The Turn of the Screw

41fmgSwyN0L

★★★★☆

«È una strana storia, scritta con inchiostro sbiadito…» (1)

«Se la presenza di un bambino dà all’effetto un altro giro di vite, che dire allora di due bambini?». Così dice il narratore in questo romanzo breve di Henry James (1898) agli amici davanti al caminetto la vigilia di Natale mentre si appresta a raccontare loro un’altra storia di fantasmi. E qui i fantasmi sono due, ma cantano e sono ben visibili agli spettatori che nel 1954 assistono alla Fenice alla prima dell’opera commissionata all’autore dalla Biennale di Venezia nel quadro del XVIII Festival Internazionale di Musica Contemporanea e che Britten ha tratto dal racconto di James. Nel ruolo di Miles in scena c’era un dodicenne David Hemmings, che diventerà celebre nel ruolo del fotografo nel film di Antonioni Blow-up (1960).

L’opera è formata da un prologo e due atti nella forma musicale di un tema con quindici variazioni per un’orchestra da camera ricca soprattutto di effetti timbrici, piuttosto che spunti melodici. Scritta per un organico ridotto, tredici esecutori, l’opera nei paesi anglosassoni è spesso rappresentata da studenti o compagnie amatoriali. Britten vi sviluppa uno dei suoi temi più cari: la corruzione dell’innocenza da parte degli adulti, qui la perversa influenza degli spiriti di un uomo e di una donna morti su due fratelli, Miles e Flora.

«Quel che teatralmente domina è l’ambiguità delle parti dei due bambini che scivolano dalla connotazione dell’angelico a quella del satanico in maniera impressionante». (Giampiero Cane)

Premesso che chi scrive generalmente non apprezza i film-opera (e ha sempre considerato il Don Giovanni di Losey una delle ver­sioni più insopportabili del capolavoro mozartiano), questa è una produzione cinematografica della BBC che coglie comunque al meglio l’atmosfera inquie­tante dell’opera, sia negli interni di casa Bly sia negli esterni autunnali della campagna inglese. La regista Katie Mitchell utilizza effetti filmici quali ralenti, dissolven­ze, montaggi incrociati, primis­simi piani. È un linguaggio completamente diverso dalla conven­zione/finzione dell’opera in scena, ma qui è usato in maniera funzionale alla vicenda che narra.

Tutti ottimi i cantanti, che si dimostrano anche eccellenti attori. Richard Hickox dirige con competenza la City of London Sinfonia Orchestra.

Molte altre sono le versioni video di quest’opera e alcune notevoli, ma questa non sfigura nel confronto.

(1) Così recita il primo verso del libretto della Myfanwy Piper.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...