Luoghi

FESTSPIELHAUS

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Festspielhaus

Baden-Baden (1998)

2500 posti

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La Festspielhaus di Baden-Baden è il più grande teatro d’opera della Germania. La moderna costruzione è stata integrata nella vecchia stazione ferroviaria che ora ospita la biglietteria del teatro e un ristorante.

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Progettato dall’architetto viennese  Wilhelm Holzbauer è stato aperto il 18 aprile 1998. Dopo l’iniziale finanziamento pubblico è ora il primo teatro d’opera finanziato privatamente secondo quanto era previsto originariamente.

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Sotto la direzione artistica e manageriale di Andreas Mölich-Zebhauser è questa l’unica fondazione lirica che non ha avuto bisogno di fondi statali: due terzi del budget di spesa è coperto dalla vendita dei biglietti e dalle royalties sui gadget e sui prodotti gastronomici, un terzo da sponsor e donazioni private. 63957e760e58beb6c39759a83c2f9aad_1

La programmazione del teatro porta a occupare mediamente l’85% dei posti disponibili.baden-baden-0910-1

SEMPEROPER

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Semperoper

Dresda (1880)

1320 posti

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Ubicato lungo l’Elba, il Teatro dell’Opera di Dresda deve il suo nome all’architetto Gottfried Semper che progettò l’edificio orientandosi a una scelta di forme neorinascimentali con influenze neobarocche. La costruzione originale  costruita tra il 1838 e il 1841. Veniva chiamato Teatro Reale di Corte (Königliches Hoftheater) e si distingueva per la facciata di forma convessa semicircolare a doppio ordine, che ricordava vagamente il Colosseo. Un terzo piano più arretrato coronava la costruzione sempre seguendo la forma semicircolare. Questo edificio ebbe breve vita, dato che le fiamme lo rasero al suolo già nel 1869.p1040843

Successivamente, il teatro venne riprogettato e adattato alle nuove esigenze. Trovandosi in esilio per la sua partecipazione ai moti rivoluzionari nel 1849, Semper incaricò il figlio Manfred di portare a punto il progetto e di dirigere i lavori per la nuova costruzione, iniziata nel 1878 e terminata due anni più tardi. Ripetendo la scelta dei canoni rinascimentali, Manfred Semper abbozzò un nuovo progetto ispirato al primo e riprese il progetto di una facciata curva a due piani; come nel vecchio progetto, la facciata è sovrastata da un terzo piano in rientranza che si affaccia sulla piazza antistante con la sua forma tondeggiante. Sul portale, domina la facciata una vistosa quadriga di pantere. Nel complesso, comunque, il progetto risulta notevolmente ampliato e in massima parte reinventato.

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Durante la seconda guerra mondiale i bombardamenti di Dresda distrussero l’opera per la seconda volta. Esattamente quarant’anni dopo il teatro fu riaperto il 13 febbraio 1985 dalle autorità della DDR  con Der Freischütz di Carl Maria von Weber. Stavolta il progetto di ricostruzione, basato su minuziosi studi, aveva come scopo quello di ricostruire l’opera più o meno com’era prima dell’abbattimento. Si attenne quindi ai modelli della costruzione distrutta, anche se all’interno furono previste modifiche per ampliare la grande sala.Semperoper_Interior_-_panorama,_Dresden

Con l’esondazione del fiume Elba nel 2002 l’edificio subì grandi danni, ma con l’aiuto anche internazionale riuscì ad aprire nel dicembre dello stesso anno. Il teatro è la sede della Sächsische Staatsoper Dresden e della Sächsische Staatskapelle Dresden.

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Main entrance hall  Semper Opera House Sächsische Staatsoper Dresden, Germany

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DEUTSCHE OPER

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Deutsche Oper

Berlino (1961)

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Terza istituzione lirica della città, sita in quella che un tempo era Berlino Ovest sulla trafficatissima Bismarkstraße. Il moderno edificio è anche sede del Staatsballett Berlin. La storia del teatro risale alla Deutsches Opernhaus sita a Charlottenburg ove ebbe inizio questa istituzione la sera del 7 novembre 1912 con la rappresentazione del Fidelio di Beethoven. Nel 1925e il nome del teatro venne cambiato in Städtische Oper (Opera Municipale). Con la nascita del Terzo Reich, Joseph Goebbels cambiò nuovamente il nome in Deutsches Opernhaus.

