TEATRO PONCHIELLI

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Teatro Ponchielli

Cremona (1808)

1250 posti

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Anticamente Cremona disponeva di un Teatro Rangoni/Ariberti edificato nel 1670 e attivo fino al 1717. Da allora le rappresentazioni di svolsero in sale provvisorie. Nel 1733 un gruppo di nobili e patrizi stabilì di dotare la città di un nuovo teatro. Solo nel 1745 il marchese Giuseppe Lodi Mora mise a disposizione un appezzamento nella contrada di San Bartolomeo mentre i fondi venivano forniti dal nobile G.B. Nazari, che ne sarebbe divenuto il proprietario. L’incarico della progettazione venne affidato a Giovanni Battista Zaist, architetto cremonese che faceva parte della cerchia del Bibiena. Venne inaugurato il 28 dicembre 1747 con il melodramma Orazio del napoletano Pietro Auletta. Le stagioni erano organizzate, normalmente, nel periodo di carnevale, ma a decorrere dal 1755 non mancarono stagioni di primavera, dal 1774 stagioni estive, dal 1778 stagioni autunnali.

teatro-ponchielli

Era chiamato Teatro Nazari, dal nome del proprietario, ma mutò nome nel 1785 in Teatro della Società o della Nobile Associazione, allorché, dopo la morte del marchese Nazari (1784), venne acquistato da un gruppo di nobili e patrizi (una “Società di dodici Cavalieri”), che si divisero la proprietà in qualità di palchettisti, in conformità con quanto accadeva nei molti teatri costruiti sino alla metà dell’800. Ciò pose fine ad una annosa polemica fra i proprietari e i palchettisti, che figuravano nella mera veste di inquilini e lamentavano l’alto costo della cosiddetta ‘tratta’, ovvero la tassa che ogni palchettista era tenuto a pagare per l’allestimento delle stagioni.

Teatro-Ponchielli-Cremona

Il 20 gennaio 1770 il giovane Mozart, accompagnato dal padre, assistette alla rappresentazione del melodramma La Clemenza di Tito del napoletano Valentini. ll Teatro della Società venne attaccato, nei primi anni dell’ottocento, da due incendi, il secondo dei quali, nel 1806, lo ridusse quasi in cenere. Venne subito programmata la ricostruzione affidandola al più noto architetto teatrale del momento, Luigi Canonica, che realizzò una sala a ferro di cavallo, con quattro ordini di palchi e galleria e uno dei palcoscenici maggiori d’Italia. Esso prese il nome di Teatro della Concordia. La notte del 6 gennaio 1824 un nuovo incendio distrusse parzialmente la struttura, ripristinata dai cremonesi Rodi e Voghera. Essi rifecero quanto distrutto, allargando notevolmente il palcoscenico. Nel teatro è conservato lo storico sipario dipinto da Antonio Rizzi raffigurante la musica nelle sue manifestazioni.

Teatro-Ponchielli-Cremona-2

Dopo la morte di Amilcare Ponchielli, il noto musicista cremonese (insieme ad Antonio Stradivari e Claudio Monteverdi), avvenuta a Milano il 16 gennaio 1886, il teatro si chiamò Concordia-Ponchielli, per poi assumere, il 12 marzo 1907, la denominazione, per ora, definitiva di Teatro Amilcare Ponchielli.  Il Comune ne acquisì la proprietà nel 1986, iniziando nel 1989 radicali lavori di restauro e di adeguamento tecnologico.

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