupata da quartieri, in parte da botteghee caratterizzata sia dalla presenza di una grande sala di equitazione sia di una sala per la Società Filarmonica posta al primo piano, con dodici ambienti di servizio. Circa nel 1850 si eresse un grandioso teatro, su progetto e direzione dei lavori dell’architetto Telemaco Buonaiuti e iniziativa dell’imprenditore Girolamo Pagliano. Fu così realizzato un teatro a pianta ovoidale con una grande sala che fra platea e i suoi sei ordini di palchi poteva ospitare circa quattromila spettatori. Negli interni intervennero i pittori Luigi Dell’Era e Cesare Maffai, mentre il sipario, raffigurante La disfida di Barletta, venne dipinto da Bandinelli. Fu inaugurato ufficialmente il 10 settembre 1854 con l’opera Rigoletto. Anche se l’opera fu un insuccesso, la nuova struttura teatrale fu molto apprezzata e fu caratterizzata da stagioni improntate su spettacoli lirici e drammatici presentati da compagnie di grande richiamo. Nell’insieme, per l’ampiezza del palcoscenico e per la capienza globale, risultava essere tra i più grandi teatri italiani, sicuramente uno dei pochi a consentire la messa in scena di spettacoli musicali anche complessi e grandiosi. Denominato inizialmente “delle Antiche Stinche”, fu poi per lo più noto come teatro Pagliano.

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Nel 1865 un incendio mise a dura prova la struttura del teatro, fino a che, per i molti debiti contratti, venne espropriato al Pagliano nel 1868, senza che peraltro l’attività venisse interrotta. Seguirono anni in cui la proprietà passò di mano in mano. Dal 1901, dopo essere stato intitolato a Luigi Cherubini, assunse la denominazione di teatro Verdi, e nel tempo si è adeguato, in ragione dei mutamenti di gusto del pubblico, ad ospitare manifestazioni e spettacoli dei più vari, compresi quelli cinematografici. Nel 1949-1950 il teatro e i locali di pertinenza furono completamente rinnovati. Su progetto degli architetti Nello Baroni e Maurizio Tempestini si procedette al consolidamento delle vecchie strutture ormai in avanzato stato di obsolescenza, pur nel rispetto delle decorazioni ottocentesche degli interni e dell’impianto generale, si aumentò la capienza della sala dando una più razionale distribuzione ai posti e infine si dotò il teatro di annessi più grandi e meglio distribuiti. A questo intervento risale l’attuale disegno dell’ingresso principale su via Ghibellina, viceversa di forme decisamente moderne, come pure vari bassorilievi decorativi sempre sistemati negli spazi interni dello scultore Giannetto Mannucci. Altri lavori di rinnovamento vennero eseguiti per rimediare ai danni provocati dall’alluvione del 1966 (in quell’occasione fu dotato di un nuovo schermo cinematografico, allora il più grande esistente in Italia) e infine, dopo il 1985, per l’adeguamento della struttura alle vigenti norme di sicurezza. Nel 1998 la struttura è stata acquisita dalla Fondazione Orchestra Regionale Toscana. Nel 2004, per i 150 anni dall’apertura, sono stati realizzati interventi per migliorare sia l’estetica che l’acustica, quest’ultima ottenuta grazie anche alla nuova pavimentazione in legno, alle nuove sedute ed alla nuova Camera Acustica per l’orchestra.

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