Luoghi

TEATRO CHIABRERA

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Teatro Chiabrera

Savona (1853)

700 posti

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Sede dell’attuale Opera Giocosa, il Teatro Gabriello Chiabrera si trova a Savona, è il principale teatro cittadino e della provincia e si autodefinisce il più bel teatro storico in funzione della Liguria. Nel XIX secolo a Savona si parlava di costruire un nuovo teatro data la scarsa capienza di quelli presenti, quindi l’8 ottobre 1850 il sindaco diede il via libera alla costruzione su progetto dell’architetto messinese Carlo Falconieri. Realizzato in circa tre anni con la sottoscrizione per i due terzi da palchettisti, il teatro venne inaugurato il primo ottobre 1853 con l‘Attila di Verdi. Dal 1883 è interamente di proprietà comunale.

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La sala all’italiana ha una capienza di 700 posti, con 4 ordini, 3 dei quali originariamente a palchetti (62 in totale) e, a seguito di un restauro della fine degli anni ’50, trasfomati in balconate. Principalmente teatro d’opera per tutta la seconda metà dell’Ottocento con la gestione affidata a impresari in concorso con la sovvenzione comunale che prevedeva una stagione di prosa ad autunno ed una d’opera a Carnevale, ha visto rappresentare le maggiori opere del melodramma con la presenza di illustri cantanti. Nel 1954 inizia un lunghissimo restauro che si conclude nel 1963 con la ripresa di una programmazione di prosa. L’11 ottobre 1999 improvvisamente si distaccò dal soffitto della volta poco meno di un quarto dell’affresco presente frantumandosi in migliaia di frammenti poi minuziosamente ricomposti durante i restauri effettuati dal 2002 al 2005 che hanno ripristinato le decorazioni originali.

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CROSBY THEATER

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Crosby Theater

Santa Fe (1998)

2128 posti

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La Santa Fe Opera (SFO) ha sede a 11 km a Nord della città di Santa Fe nello stato del New Mexico. Dopo aver creato l’Opera Association of New Mexico nel 1956, il direttore John Crosby inizialmente ottenne fondi dai genitori per l’acquisto del terreno per l’edificio che fece costruire: un teatro all’aperto di 480 posti che funzionò nel periodo 1957-1967. Nel 1968 fu rimpiazzato da un più capace teatro di 1889 posti che nel 1997 fu parzialmente demolito per far posto all’attuale auditorium di 2128 posti a sedere e 106 in piedi intitolato dopo la morte nel 2002 al suo fondatore.

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Disegnato dalla Polshek di New York, l’edificio mantenne il retropalco e i locali annessi e dopo soli dieci mesi fu inaugurato nel luglio 1998 con Madama Butterly, la stessa opera con cui si erano aperti i precedenti due teatri all’aperto. Il Crosby ha una struttura a vela per riparare dalle intemperie, ma i lati sono aperti sulla campagna circostante e ai venti, che talora possono creare problemi solo in parte risolti dalla costruzione sopravento della Stieren Hall, la sala prove dell’orchestra.

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La programmazione si sviluppa nei mesi di luglio e agosto. Dal 1999 i sottotitoli delle opere sono trasmessi su piccoli schermi rettangolari negli schienali dei sedili tradotti in inglese o spagnolo. Il sistema ha la possibilità di gestire fino a sei lingue.

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ULRIKSDALS SLOTTSTEATER CONFIDENCEN

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Solna (1753)

200 posti

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L’Ulriksdals Slott (originariamente Jakobsdal Slott) è un castello reale nel Parco Nazionale della municipalità di Solna, 6 km a Nord di Stoccolma. Fu costruito dall’architetto Hans Jacob Kristler nel 1643-1645 come residenza di campagna del maresciallo Jacob de la Gardie.

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A metà del 18° secolo fu donato come regalo di matrimonio al re Adolf Frederick e alla regina Louisa Ulrika la quale, amante del teatro e della musica della corte di Berlino in cui era cresciuta fece costruire un teatro in quella che fino al 1670 era una scuderia.

