Luoghi

STAATSOPER

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Staatsoper

Amburgo (1955)

1690 posti

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L’opera di Amburgo è nata nel 1678 con l’inaugurazione del teatro di Gänsenmarkt, non un teatro di corte, ma la prima sala pubblica eretta dai cittadini benestanti della città anseatica. Qui fu violinista nel 1705 Händel che debuttò con il suo Nero e qui passarono Telemann, Gluck e Hasse. Per rimpiazzare il vecchio teatro di legno ne fu costruito uno in pietra con una capacità di 2800 posti che fu inaugurato nel 1827 con le musica dell’Egmont di Beethoven. L’edificio fu distrutto dal fuoco di un bombardamento nel ’43.

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L’attuale edificio è stato aperto dal Flauto magico il 2 agosto 1955. Dal 2005 fino a questa stagione Simone Young è stata direttrice artistica di questa fondazione teatrale che offre ogni anno più di 380  rappresentazioni.

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TEATRO VERDI

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Teatro Verdi

Firenze (1854)

1513 posti

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Il Teatro Verdi, originariamente chiamato Teatro Pagliano, ha assunto questo nome nel 1901. Sorge sul luogo dove un tempo era edificato il carcere delle Stinche. Adibito a carcere per cinquecento anni, l’edificio venne venduto e trasformato nel grande casamento attuale  su quattro piani, in parte occupata da quartieri, in parte da botteghee caratterizzata sia dalla presenza di una grande sala di equitazione sia di una sala per la Società Filarmonica posta al primo piano, con dodici ambienti di servizio. Circa nel 1850 si eresse un grandioso teatro, su progetto e direzione dei lavori dell’architetto Telemaco Buonaiuti e iniziativa dell’imprenditore Girolamo Pagliano. Fu così realizzato un teatro a pianta ovoidale con una grande sala che fra platea e i suoi sei ordini di palchi poteva ospitare circa quattromila spettatori. Negli interni intervennero i pittori Luigi Dell’Era e Cesare Maffai, mentre il sipario, raffigurante La disfida di Barletta, venne dipinto da Bandinelli. Fu inaugurato ufficialmente il 10 settembre 1854 con l’opera Rigoletto. Anche se l’opera fu un insuccesso, la nuova struttura teatrale fu molto apprezzata e fu caratterizzata da stagioni improntate su spettacoli lirici e drammatici presentati da compagnie di grande richiamo. Nell’insieme, per l’ampiezza del palcoscenico e per la capienza globale, risultava essere tra i più grandi teatri italiani, sicuramente uno dei pochi a consentire la messa in scena di spettacoli musicali anche complessi e grandiosi. Denominato inizialmente “delle Antiche Stinche”, fu poi per lo più noto come teatro Pagliano.

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Nel 1865 un incendio mise a dura prova la struttura del teatro, fino a che, per i molti debiti contratti, venne espropriato al Pagliano nel 1868, senza che peraltro l’attività venisse interrotta. Seguirono anni in cui la proprietà passò di mano in mano. Dal 1901, dopo essere stato intitolato a Luigi Cherubini, assunse la denominazione di teatro Verdi, e nel tempo si è adeguato, in ragione dei mutamenti di gusto del pubblico, ad ospitare manifestazioni e spettacoli dei più vari, compresi quelli cinematografici. Nel 1949-1950 il teatro e i locali di pertinenza furono completamente rinnovati. Su progetto degli architetti Nello Baroni e Maurizio Tempestini si procedette al consolidamento delle vecchie strutture ormai in avanzato stato di obsolescenza, pur nel rispetto delle decorazioni ottocentesche degli interni e dell’impianto generale, si aumentò la capienza della sala dando una più razionale distribuzione ai posti e infine si dotò il teatro di annessi più grandi e meglio distribuiti. A questo intervento risale l’attuale disegno dell’ingresso principale su via Ghibellina, viceversa di forme decisamente moderne, come pure vari bassorilievi decorativi sempre sistemati negli spazi interni dello scultore Giannetto Mannucci. Altri lavori di rinnovamento vennero eseguiti per rimediare ai danni provocati dall’alluvione del 1966 (in quell’occasione fu dotato di un nuovo schermo cinematografico, allora il più grande esistente in Italia) e infine, dopo il 1985, per l’adeguamento della struttura alle vigenti norme di sicurezza. Nel 1998 la struttura è stata acquisita dalla Fondazione Orchestra Regionale Toscana. Nel 2004, per i 150 anni dall’apertura, sono stati realizzati interventi per migliorare sia l’estetica che l’acustica, quest’ultima ottenuta grazie anche alla nuova pavimentazione in legno, alle nuove sedute ed alla nuova Camera Acustica per l’orchestra.

