TEATRO DELLE MUSE

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Teatro delle Muse

Ancona (2002)

1147 posti

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Il primo edificio ad Ancona espressamente destinato a essere usato come teatro fu inaugurato nel 1665 con il nome di Teatro dell’Arsenale con Il Giasone di Cavalli; esso fu distrutto nel novembre 1709 da un grave incendio. Due anni dopo fu inaugurato un nuovo edificio con il nome di Teatro della Fenice. Nel 1714 al Teatro della Fenice suonava il violinista Giuseppe Tartini che qui elaborò un modo nuovo di suonare il violino scoprendo il fenomeno del terzo suono. Quando il teatro  mostrò i segni di un irreparabile degrado, si decise di costruire un nuovo edificio. I lavori iniziano nel 1822 e l’inaugurazione avvenne il 28 aprile 1827 con due opere di Gioachino Rossini: Aureliano in Palmira e Ricciardo e Zoraide. La sala aveva una forma di ferro di cavallo con quattro ordini di palchi ed un loggione. Durante la prima fase dell’attività del teatro (durata 116 anni) furono proposti oltre 360 lavori operistici, con più di 3.460 allestimenti. L’ultima rappresentazione di questa prima fase ci fu durante l’occupazione tedesca.

Senza titolo

Il 1º novembre 1943 un bombardamento dell’aviazione inglese danneggiò la copertura dell’edificio, che dovette interrompere così la sua attività. Il restauro iniziò solo nei primi anni sessanta; suscitò molte critiche la decisione di demolire e ricostruire la sala interna con strutture moderne lasciando intatti solo lo scalone d’onore, le facciate esterne e il salone delle feste. Anche a causa di queste polemiche, oltre che per problemi sorti con la società dei palchettisti, il progetto venne accantonato. Successivamente venne elaborato il progetto che portò al teatro attuale e che prevedeva il restauro di ciò che rimaneva del teatro ottocentesco oltre alla realizzazione di una sala moderna concepita come una grande piazza. Il teatro venne finalmente riaperto al pubblico il 13 ottobre 2002.

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Particolarmente apprezzato fu il sipario tagliafuoco in acciaio e bronzo dorato dello cultore Valeriano Trubbiani che, unico nel suo genere, fu pensato come opera d’arte e non come mero ausilio di sicurezza. È ispirato al precedente sipario ottocentesco e raffigura con ironia il trionfo di Traiano, con un gigantesco sole raggiato che simboleggia la ritrovata vitalità del Teatro. Attualmente il Teatro delle Muse ospita una stagione operistica che ha una risonanza anche nazionale, soprattutto per le nuove produzioni, che poi vengono esportate in altri teatri italiani. Inoltre è sede del Teatro Stabile delle Marche (uno dei diciassette teatri pubblici nazionali), dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana (una delle tredici Istituzioni Concertistiche Orchestrali italiane riconosciute dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali), della Corale Marchigiana Vincenzo Bellini. Un settore dell’edificio accoglie un centro di documentazione, che conserva testimonianze della secolare attività del Teatro delle Muse e raccoglie la documentazione delle stagioni più recenti.

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