Luoghi

TEATRO VERDI

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Teatro Verdi

Pisa (1867)

888 posti

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È a partire dal 1830 che nacque l’idea di edificare a Pisa  un nuovo teatro che sostituisse l’ormai angusto Teatro dei Ravvivati. Questa idea prese però corpo solo nel 1864, quando si riunì una Giunta promotrice per dar vita ad una società per il nuovo teatro. Il modello fu il Teatro della Pergola a Firenze, già teatro granducale. l’Assemblea generale degli azionisti nominò architetto del lavoro Andrea Scala.

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Il 26 aprile 1865 ebbe inizio la costruzione del teatro. Per il sostegno delle fondamenta furono utilizzati 3621 pali di pino. Nel luglio dello stesso anno venne ultimata la copertura, ma lo Scala venne esonerato e i lavori di completamento interni furono affidati all’architetto Giuseppe Giardi mentre il Simonelli progettò la cupola autoportante che sovrasta la platea. Tutti i lavori di ornamento interno furono affidati a maestranze pisane. Il Regio Teatro Nuovo fu inaugurato la sera del 12 novembre 1867 con l’opera Guglielmo Tell di Rossini.

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Il palcoscenico è uno dei più grandi d’Italia: misura 26 metri di profondità e 32 metri di larghezza e rappresenta una sorta di importante “piazza” su cui è stato possibile realizzare scenografie per l’Aida, il Nerone di Boito o le opere di Wagner. L’ingresso, con la caratteristica loggia, ha tre porte. Da destra si accede all’interno del teatro e alla biglietteria, da sinistra si accede al bar del teatro. All’interno è presente un ridotto, intitolato nel 2006 al grande baritono pisano Titta Ruffo, con il pregevole affresco sulla volta Trionfo d’Amore di Annibale Gatti, lo stesso autore del telone del teatro, raffigurante Goldoni che legge alla colonia Alfea.

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CULLEN THEATER

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Roy and Lillie Cullen Theater

Houston (1987)

1100 posti

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Il Wortham Center è la sede dello Houston Ballet e della Houston Grand Opera. Dalla sua inaugurazione nel 1987 è stato visitato da più di 5 milioni di spettatori. È stato utilizzato anche per galà, riunioni civiche, eventi, matrimoni. È il vero centro delle arti dello spettacolo della città. Questa meraviglia della tecnologia è stata disegnata dall’architetto Eugene Aubry.

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Comprende due teatri: l’Alice and George Brown Theater e il Roy and Lillie Cullen Theater. Il Brown è il teatro grande di Wortham, mentre il Cullen ospita produzioni di opera e balletto più piccole, musica da camera e barocca e recital vocali.

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TEATRO VERDI

Giuseppe Verdi

Busseto (1868)

300 posti

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Nel 1845 in Busseto venne preparato un progetto per un nuovo teatro che tuttavia naufragò, venendo esso dichiarato «piccolo, indecente e quasi inservibile». Dopo che la Rocca Pallavicino (attuale Palazzo Municipale) venne acquistata dal Comune nel 1856, il podestà Corbellini, propose un progetto a firma di Pier Luigi Montechini, che venne approvato. Iniziarono immediatamente i lavori per la costruzione del nuovo teatro intitolato a Giuseppe Verdi. I lavori di costruzione furono affidati al bussetano Giovanni Sivelli e durarono 12 anni circa. Le decorazioni vennero affidate prima al Gelati e, una volta mancato, a Giuseppe Baisi e Alessandro Malpeli. Il sipario venne realizzato con tela decorata dal Baisi. Gli intagli furono affidati al parmense Carletti. Le lampade ai famosi bronzisti milanesi Pandiani. Il teatro venne inaugurato il 15 agosto 1868 con la messa in scena delle opere Rigoletto e Un ballo in maschera; per l’occasione, in onore del Maestro, le signore indossarono abiti di colore verde mentre i signori il verde lo ebbero nelle cravatte. Nonostante ciò Verdi non presenziò all’inaugurazione, né mai mise piede nel teatro a lui intitolato ritenendolo troppo costoso e inutile, nonostante avesse donato ben 10.000 Lire per la sua realizzazione.