TEATRO VERDI

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Teatro Verdi

Pisa (1867)

888 posti

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È a partire dal 1830 che nacque l’idea di edificare a Pisa  un nuovo teatro che sostituisse l’ormai angusto Teatro dei Ravvivati. Questa idea prese però corpo solo nel 1864, quando si riunì una Giunta promotrice per dar vita ad una società per il nuovo teatro. Il modello fu il Teatro della Pergola a Firenze, già teatro granducale. l’Assemblea generale degli azionisti nominò architetto del lavoro Andrea Scala.

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Il 26 aprile 1865 ebbe inizio la costruzione del teatro. Per il sostegno delle fondamenta furono utilizzati 3621 pali di pino. Nel luglio dello stesso anno venne ultimata la copertura, ma lo Scala venne esonerato e i lavori di completamento interni furono affidati all’architetto Giuseppe Giardi mentre il Simonelli progettò la cupola autoportante che sovrasta la platea. Tutti i lavori di ornamento interno furono affidati a maestranze pisane. Il Regio Teatro Nuovo fu inaugurato la sera del 12 novembre 1867 con l’opera Guglielmo Tell di Rossini.

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Il palcoscenico è uno dei più grandi d’Italia: misura 26 metri di profondità e 32 metri di larghezza e rappresenta una sorta di importante “piazza” su cui è stato possibile realizzare scenografie per l’Aida, il Nerone di Boito o le opere di Wagner. L’ingresso, con la caratteristica loggia, ha tre porte. Da destra si accede all’interno del teatro e alla biglietteria, da sinistra si accede al bar del teatro. All’interno è presente un ridotto, intitolato nel 2006 al grande baritono pisano Titta Ruffo, con il pregevole affresco sulla volta Trionfo d’Amore di Annibale Gatti, lo stesso autore del telone del teatro, raffigurante Goldoni che legge alla colonia Alfea.

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CULLEN THEATER

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Roy and Lillie Cullen Theater

Houston (1987)

1100 posti

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Il Wortham Center è la sede dello Houston Ballet e della Houston Grand Opera. Dalla sua inaugurazione nel 1987 è stato visitato da più di 5 milioni di spettatori. È stato utilizzato anche per galà, riunioni civiche, eventi, matrimoni. È il vero centro delle arti dello spettacolo della città. Questa meraviglia della tecnologia è stata disegnata dall’architetto Eugene Aubry.

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Comprende due teatri: l’Alice and George Brown Theater e il Roy and Lillie Cullen Theater. Il Brown è il teatro grande di Wortham, mentre il Cullen ospita produzioni di opera e balletto più piccole, musica da camera e barocca e recital vocali.

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TEATRO VERDI

Giuseppe Verdi

Busseto (1868)

300 posti

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Nel 1845 in Busseto venne preparato un progetto per un nuovo teatro che tuttavia naufragò, venendo esso dichiarato «piccolo, indecente e quasi inservibile». Dopo che la Rocca Pallavicino (attuale Palazzo Municipale) venne acquistata dal Comune nel 1856, il podestà Corbellini, propose un progetto a firma di Pier Luigi Montechini, che venne approvato. Iniziarono immediatamente i lavori per la costruzione del nuovo teatro intitolato a Giuseppe Verdi. I lavori di costruzione furono affidati al bussetano Giovanni Sivelli e durarono 12 anni circa. Le decorazioni vennero affidate prima al Gelati e, una volta mancato, a Giuseppe Baisi e Alessandro Malpeli. Il sipario venne realizzato con tela decorata dal Baisi. Gli intagli furono affidati al parmense Carletti. Le lampade ai famosi bronzisti milanesi Pandiani. Il teatro venne inaugurato il 15 agosto 1868 con la messa in scena delle opere Rigoletto e Un ballo in maschera; per l’occasione, in onore del Maestro, le signore indossarono abiti di colore verde mentre i signori il verde lo ebbero nelle cravatte. Nonostante ciò Verdi non presenziò all’inaugurazione, né mai mise piede nel teatro a lui intitolato ritenendolo troppo costoso e inutile, nonostante avesse donato ben 10.000 Lire per la sua realizzazione.