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Nel 1935 il teatro venne ristrutturato dall’architetto Paul Baumgarten. Il direttore generale del tempo Carl Ebert, decise di lasciare la Germania nazista trasferendosi in Inghilterra dove co-fondò il Glyndebourne Opera Festival. Il teatro venne distrutto dai bombardamenti il 23 novembre 1943. Dopo la fine della guerra, Ebert tornò alla guida del teatro che riprese così le sue rappresentazioni al Theater des Westens fino a quando non fu costruito il nuovo edificio, disegnato da Fritz Bornemann, che si inaugurò il 24 settembre 1961 col Don Giovanni di Mozart. Al nuovo edificio venne dato il nome di Deutsche Oper Berlin.

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STAATSOPER UNTER DEN LINDEN

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Staatsoper Unter den Linden

Berlino (1742)

1450 posti

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Costruita in stile neoclassico da Georg Wenzeslaus von Knobelsdorff su commissione di Federico II di Prussia, come primo edificio del mai interamente realizzato “Forum Fridericianum”, la Hofoper(Opera di corte);viene inaugurata il 7 dicembre 1742 con Cesare e Cleopatra di Carl Heinrich Graun. Si deve a quell’evento la collaborazione con la Staatskapelle, l’orchestra le cui origini risalgono al XVI secolo.

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Nel 1843-44 l’edificio venne sottoposto a restauro a seguito di un incendio e i lavori vennero diretti da Carl Ferdinand Langhans, tali lavori modificarono però solo l’interno dell’edificio che diventa Königliches Opernhaus (Opera Reale), ma nel 1918 prende il nome attuale. Negli anni ’20 si avvicendarono sul podio del teatro Kurt Adler, Wilhelm Furtwängler, Erich Kleiber, Otto Klemperer, Alexander von Zemlinsky e Bruno Walter.

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Gravemente danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, venne ricostruito e riaperto il 7 dicembre 1942, con I maestri cantori di Norimberga diretto da Wilhelm Furtwängler. Fino al 1990 faceva parte della Repubblica Democratica Tedesca essendo situato nel quartiere Mitte della sezione russa. Dal 2009 la Staatsoper è chiusa per imponenti lavori condotti dall’architetto HG Merz. Il soffitto della sala viene rialzato  e il proscenio allungato per migliorare l’acustica. Sono parimenti costruiti edifici annessi per le prove e i magazzini.

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I lavori vengono terminati nell’ottobre 2017 quando il teatro si apre  progressivamente in tutte le sue parti. Ecco come si presenta ora.

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KOMISCHE OPER

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Komische Oper

Berlino (1892, 1966)

1270 posti

Komische_Oper_Berlin_interior_Oct_2007_BühneLa Komische Oper Berlin è una compagnia d’opera di Berlino specializzata nelle produzioni in lingua tedesca e in operette così come l’Opéra-Comique lo è per il francese. Il teatro fu costruito tra il 1891 e il 1892 dagli architetti Ferdinand Fellner e Hermann Helmer per una società privata e prese il nome di Theater Unter den Linden. Fallito nel 1896 riaprì come Metropol-Theater con la rivista di Julius Freund Paradies der Frauen diventando in breve tempo il più famoso teatro di varietà di Berlino. Negli anni ’20 vide le prime delle operette di  Franz Lehár prima di essere nuovamente chiuso nel 1933.

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Nazionalizzato nel 1934 come Staatliches Operettentheater diventando sede del programma nazista Kraft durch Freude. Danneggiato dai bombardamenti del ’44 fu quasi distrutto da quelli del ’45 per riaprire due anni dopo, parzialmente ristrutturato, come Komische Oper con l’operetta Die Fledermaus di Johann Strauss. Completamente ricostruito negli anni 1965-1966 dal collettivo di architetti Kunz Nierade, riaprì il 4 dicembre 1966 col Don Giovanni di Mozart. La facciata modernista su Behrenstraße non fa sospettare l’interno fantasiosamente decorato della sala. Ulteriori restauri e miglioramenti tecnologici avvennero nel periodo 1986-1989. Ora è la seconda istituzione lirica della città con una sua ricca stagione operistica e concertistica.

