Capriccio

 

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Prima la musica o le parole?

La quindicesima e ultima opera di Strauss ebbe la prima esecuzione a Monaco il 28 ottobre 1942. In quello stesso giorno giungeva ad Auschwitz il primo trasporto di Ebrei. Nel loro ovattato teatro gli spettatori di Monaco potevano dimenticare per due ore le angosce che li attendevano fuori uscendo, quella fredda sera, nella tremenda realtà del loro terzo anno di guerra. Ne dovranno affrontare altri tre prima della disfatta.

“Conversazione in musica in un atto” è il sottotitolo di questa particolare opera in cui si discetta di chi sia la supremazia:  delle parole o della musica? Una disputa che aveva sempre stimolato il mondo artistico dell’opera in musica. Già Salieri con  Prima la musica poi le parole su libretto del Casti aveva affrontato l’argomento nel 1786.

Nel suo ricco castello la contessa Madeleine è combattuta tra due pretendenti, il poeta Olivier e il musicista Flamand e non si sa decidere perché crede nell’amore eterno. Non così suo fratello che preferisce gli amori fugaci come quello per l’attrice Clairon. Dopo un ricevimento in onore del suo compleanno, la contessa decide che tutti gli artisti presenti realizzino un’opera. Soggetto: gli eventi appena vissuti. La realtà e la finzione si rincorrono come in un gioco di specchi.

La vicenda fu suggerita da Stefan Zweig che non poté però essere il librettista in quanto ebreo e furono Clemens Krauss e lo stesso compositore a completare il testo ambientando la storia nel 1775 (si parla infatti di Gluck, di Rameau, di Voltaire, di Metastasio, di Corneille). Carsen la traspone all’epoca della composizione del lavoro, con l’inquietante presenza in scena della divisa di un biondo militare. L’ambiente è quello sfarzoso dell’Opéra Garnier dove Carsen sviluppa uno dei suoi temi più cari, quello del teatro nel teatro, perfettamente in linea qui con il meta-teatro della vicenda.

Accanto alla superlativa contessa di Renée Fleming c’è un cast di prim’ordine, tra cui: Dietrich Henschel, Rainer Trost, Gerald Finley, Franz Hawlata e Anne Sophie von Otter, tutti al massimo livello, così come l’ottetto dei domestici e il maggiordomo. Anche la piccola parte di Monsieur Taupe è ricoperta da un rodato veterano delle scene liriche come Robert Tear. Ulf Schirmer concerta molto abilmente la difficile partitura.

La registrazione è un mirabile montaggio tra scene riprese dal vivo con orchestra, pubblico e scene girate nel teatro vuoto usato come set televisivo dal regista François Roussillon. Lo spettacolo visto nel 2007 a Parigi, anche se con altri interpreti, è stato un avvenimento personalmente indimenticabile, ma questa registrazione ha un che di magico e fa di questo un DVD imperdibile.

Due tracce audio, due dischi, ma nessun extra, sottotitoli anche in italiano dove Corneille diventa Cornelio.

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