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Negli anni 1993/1997, l’amministrazione incaricò l’arch. Cervellati di Bologna del restauro degli arredi, degli stucchi e dei rivestimenti in velluto. Nell’occasione venne realizzata un’importante scala lignea esterna quale via di sicurezza. Nel 2004 l’amministrazione incaricò Fulvio Beltrami, ingegnere in Cremona, per progettare e dirigere le opere di adeguamento alle nuove norme di sicurezza e prevenzione incendi. Il Teatro nel suo periodo di attività ha rappresentato quasi tutte le opere verdiane, le stagioni del 1913 e del 1926 furono dirette da Arturo Toscanini mentre nel 2001 Riccardo Muti vi ha diretto Falstaff e Franco Zeffirelli ha curato l’allestimento dell’Aida e nel 2002 de La Traviata diretta da Plácido Domingo. Il teatro è regolarmente utilizzato quale sede per alcuni spettacoli del Festival Verdi di Parma.

CIRQUE ROYAL

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Cirque Royal

Bruxelles (1978)

2000 posti

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Opera dell’architetto Wilhelm Kuhnen, il Cirque Royal è una sala a forma di poligono regolare di 20 lati di 37 m di diametro ideata per ospitare gli spettacoli della troupe equestre Renz e inaugurata il 12 gennaio 1878. All’epoca poteva ospitare 3500 spettatori su 15 file  e l’orchestra di 40 elementi era sopra l’ingresso dei cavalli. Nel sottosuolo c’erano box per 110 cavalli. L’arena si poteva trasformare in piscina.

CirqueRoyal1In seguito fu utilizzata soprattutto per grandi spettacoli (si potevano esibire fino a 200 artisti) di pantomime e balletti. Fu occasione anche di spettacoli nautici e riviste equestri. Fino alla Grande Guerra vi furono anche proiettati numerosi film muti. Dopo il 1918 ospitò anche soldati tedeschi prigionieri e dal 1920 riprese la sua vocazione di circo, con spettacoli di varietà e recital di cantanti (da Maurice Chevalier a Charles Trenet). Numerosi circhi itineranti vi furono ospitati negli anni ’50 e dal ’61 all’80 Maurice Béjart presentò qui alcuni suoi balletti.

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DOROTHY CHANDLER PAVILION

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Dorothy Chandler Pavilion

Los Angeles (1964)

3197 posti

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Sede dell’Opera di Los Angeles fa parte del Music Center of Los Angeles County, uno dei maggiori centri culturali statunitensi. Con la sua rigida architettura contrasta con i fluidi e lucidi volumi della Walt Disney Concert Hall al di là della strada e sede della Los Angeles Philharmonie Orchestra.

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TEATRO LAURO ROSSI

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Teatro Lauro Rossi

Macerata (1774)

550 posti

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La prima attività teatrale maceratese faceva capo alla struttura provvisoria della Sala della Commedia; ricavata, nel palazzo comunale fin dal 1583 e trasformata in struttura stabile nel 1663 con l’ inaugurazione del Teatro Comico, quest’ultimo realizzato su modelli veneziani. Nel 1765 si decide di rifare completamente il teatro, affidandone il disegno ad Antonio Galli detto il Bibbienae la direzione dei lavori, con un’ulteriore variazione dimensionale, a Cosimo Morelli. La tipologia della sala teatrale adottata dal Bibbiena è caratterizzata dai palchetti che seguono il profilo lievemente flesso della pianta a campana; dagli archi dei palchi ribassati; dalle logge inserite tra i pilastri architravati e con mensole a voluta; dalle balaustre a piastrini; dalla connessione tra la cavea e il boccascena per mezzo di raccordi; dai tipici pennacchi che collegano l’ultimo ordine di palchi al soffitto. Il tutto fino al punto di trattare la parete della sala come la corte di un palazzo, con i palchi a balconcino che conferiscono all’ambiente la sua connotazione inconfondibile. Il progetto è parzialmente riletto dall’architetto Cosimo Morelli, sostenuto dai Nobili Condomini e protetto del futuro papa Pio VI, che lo porta a termine nel 1772 con quattro ordini di palchi e la caratteristica pianta “a campana”. L’inaugurazione è nel 1774 con l’opera Olimpiade di Pasquale Anfossi. Criticato dai cultori puristi del secolo seguente, rischiò il ridisegno totale. Nel 1833 il Ghinelli inserisce l’atrio e la scala a tenaglia. 