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Negli anni 1993/1997, l’amministrazione incaricò l’arch. Cervellati di Bologna del restauro degli arredi, degli stucchi e dei rivestimenti in velluto. Nell’occasione venne realizzata un’importante scala lignea esterna quale via di sicurezza. Nel 2004 l’amministrazione incaricò Fulvio Beltrami, ingegnere in Cremona, per progettare e dirigere le opere di adeguamento alle nuove norme di sicurezza e prevenzione incendi. Il Teatro nel suo periodo di attività ha rappresentato quasi tutte le opere verdiane, le stagioni del 1913 e del 1926 furono dirette da Arturo Toscanini mentre nel 2001 Riccardo Muti vi ha diretto Falstaff e Franco Zeffirelli ha curato l’allestimento dell’Aida e nel 2002 de La Traviata diretta da Plácido Domingo. Il teatro è regolarmente utilizzato quale sede per alcuni spettacoli del Festival Verdi di Parma.

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CIRQUE ROYAL

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Cirque Royal

Bruxelles (1978)

2000 posti

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Opera dell’architetto Wilhelm Kuhnen, il Cirque Royal è una sala a forma di poligono regolare di 20 lati di 37 m di diametro ideata per ospitare gli spettacoli della troupe equestre Renz e inaugurata il 12 gennaio 1878. All’epoca poteva ospitare 3500 spettatori su 15 file  e l’orchestra di 40 elementi era sopra l’ingresso dei cavalli. Nel sottosuolo c’erano box per 110 cavalli. L’arena si poteva trasformare in piscina.

CirqueRoyal1In seguito fu utilizzata soprattutto per grandi spettacoli (si potevano esibire fino a 200 artisti) di pantomime e balletti. Fu occasione anche di spettacoli nautici e riviste equestri. Fino alla Grande Guerra vi furono anche proiettati numerosi film muti. Dopo il 1918 ospitò anche soldati tedeschi prigionieri e dal 1920 riprese la sua vocazione di circo, con spettacoli di varietà e recital di cantanti (da Maurice Chevalier a Charles Trenet). Numerosi circhi itineranti vi furono ospitati negli anni ’50 e dal ’61 all’80 Maurice Béjart presentò qui alcuni suoi balletti.

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⸪

DOROTHY CHANDLER PAVILION

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Dorothy Chandler Pavilion

Los Angeles (1964)

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Sede dell’Opera di Los Angeles fa parte del Music Center of Los Angeles County, uno dei maggiori centri culturali statunitensi. Con la sua rigida architettura contrasta con i fluidi e lucidi volumi della Walt Disney Concert Hall al di là della strada e sede della Los Angeles Philharmonie Orchestra.

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⸫

TEATRO LAURO ROSSI

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Teatro Lauro Rossi

Macerata (1774)

