Lulu

71o8yskBxCL._SL1215_

★★★☆☆

Visione maschilista della donna come seduttrice criminale

Fin dal 1928 Berg lavora alla sua nuova opera tratta dalla fusione dei due drammi Lo spirito della Terra (1896) e Il vaso di Pandora (1904) di Frank Wedekind. Il compositore non riuscì a finirla e alla sua morte l’opera era strumentata completamente solo per i primi due atti. Molti sono i musicisti che non si sentirono di concludere l’opera data la complessità dell’impresa, Schönberg, von Zemlinsky e Webern tra essi. In questo modo andò in scena postuma e incompiuta con i soli due primi atti nel 1937. Bisogna aspettare il 1979 per la strumentazione integrale del terzo atto da parte di Friederich Cerha quando viene portata in scena a Parigi da Pierre Boulez con la regia di Patrice Chéreau.

Lulu è una delle figure più sconvolgenti del teatro del XX secolo. Strumento del desiderio sessuale, Lulu è la causa principale delle morti di quanti si avvicinano a lei. Ma è anche lei stessa vittima e alla fine cadrà nelle mani di Jack lo Squartatore la notte di Natale a Londra. Come in Wozzeck «il male nella vita trionfa ovunque e con ogni mezzo», ma qui «la sciagura che scende come un incubo sull’umanità si concentra sulla figura femminile di Lulu […] questo tipo mostruoso di donna fatale, tutta senso e istinto. […] Questa infernale forza si trasferisce nella musica […] amara e allucinata nella sua armonizzazione perennemente dissonante.» (Alberto Mantelli).

La struttura musicale dell’opera è altamente complessa e riflette l’ascesa e la caduta della protagonista: i clienti del terzo atto sono interpretati dagli stessi interpreti del primo e la musica dell’interludio cinematografico ha la struttura di un palindromo in cui le note nella seconda parte sono quelle della prima suonate all’inverso, il centro essendo un arpeggio al pianoforte prima ascendente e poi discendente. Berg utilizza la tecnica dodecafonica in maniera molto personale: a ogni personaggio è associata una serie di toni quasi come un Leitmotiv wagneriano.

Il prologo sembra poi un’esibizione programmatica delle tecniche utilizzate nell’opera: nel suo intervento infatti il domatore usa parlato, declamato, parlato-ritmico, SprechstimmeSprechgesang e finalmente canto.

Ancora da Glyndebourne arriva questa registrazione dell’edizione del 1996 con la regia di Graham Vick e la scenografia di Paul Brown. Essi immergono la vicenda in un ambiente circolare, con un uso anche eccessivo di piani rotanti, che richiama sia la pista di un circo che lo spazio di un enorme pozzo da cui i protagonisti non riescono a emergere. Evidente è l’allusione dei gradini della scala che inesorabilmente rientrano nelle pareti. Un enorme lampadario oscillante sembra poi suggerire l’atmosfera del racconto Il pozzo e il pendolo di E. A. Poe.

Christine Schäfer non ha la figura da femme fatale, ma ha l’aria innocente, per lo meno nella prima parte, di una ragazzina che non sa quel che fa: «Ich weiß nicht» (Non lo so) è la frase che sentiamo più spesso sulla sua bocca. Questo rende ancora più spietata la vicenda. Specialista di coloratura, la Schäfer è vocalmente perfetta per le acrobazie della sua parte.

Wolfgang Schöne copre con grande proprietà i due ruoli di Schön e Jack lo Squartatore e Kathryn Harries è una intensa Geschwitz. Ottimi gli altri interpreti, così come la direzione di Andrew Davis.

Originariamente un VHS, il trasferimento digitale nel formato 4:3 è accettabile per quanto riguarda l’immagine, l’audio invece risente un po’ delle tecniche di registrazione del tempo e le voci sono spesso coperte dalla musica. Sottotitoli anche in giapponese, ma non in italiano, nessun extra e nessun opuscolo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...