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Con l’andare degli anni si fanno sempre maggiori le necessità sceniche e quindi l’occorrenza di lavori di ristrutturazione. Un primo parziale restauro, concluso intorno alla metà del XIX secolo da Agostino Benedettelli, prevede la riduzione del quarto ordine di palchi in loggione e un intervento sulle pareti pittoriche; quindi si vagliano diversi progetti in attesa di reperire fondi finché, nel 1867, si decide di attuare un intervento radicale. I lavori vengono affidati a Luigi Samoggia e Mario Monti e, tra le altre cose, prevedono l’inclinazione del pavimento della platea per questioni di visibilità ed acustica, l’eliminazione del palco centrale e l’ampliamento del palcoscenico con l’aggiunta di qualche fila di panche.Per poter finanziare i restauri la società dei Condomini si scioglie e il teatro viene venduto al comune. I lavori hanno termine nel 1871 e nel 1884 il teatro diviene comunale ed è dedicato al compositore e direttore d’orchestra maceratese Lauro Rossi (1810-1885). Tra 1984 e 1989 il teatro affronta nuovamente un restauro restituivo del progetto originario, col ripristino degli stucchi policromi settecenteschi, la revisione delle decorazioni del Samoggia sulla volta della platea e con l’utilizzo di materiali il più possibile simili a quelli originali.

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OPÉRA

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Opéra

Avignon (1847)

700 posti

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Nel 1824, durante i lavori di sistemazione della Place de l’Horloge, il consiglio municipale di Avignone fece costruire un teatro sulle rovine della chiesa di Saint-Laurent a fianco della palazzo comunale. Questo nuovo edificio andò i fiamme nel 1846 e sullo stesso sito gli architetti  Théodore Charpentier e Léon Feuchère ricotruirono il teatro con le statue di  Molière e Corneille sulla facciata riccamente decorata.

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La programmazione del teatro spazia tra opera, balletto, dramma e musica e la sala è uno dei luoghi in cui si svolge il Festival d’Avignon, uno delle più importanti manifestazioni internazionali di spettacoli.

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ARENA

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Arena

Verona (30 d.C.)

14.000 posti

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L’Arena è un anfiteatro romano situato nel centro storico di Verona. Si tratta di uno dei grandi fabbricati che hanno caratterizzato l’architettura ludica romana ed è l’anfiteatro antico con il miglior grado di conservazione, grazie ai sistematici restauri realizzati fin dal ‘600. L’arena misura 75,68 m x 44,43 m, ovvero 250 x 150 piedi romani, dunque una cifra tonda, a conferma della semplicità del modulo base utilizzato, con un rapporto tra asse maggiore e asse minore di 5 a 3. Roghi di eretici, giostre, tornei, cacce dei tori, gare di equitazioni e di velocipedi, spettacoli di ascensione con aerostato, esercizi ginnici acrobatici ebbero luogo nel tempo fino al 1856 quando si ebbe la prima stagione lirica: furono eseguiti Il Casino di Campagna e La fanciulla di Gand di Pietro Lenotti e Le convenienze teatrali e I pazzi per progetto di Gaetano Donizetti. L’Arena si preparava ad assolvere pure compiti civili, come il 16 novembre 1866, quando vi si tenne la festa per l’annessione del Veneto al regno d’Italia alla presenza di Vittorio Emanuele II. Dopo il 1866 Verona rimase città militare, ma l’esercito si mostrò più vicino al popolo, tenendo a volte nel monumento lo spettacolo del carosello. Inoltre la prima domenica di giugno per la festa dello statuto albertino si teneva uno spettacolo pirotecnico.

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Gli spettacoli più di successo comunque furono gli spettacoli circensi. Dal 1913 l’anfiteatro veronese divenne il più grande teatro lirico all’aperto del mondo con l’allestimento dell’Aida che in quell’anno  aprì ufficialmente il festival lirico areniano. Con tale utilizzazione, venne così salvata l’esigenza di conservare il carattere di ambiente per spettacoli popolari, tutelando allo stesso tempo la dignità del monumento. Gladiatori, belve e persecuzioni di cristiani tornarono più volte al suo interno, ma solo per la realizzazione di film storici.

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L’Arena Opera Festival è un appuntamento molto atteso dai melomani di tutto il mondo. Nel repertorio la fa da padrone il melodramma italiano dell’Ottocento con pochissime eccezioni. La particolarità dell’ambiente ha poi condizionato la scenografia delle opere qui allestite in cui  domina una grandiosità spesso simmetricamente esibita. Eccone alcuni esempi: qui sopra l’Aida nello storico allestimento del 1913, sotto la Turandot di Zeffirelli

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e poi Tosca

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Carmen

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Nabucco

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Don Giovanni

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un altro Nabucco

La traviata

Il trovatore

Il barbiere di Siviglia

Madama Butterfly