550 posti

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La prima attività teatrale maceratese faceva capo alla struttura provvisoria della Sala della Commedia; ricavata, nel palazzo comunale fin dal 1583 e trasformata in struttura stabile nel 1663 con l’ inaugurazione del Teatro Comico, quest’ultimo realizzato su modelli veneziani. Nel 1765 si decide di rifare completamente il teatro, affidandone il disegno ad Antonio Galli detto il Bibbienae la direzione dei lavori, con un’ulteriore variazione dimensionale, a Cosimo Morelli. La tipologia della sala teatrale adottata dal Bibbiena è caratterizzata dai palchetti che seguono il profilo lievemente flesso della pianta a campana; dagli archi dei palchi ribassati; dalle logge inserite tra i pilastri architravati e con mensole a voluta; dalle balaustre a piastrini; dalla connessione tra la cavea e il boccascena per mezzo di raccordi; dai tipici pennacchi che collegano l’ultimo ordine di palchi al soffitto. Il tutto fino al punto di trattare la parete della sala come la corte di un palazzo, con i palchi a balconcino che conferiscono all’ambiente la sua connotazione inconfondibile. Il progetto è parzialmente riletto dall’architetto Cosimo Morelli, sostenuto dai Nobili Condomini e protetto del futuro papa Pio VI, che lo porta a termine nel 1772 con quattro ordini di palchi e la caratteristica pianta “a campana”. L’inaugurazione è nel 1774 con l’opera Olimpiade di Pasquale Anfossi. Criticato dai cultori puristi del secolo seguente, rischiò il ridisegno totale. Nel 1833 il Ghinelli inserisce l’atrio e la scala a tenaglia. 

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Con l’andare degli anni si fanno sempre maggiori le necessità sceniche e quindi l’occorrenza di lavori di ristrutturazione. Un primo parziale restauro, concluso intorno alla metà del XIX secolo da Agostino Benedettelli, prevede la riduzione del quarto ordine di palchi in loggione e un intervento sulle pareti pittoriche; quindi si vagliano diversi progetti in attesa di reperire fondi finché, nel 1867, si decide di attuare un intervento radicale. I lavori vengono affidati a Luigi Samoggia e Mario Monti e, tra le altre cose, prevedono l’inclinazione del pavimento della platea per questioni di visibilità ed acustica, l’eliminazione del palco centrale e l’ampliamento del palcoscenico con l’aggiunta di qualche fila di panche.Per poter finanziare i restauri la società dei Condomini si scioglie e il teatro viene venduto al comune. I lavori hanno termine nel 1871 e nel 1884 il teatro diviene comunale ed è dedicato al compositore e direttore d’orchestra maceratese Lauro Rossi (1810-1885). Tra 1984 e 1989 il teatro affronta nuovamente un restauro restituivo del progetto originario, col ripristino degli stucchi policromi settecenteschi, la revisione delle decorazioni del Samoggia sulla volta della platea e con l’utilizzo di materiali il più possibile simili a quelli originali.

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⸪

OPÉRA

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Opéra

Avignon (1847)

700 posti

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Nel 1824, durante i lavori di sistemazione della Place de l’Horloge, il consiglio municipale di Avignone fece costruire un teatro sulle rovine della chiesa di Saint-Laurent a fianco della palazzo comunale. Questo nuovo edificio andò i fiamme nel 1846 e sullo stesso sito gli architetti  Théodore Charpentier e Léon Feuchère ricotruirono il teatro con le statue di  Molière e Corneille sulla facciata riccamente decorata.

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La programmazione del teatro spazia tra opera, balletto, dramma e musica e la sala è uno dei luoghi in cui si svolge il Festival d’Avignon, uno delle più importanti manifestazioni internazionali di spettacoli.

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ARENA

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Arena

Verona (30 d.C.)

14.000 posti

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L’Arena è un anfiteatro romano situato nel centro storico di Verona. Si tratta di uno dei grandi fabbricati che hanno caratterizzato l’architettura ludica romana ed è l’anfiteatro antico con il miglior grado di conservazione, grazie ai sistematici restauri realizzati fin dal ‘600. L’arena misura 75,68 m x 44,43 m, ovvero 250 x 150 piedi romani, dunque una cifra tonda, a conferma della semplicità del modulo base utilizzato, con un rapporto tra asse maggiore e asse minore di 5 a 3. Roghi di eretici, giostre, tornei, cacce dei tori, gare di equitazioni e di velocipedi, spettacoli di ascensione con aerostato, esercizi ginnici acrobatici ebbero luogo nel tempo fino al 1856 quando si ebbe la prima stagione lirica: furono eseguiti Il Casino di Campagna e La fanciulla di Gand di Pietro Lenotti e Le convenienze teatrali e I pazzi per progetto di Gaetano Donizetti. L’Arena si preparava ad assolvere pure compiti civili, come il 16 novembre 1866, quando vi si tenne la festa per l’annessione del Veneto al regno d’Italia alla presenza di Vittorio Emanuele II. Dopo il 1866 Verona rimase città militare, ma l’esercito si mostrò più vicino al popolo, tenendo a volte nel monumento lo spettacolo del carosello. Inoltre la prima domenica di giugno per la festa dello statuto albertino si teneva uno spettacolo pirotecnico.