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GRAND THÉÂTRE DE PROVENCE

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Grand Théâtre de Provence

Aix-en-Provence (2007)

1366 posti

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Il Grand Théâtre de Provence è una sala per spettacoli di Aix-en-Provence situata nel nuovo quartiere Sextius Mirabeau. Per la costruzione di questo edificio è stato utilizzato un symbole del paese di Aix: la montagna Sainte-Victoire, con le sue pietre di diversi colori per il rivestimento dell’esterno.

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Inaugurato il  29 giugno 2007 con la Walkiria di Richard Wagner, è stato progettato dagli architetti italiani Vittorio Gregotti e Paolo Colao per accogliere le opere e i concerti del Festival international d’art lyrique d’Aix-en-Provence. È costruito su piloni elastici per assorbire le vibrazioni della vicina stazione ferroviaria. Il Grand Théâtre de Provence è sede de l’Orchestre Français des Jeunesse e dell’ensemble Café Zimmermann.

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THÉÂTRE DU JEU DE PAUME

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Théâtre du Jeu de Paume

Aix-en-Provence (1787)

493 posti

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Costruito sulla sito di una vecchia sala per il gioco della pallacorda reale (Luigi XIV sembra che  «y pratica la paume»).  L’architetto è il marchese De La Barben, allora console di Aix. Come tutte le sale di pallacorda De La Barben deve tener conto delle esigue dimensioni,  36 metri per 16. Riesce comunque a realizzare una sala moderna per le esigenze del XVII secolo in cui tutti gli spettatori riescono a sentire e vedere gli attori in scena. Il costo dei lavori supera quelli iniziali e il teatro viene inaugurato nel 1787 senza le decorazioni interne che saranno approntate nell’Ottocento.

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La città di Aix-en-Provence ne diventa proprietaria nel 1829. Nel 1998 il teatro rimane chiuso per restauri e riapre nel 2000 con un nuovo sipario dipinto da  Gérard Traquandi alla presenza di  Fanny Ardant, Jean-Louis Trintignant, Jacques Weber et Clémentine Mazzoni. La direzione artistica è assicurata da Dominique Bluzet, direttore artistico anche del Théâtre du Gymnase di Marsiglia che offre abbonamenti in comune al Jeu de Paume di Aix .

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TEATRO BELLINI

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Teatro Bellini

Catania (1890)

1200 posti

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Il Teatro Massimo Vincenzo Bellini è il centro di rappresentazione dell’opera di Catania. Nel 1870 fu affidato all’architetto Andrea Scala il compito di trovare un sito idoneo per costruire un nuovo Politeama, dopo aver esaminato le varie opzioni si decise per l’area di Piazza Cutelli. Nonostante le incertezze finanziarie venne approvato il progetto dello Scala che con l’assistenza dell’architetto milanese Carlo Sada portava avanti i lavori, finanziati dal gruppo di azionisti della Società Anonima del Politeama.

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Nel 1880 la società finì presto in liquidazione e fu sostituita dal Comune che decise di modificare la struttura a teatro Lirico imponendo variazioni al progetto, in sette anni i lavori furono terminati. Mancando i fondi per affidarlo ad un impresario si dovette aspettare il 31 maggio 1890 per l’inaugurazione con l’opera Norma del compositore catanese Vincenzo Bellini.

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La facciata del teatro in stile neobarocco si ispira al classico sansoviniano della Biblioteca di Venezia. Il resto dell’immobile, però, se ne distacca nello sviluppo laterale, assumendo la forma di teatro. L’edificio è ispirato all’eclettismo francese di Charles Garnier (l’autore dell’Opéra di Parigi), ma l’architetto Sada lo ha arricchito con una varietà e quantità di decorazioni che riecheggiano il barocco del centro storico cittadino. La sala a quattro ordini di palchi oltre il loggione, è di grande ricchezza decorativa ed è una delle più belle tra quelle costruite nell’Ottocento in Italia.

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Il soffitto è affrescato dal pittore Ernesto Bellandi con l’apoteosi di Bellini con le allegorie delle sue maggiori opere: NormaLa sonnambula, I puritani e Il pirata. Il sipario storico, illustrante la Vittoria dei catanesi sui libici, è del pittore catanese Giuseppe Sciuti. Nel ridotto, molto ampio ed elegante tutto marmi e stucchi, notevole è la statua in bronzo di Vincenzo Bellini, opera di Salvo Giordano.

