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Teatro San Ferdinando
Napoli (1791)
500 posti
Situato nell’antica zona di Ponte Nuovo nei pressi di via Foria e uno dei luoghi simbolo della tradizione drammaturgica partenopea, il Teatro San Ferdinando fu costruito tra il 1790 e il 1791 su progetto dell’architetto Camillo Lionti, con decorazioni di Domenico Chelli. Fu dedicato a Ferdinando IV di Borbone e inaugurato con un’opera di Domenico Cimarosa, Il falegname. La sala originaria, caratterizzata da una platea ellittica, quattro ordini di palchi e un palco reale, era destinata inizialmente a un pubblico aristocratico.
Nel corso dell’Ottocento, a causa di alterne fortune gestionali, il San Ferdinando assunse progressivamente un carattere popolare, ospitando compagnie di prosa, spettacoli dialettali e rappresentazioni legate alla tradizione napoletana. Nel 1886 vi debuttò Federico Stella, che contribuì a consolidarne la vocazione teatrale attraverso la Compagnia Città di Napoli, mentre nella stagione 1889-1890 accolse anche Eduardo Scarpetta. Il teatro divenne così un importante punto di riferimento per la drammaturgia popolare, la sceneggiata e il repertorio di autori come Francesco Mastriani e Antonio Petito.
Negli anni Trenta del Novecento, in seguito a difficoltà economiche, l’edificio fu trasformato nel Cinema Teatro Principe, perdendo parte della sua identità originaria. Durante i bombardamenti del 1943 subì gravissimi danni, che lo ridussero quasi completamente in macerie. Il 25 febbraio 1948 Eduardo De Filippo acquistò ciò che restava del teatro, investendo nella ricostruzione gran parte dei propri guadagni e affrontando notevoli sacrifici economici. Il suo progetto mirava a restituire alla città uno spazio dedicato alla grande tradizione teatrale napoletana, ma anche aperto a nuove esperienze artistiche.
Il nuovo San Ferdinando fu inaugurato il 22 gennaio 1954 con Palummella zompa e vola di Antonio Petito. Eduardo volle conservare la memoria dell’antico edificio, realizzando al tempo stesso una struttura moderna e funzionale, dotata di attrezzature sceniche all’avanguardia. Il teatro divenne la sede privilegiata della sua attività artistica e un centro di valorizzazione della drammaturgia napoletana, ospitando le sue commedie, le produzioni della compagnia La Scarpettiana e spettacoli dedicati al recupero del repertorio popolare.
Nonostante il prestigio raggiunto, la gestione del San Ferdinando continuò a incontrare difficoltà finanziarie. Nel 1971, dopo alcuni interventi di restauro, il teatro fu affidato all’Ente Teatrale Italiano e riaperto con Le bugie con le gambe lunghe dello stesso Eduardo. Chiuso nuovamente negli anni Ottanta, rimase a lungo inutilizzato, custodendo materiali e testimonianze legati alla storia del grande drammaturgo. Nel 1996 Luca De Filippo lo donò al Comune di Napoli affinché fosse restaurato e restituito alla collettività.
Dopo un lungo intervento di recupero, il San Ferdinando riaprì il 30 settembre 2007 con La tempesta di Shakespeare, nella traduzione in napoletano realizzata da Eduardo De Filippo. Oggi fa parte degli spazi del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, insieme al Teatro Mercadante, e continua a rappresentare un centro fondamentale per la produzione e la diffusione della cultura teatrale. La sua attività affianca la valorizzazione della tradizione napoletana alla drammaturgia contemporanea, mantenendo vivo il progetto di Eduardo di un teatro aperto alla città e alle nuove generazioni.
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