Der fliegende Holländer

Richard Wagner, Der fliegende Holländer (L’Olandese volante)

★★★☆☆

Torino, Teatro Regio, 16 ottobre 2012

Il mare in una stanza

Apertura di stagione con Wagner, di cui si celebreranno l’anno prossimo i duecento anni dalla nascita. Il Teatro Regio sceglie la sua prima opera matura, quell’Olandese volante che aveva visto il debutto a Dresda nel 1843. La durata di circa due ore e un quarto permette un’esecuzione senza intervallo, come voleva originariamente l’autore, ma è anche comune il taglio in tre atti. A Torino viene scelta la soluzione dell’atto unico, la più efficace per mantenere la tensione del dramma.

La messa in scena è di Willy Decker, che l’aveva approntata per Parigi nel 2000. Minimalista la scenografia: una grande stanza bianca e spoglia con una grande marina sulla parete di fondo e un’enorme porta su quella di destra. Il regista privilegia una lettura onirica e psicanalitica della vicenda in cui non è il mare la presenza incombente, bensì l’inconscio oltre quella porta. Non ci sono navi in scena, solo delle funi a cui si aggrappa l’Olandese, né il suo ritratto sulla parete, la sua effigie è in una miniatura che Senta porta al collo. Tutto è rarefatto nella regia di Decker, che risolve in maniera scioccante la morte della donna: non essendoci rupe da cui potersi gettare, ma neppure il mare, alla donna non resta che piantarsi un pugnale nel petto per porre fine alla sua esistenza e sacrificarsi così per l’uomo amato.

Il mare in scena non c’è, se non nel dipinto, ma è nell’orchestra, diretta da Gianandrea Noseda con passione e grande controllo musicale. Cast eterogeneo quello sul palcoscenico. Mentre Mark S. Doss è un autorevole Olandese, il tenore Stephen Gould (Erik) è stentoreo e il suo canto spesso gridato e Steven Humes ha un timbro un po’ troppo chiaro per Daland. Convincente invece Adrienne Pieczonka, intensa e vibrante Senta. Bene il timoniere di Vicente Ombuena e la Mary di Claudia Nicole Bandera. Buona la prova del coro del teatro salutato al termine dai calorosi applausi del folto pubblico torinese.

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