TEATRO MANCINELLI

Teatro Mancinelli

Orvieto (1866)

560 posti

Inaugurato il 19 maggio 1866 con La Favorita di Donizetti, fu inizialmente dedicato alle muse Melpomene, Euterpe e Talia, ma nel 1922, per onorare i musicisti locali Luigi e Marino Mancinelli, assunse il nome attuale. Chiuso nel 1991 per poter effettuare urgenti opere di restauro, il teatro fu restituito alla sua città due anni dopo nel pieno del suo splendore.

La sala a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi è illuminata da un grande lampadario di cristallo, una volta a candele, che può essere ritirato in alto per la pulizia e la manutenzione. Sul soffitto sono dipinte le dodici Ore di Cesare Fracassini e Annibale Angelini. Il linguaggio decorativo e architettonico risente della moda neo-rinascimentale in voga all’epoca.

Nell’arco di proscenio tre esagoni racchiudono le tre musi ispiratrici del progetto e protettrici della tragedia, della musica e della commedia. Con altre iconografie esse compaiono anche all’ingresso del teatro e nel foyer. Il sipario storico fu dipinto dal Fracassini e rappresenta la cacciata dei Goti da Orvieto a opera di Belisario, una vicenda del 535 d.C. che ben si adattava all’ideale risorgimentale del tempo.

L’elegante foyer è utilizzato come sede di convegni, matrimoni civili e concerti. Il soffitto con dipinte le quattro stagioni e le statue di gesso nelle nicchie completano la decorazione della sala principale, che è fiancheggiata da altre due sale minori, una blu dedicata all’Armonia e una gialla alla Poesia.

 

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