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Sotto la direzione dell’architetto Carl Fredrik Adelcrantz nacque un bell’auditorium a forma di salone con 200 posti e un palcoscenico dotato di ingegnosi macchinari con quinte semoventi azionate da funi e ruote sotto il palco. Si poteva passare quindi in pochi secondi da una foresta all’interno di un castello a una strada secondo le esigenze del copione.

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Il teatro rimase in abbandono per quasi duecento anni quando la cantante e manager di spettacolo Kjerstin Dellert riuscì a raccogliere il denaro per far rinascere questo gioiello. La sala riebbe le sue pareti decorate, le scene e il sipario ritornarono al loro posto e il tavolo della sala da pranzo poteva essere calato al piano inferiore come accadeva nel 18° secolo.

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Da allora ogni estate vengono presentati spettacoli a lume di candela secondo un ricco programma.

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OPERNHAUS

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Opernhaus
Graz (1899)
1400 posti

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Il secondo teatro d’opera austriaco per grandezza dopo l’Opera di Stato viennese, l’Opera di Graz fu costruita in un solo anno sui disegni degli architetti Ferdinand Fellner & Hermann Helmer (che con questo avevano progettato trenta teatri)  e inaugurata il 16 settembre 1899 con il Wilhelm Tell di Schiller all’occasione dei festeggiamenti per i 50 anni di regno dell’imperatore Franz Joseph I.

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Il teatro si aggiungeva al Landständisches Theater fondato nel 1776 dall’imperatrice Maria Theresia sul cui sito si trova ora il Schauspielhaus e al Thalia am Stadtpark, del 1864, adattamento di un edificio per circhi.

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Dall’esterno l’edificio si distingue per la cupola e la rampa di accesso all’ingresso sotto un porticato. Diversamente dai teatri della stessa epoca gli architetti non optarono per uno stile neo-rinascimentale con tocchi di gotico, bensì per un neo-barocco inteso come autentico stile austriaco e omaggio al viennese Fischer von Erlach.

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L’edificio è nettamente diviso in tre volumi di diversa altezza: quello dello scalone di ingresso, quello dell’auditorium e infine quello della scena, con la sua torre per i servizi del palcoscenico.Graz_Opernhaus_Stiege_1

EKHOF THEATER IN SCHLOSS FRIEDENSTEIN

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Ekhof Theater in Schloss Friedenstein

Gotha (1683)

175 posti

Ekhof-Theater Gotha, Bühne, SSFG, Foto Bernhard Hartmann, 2012Il teatro venne costruito in più fasi tra il 1681 e il 1683 nella sala da ballo del castello di Friedenstein. Sul palco si avvicendarono parecchi membri della famiglia del principe poiché il teatro era riconosciuto per la sua formazione pedagogica: i rampolli dovevano così imparare a gestirsi in pubblico.

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Il principe Ernst II von Sachsen-Gotha-Altenburg nel 1775 lo trasforma in uno dei primi teatri tedeschi a possedere una troupe propria: gli attori erano impiegati di corte e ricevevano un salario e una pensione. Il nome del teatro deriva dalla direzione di Conrad Ekhof (17201778). Oggi il teatro è sede due mesi all’anno, luglio e agosto, di un festival di musica barocca.

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L’Ekhof Theater sotto il palcoscenico ha macchinari inventati dall’italiano Giacomo Torelli nel 1641. Su entrambi i lati vi sono sei corsie con pulegge e attraverso un sistema di paranchi a fune si possono fare fino a tre rapidi cambi di scena a sipario aperto. Per far ciò occorrono da nove a dodici persone. 

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Due botole e altri meccanismi sofisticati, tra cui le originali macchine del tuono e del vento, vengono ancora utilizzate per produrre effetti sia acustici che visivi  essenziali allo spettacolo barocco.

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GOETHE THEATER

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Bad Lauchstädt (1802)

456 posti

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La cittadina sassone di Bad Lauchstädt, venti chilometri a sud di Halle, aveva un piccolo teatro fin dal 1761, ma nel 1791 Johann Wolfgang Goethe, allora direttore principale del teatro di corte di Weimar, propose la costruzione di uno nuovo. L’architetto berlinese Heinrich Gentz ricevette precise istruzioni da Goethe circa l’allestimento dell’interno secondo la sua Teoria dei colori. Il poeta stesso contribuì di tasca propria al finanziamento dell’impresa che per ragioni buracratiche si dilungò nel tempo e il teatro fu aperto solo il 26 giugno 1802 con La clemenza di Tito di Mozart.