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TEATRO MASSIMO

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Teatro Massimo

Palermo (1897)

1381 posti

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Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo ai suoi tempi era il più grande edificio teatrale lirico d’Italia e terzo per ordine di grandezza architettonica dopo l’Opéra di Parigi e la Staatsoper di Vienna. Ambienti di rappresentanza, sale, gallerie e scale monumentali circondano il teatro vero e proprio, formando un complesso architettonico di grandiose proporzioni.

timthumb.phpI lavori furono iniziati nel 1875 dopo vicende travagliate che seguirono il concorso del 1864 vinto dall’architetto Giovan Battista Filippo Basile, alla morte del quale subentrò il figlio, anch’esso architetto, che accettò di ultimare l’opera in corso del padre su richiesta del Comune di Palermo, completando anche i disegni necessari per la prosecuzione dei lavori. L’apparato architettonico della grande sala si deve all’architetto Ernesto Basile, raffinatissimo rappresentante del Liberty europeo. La sala è a ferro di cavallo con cinque ordini di palchi e galleria.

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Il 16 maggio 1897 avvenne l’apertura ufficiale del teatro, che allora poteva contenere tremila posti, con il Falstaff di Verdi. Dopo un lunghissimo periodo d’abbandono iniziato nel 1974 per motivi di restauro procrastinato, il Teatro Massimo venne riaperto Nel 1997 col Nabucco diretto da Claudio Abbado.

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La simmetria compositiva attorno all’asse dell’ingresso, la ripetizione costante degli elementi (colonne, finestre ad archi), la decorazione rigorosamente composta, definiscono una struttura spaziale semplice e una volumetria chiara, armonica e geometrica, d’ispirazione greca e romana. I riferimenti formali di quest’edificio sono, oltre che nei teatri antichi, anche nelle costruzioni religiose e pubbliche romane quali il tempio, la basilica civile e le terme soprattutto nello sviluppo planimetrico dei volumi e nella copertura.

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L’esterno del teatro, seguendo la moda dell’attualizzazione delle architetture antiche, presenta un pronao corinzio esastilo elevato su una monumentale scalinata ai lati della quale sono posti due leoni bronzei con le allegorie della Tragedia e della Lirica; in alto l’edificio è sovrastato da un’enorme cupola emisferica.

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Il teatro dispone di uno speciale soffitto mobile composto da 12 grandi pannelli lignei affrescati (i cosiddetti petali) che vengono mossi da un meccanismo di gestione dell’apertura modulabile verso l’alto, che consente l’aerazione dell’intero ambiente. Il sistema permette al teatro di non necessitare di aerazione forzata per la ventilazione e la climatizzazione interna.

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TEATRO PETRUZZELLI

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Teatro Petruzzelli

Bari (1903)

2190 posti

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La storia del Teatro Petruzzelli di Bari ha inizio quando Onofrio e Antonio Petruzzelli, commercianti e armatori di origine triestina, presentano presso la sede comunale di Bari la progettazione del teatro dell’ingegnere Angelo Cicciomessere (poi Messeni), marito della loro sorella Maria. La proposta dei Petruzzelli viene accettata e nel 1896 è stipulato il contratto tra la famiglia e l’amministrazione comunale. Con quel contratto il comune di Bari cedeva il suolo in uso perpetuo ai Petruzzelli perché vi edificassero un politeama. Due anni dopo, nell’ottobre 1898, cominciano i lavori finanziati esclusivamente dalla famiglia proprietaria, che terminano nel 1903. Internamente il teatro è affrescato da Raffaele Armenise, decorato in oro zecchino e dotato di riscaldamento e luce elettrica e inaugurato sabato 14 febbraio 1903 con Gli Ugonotti di Meyerbeer.

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Nella notte tra il 26 e il 27 ottobre 1991 il teatro fu devastato da un violentissimo incendio doloso e solo il collasso della cupola, che crollando ha soffocato le fiamme, ne ha impedito la distruzione completa. I 18 anni trascorsi dal rogo alla ricostruzione hanno visto un processo penale, uno civile, espropri, protocolli di intesa, esaurimento dei fondi per la costruzione, sentenze che annullano precedenti sentenze, collaudi non effettuati, costi più che raddoppiati, costituzione di fondi neri… Un intricato caso ancora non del tutto risolto.

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Il 6 dicembre 2009 viene inaugurata la prima stagione lirica nel Petruzzelli ricostruito dopo il rogo. In scena Turandot, diretta da  Renato Palumbo e con la regia di Roberto De Simone.