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Gli spettacoli più di successo comunque furono gli spettacoli circensi. Dal 1913 l’anfiteatro veronese divenne il più grande teatro lirico all’aperto del mondo con l’allestimento dell’Aida che in quell’anno  aprì ufficialmente il festival lirico areniano. Con tale utilizzazione, venne così salvata l’esigenza di conservare il carattere di ambiente per spettacoli popolari, tutelando allo stesso tempo la dignità del monumento. Gladiatori, belve e persecuzioni di cristiani tornarono più volte al suo interno, ma solo per la realizzazione di film storici.

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L’Arena Opera Festival è un appuntamento molto atteso dai melomani di tutto il mondo. Nel repertorio la fa da padrone il melodramma italiano dell’Ottocento con pochissime eccezioni. La particolarità dell’ambiente ha poi condizionato la scenografia delle opere qui allestite in cui  domina una grandiosità spesso simmetricamente esibita. Eccone alcuni esempi: qui sopra l’Aida nello storico allestimento del 1913, sotto la Turandot di Zeffirelli

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e poi Tosca

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Carmen

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Nabucco

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Don Giovanni

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un altro Nabucco

La traviata

Il trovatore

Il barbiere di Siviglia

Madama Butterfly

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TEATRO COLÓN

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Teatro Colón

Lima (1914)

1300 posti

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Il Teatro Colón si inaugura nel 1914 e fino al 1921 è una delle poche sale in cui  si dà solo teatro, poiché in seguito si permise la proiezione di film fino a trasformarsi in sala cinematografica nel 1927. Nel 1936 il teatro viene rinnovato all’interno, con l’eliminazione dei palchi separati, e all’esterno, con l’elevazione di un piano al posto della cupola Art Nouveau che sovrastava la parte angolare. Alla fine degli anni ’70 inizia il decadimento dell’edificio e la sala è dedicata alla proiezione di film per adulti. Nel 2004 la municipalità di Lima ne diviene proprietaria e l’anno successivo si fonda la  ONG Proyecto Cultural Teatro Colón e in seguito il teatro è dichiarato Monumento Nazionale.teatro-de-lima

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SFERISTERIO

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Sferisterio

Macerata (1829)

2800 posti

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Lo Sferisterio di Macerata è una struttura teatrale unica nel suo genere architettonico. L’edificio è stato progettato nel 1823 dal poliedrico architetto neoclassico Ireneo Aleandri e deve il suo nome e la sua particolare pianta a segmento di cerchio alla destinazione d’uso originaria, come luogo per il gioco del pallone col bracciale. Fu inaugurato nel 1829, come dice l’iscrizione sulla facciata, «Ad ornamento della città [e] a diletto pubblico».

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Inaugurato nel 1829 con una grande festa, durante 91 anni ospitò eventi sportivi di vario genere, spettacoli circensi e i tornei di pallone a bracciale della locale squadra. Aggiungendo tribune mobili l’impianto ospitava circa 10.000 tifosi che incitavano gli atleti durante le gare. Nel 1920, dopo che per un paio d’anni era diventato il campo da gioco pure della locale squadra di calcio, fu oggetto di restauro e sistemazione, che trasformarono l’edificio in struttura adatta ad accogliere rappresentazioni liriche.

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