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Nel 1834 qui debuttò come direttore nel Don Giovanni Richard Wagner che incontrò in questa occasione la prima moglie, l’attrice Minna Planer. Il semplice auditorium è di proporzioni ridotte e ha un’ottima acustica. Al soffitto c’è una tela dipinta che rappresenta una tenda “all’antica”.

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Trascurato nell’ottocento il teatro rischiò la demolizione, ma nel 1908 fu restaurato e dotato di elettricità grazie ai fondi forniti dal banchiere Heinrich Lehmann. Altri restauri seguirono nel 1966-68 che ripristinarono l’aspetto originale con il pavimento di legno e la galleria divisa in nove settori.

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LATVIJAS NACIONĀLĀ OPERA

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Latvijas Nacionālā Opera

Riga (1863)

1240 posti

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L’Opera Nazionale Lèttone è il principale teatro della città di Riga, la capitale della Lettonia. Il teatro è la sede dell’Opera e del Balletto Nazionale. La compagnia stabile si formò poco dopo l’indipendenza della nazione, nel 1918 e due anni più tardi vi si creò la compagnia di danza, tutt’oggi l’unica compagnia professionista della nazione.

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Progettato dall’architetto di San Pietroburgo Ludwig Bohnstedt, aprì i battenti nel 1863 con il nome di Teatro Tedesco di Riga. Distrutto da un incendio nel 1882, venne ricostruito sulla base del progetto originario da Reinholds Schmaeling e i lavori terminarono nel 1887.

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Negli anni settanta del Novecento il teatro, che nel frattempo aveva subito diversi lavori di ammodernamento, necessitava di una seria ristrutturazione e nel 1990, sotto il progetto di Imants Jākobsons, proseguito poi da Juris Gertmanis, il teatro venne riprogettato e riaperto nel 1995. Un ulteriore complesso annesso, capace di accogliere uffici e una sala da 300 posti, è stato completato nel 2001.

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GRAND THÉÂTRE

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Grand Théâtre

Ginevra (1879)

1488 posti

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Nei secoli XVII e XVIII Ginevra, pesantemente influenzata dal Calvinismo, non aveva un teatro d’opera e solo nel 1760 decise di costruirne uno, il Théâtre de Rosimond. A questo seguirono il La Grange aux Etrangers e il Théâtre de Neuve. Quest’ultimo fu poi abbattuto per essere sostituito da un nuovo teatro con i progetti degli architetti Émile Reverdin and Gaspard André che si ispirarono allo stile Secondo Impero del Palais Garnier parigino. L’inaugurazione ufficiale avvenne nel 1879 con il Guillaume Tell.

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La facciata dell’edificio è in pietra da taglio, la base in pietra calcarea dello Jura e il resto dell’edificio in arenaria. Otto busti ne decorano la parte alta, sono quelli di Rossini, Boieldieu, Beethoven, Meyerbeer, Weber, Mozart, Donizetti e Jean-Jacques Rousseau.

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Il primo maggio 1951, mentre veniva allestito il terzo atto della Valchiria, divampò un incendio che risparmiò solo il foyer, l’ingresso principale e la facciata. La ricostruzione, avvenuta tra il 1958 e il 1962, seguì i progetti di Charles Schapfer di Ginevra e Marcello Zavelani-Rossi di Milano, con un artista polacco, Jacek Stryjenski, per le decorazioni. Mancato all’improvviso Stryjenski, gli architetti locali Albert Cingria e Georges Tamarasco hanno completato la decorazione con quello spettacolare soffitto trapuntato di lampade di Murano, che continua nel sipario di alluminio dorato e argentato. Il teatro ha riaperto nel dicembre 1962 con il Don Carlos, versione originale francese dell’opera di Verdi. Nel 2016 l’Opéra ha chiuso per lavori di restauro e adeguamento alle norme di sicurezza e la stagione è continuata in un edificio provvisorio di legno costruito appositamente, l’Opéra des Nations. Ora il Grand Théâtre  è nuovamente agibile.

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TEATRINO DI CORTE DI PALAZZO REALE

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Teatrino di Corte di Palazzo Reale

Napoli (1768)

400 posti

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Il Teatrino di Corte è uno storico teatro di Napoli, ubicato all’interno del Palazzo Reale, rappresentando di fatto la prima sala dell’appartamento storico. Voluto da Ferdinando IV di Borbone nel 1768 per sostituire la Gran Sala dedicata ai balli reali, fu progettato da Ferdinando Fuga rimanendo intatto sostanzialmente fino al secondo conflitto mondiale.

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Seppure il teatro risalga al regno borbonico, edificato in occasione delle nozze tra Ferdinando IV e Maria Carolina d’Austria, sopra il boccascena, a seguito dell’Unità d’Italia, fu inserito lo stemma sabaudo e tolto quello dei Borbone di Napoli. Il teatrino, che ospitò rappresentazioni delle opere di Giovanni Paisiello e Domenico Cimarosa, oggi è utilizzato per piccoli spettacoli musicali e opere proposte dal San Carlo.

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I bombardamenti distrussero completamente tutto il soffitto, perdendo dunque anche le originali decorazioni e i cicli di affreschi (all’epoca eseguiti da Antonio Dominici), e danneggiò parte delle pareti laterali. Il teatro ricevette così importanti lavori di restauro negli anni immediatamente dopo la guerra. Durante i suddetti lavori furono eliminate anche le aggiunte ottocentesche e fu ripristinato l’aspetto originario settecentesco.TeatrinoCorteNaples4

La parte superiore fu completamente ricostruita e furono così eseguiti nuovi dipinti compiuti da artisti quali: Francesco Galante, che illustrò le Nozze di Posidone ed Anfitrite (1953) al centro della volta, Antonio Bresciani e Vincenzo Chiancone, i quali eseguirono ognuno un Paesaggio con rovine posti rispettivamente sul lato occidentale uno e orientale l’altro della volta, Alberto Chiancone, che compose due Paesaggi sui lati nord e sud, e infine Cesare Maria Cristini per alcune decorazioni minori.

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Le dodici statue in cartapesta e gesso invece sono le opere originali  di Angelo Viva e raffigurano Apollo, Minerva, Mercurio e le nove Muse. La sala è stata ristrutturata ancora nel 2009. Nel gennaio 2010 vengono completati i lavori e da allora il teatrino è riaperto  definitivamente al pubblico.

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TEATR WIELKI

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Teatr Wielki

Varsavia (1833)

1840 posti

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Il Gran Teatro di Varsavia (Teatr Wielki w Warszawie) è la sede dell’Opera Nazionale (Opera Narodowa) polacca. Affacciato sulla storica Piazza del Teatro, l’edificio è uno dei più grandi in Europa e ospita, oltre al grande auditorium dedicato a Stanisław Moniuszko, un auditorium più piccolo di 248 posti intitolato a Emil Młynarski e un museo. Costruito tra il 1825 e il 1833 in stile classicista  dall’architetto livornese Antonio Corazzi, ebbe un ruolo determinante sia a livello politico che culturale durante l’eclisse della nazione polacca, 1795-1918.

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Mentre era direttore del teatro dal 1858 alla morte nel 1872, Stanisław Moniuszko compose le sue opere principali. Nel teatro furono presentati i lavori di Władysław Żeleński, Ignacy Jan Paderewski, Karol Szymanowski e di altri compositori polacchi.

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Il teatro fu quasi totalmente distrutto dalle bombe nel 1939, solo salvandosi la facciata. I lavori di ricostruzione, iniziati subito dopo la guerra, terminarono nel 1965 quando fu riaperto al pubblico il 19 novembre. Gli interni in stile modernista, le decorazioni  e i materiali utilizzati formano un forte contrasto con la colonnata neoclassica della facciata.

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Solo mancava sul frontone quello che era previsto fin dai disegni del Corazzi: una quadriga guidata da Apollo, ma che non era stata mai realizzata. Finalmente nel 2002 la statua raffigurante il patrone delle arti, costruita dal dipartimento di scultura dell’Accademia di Belle Arti, ha trovato la sua giusta collocazione.

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