Miranda

 

(da Henry Purcell), Miranda

★★★★☆

Parigi, Opéra Comique, 29 settembre 2017

(video streaming)

Tempesta di risentimenti al funerale: il sequel femminista di The Tempest

Tra contemporaneità e barocco: è un pasticcio con la musica di Henry Purcell quello elaborato da Raphaël Pichon, Katie Mitchell e Cordelia Lynn – rispettivamente maestro concertatore, regista e librettista. Una moderna creazione nella forma di semi-opera, un drammatico sequel di The Tempest di Shakespeare visto con gli occhi del suo unico personaggio femminile, Miranda.

Nella drammaturgia di Sam Pritchard sono passati tredici anni da quando i personaggi de La tempesta hanno abbandonato l’isola. Siamo ai nostri giorni, in una città del Suffolk. Prospero ha predisposto una cerimonia funebre per la figlia Miranda morta annegata e il cui copro non è stato ritrovato. L’atmosfera dolorosa, cui partecipa anche la nuova compagna incinta di Prospero, Anna, è interrotta da un colpo di scena, l’arrivo di una donna velata che annuncia agli astanti che assisteranno alla vera storia di Miranda. E la donna è proprio Miranda, che non è morta e ha messo in scena la propria sparizione per realizzare una sua vendetta: ora vuole dire la verità su quello che è accaduto sull’isola. Questa verità è rappresentata sotto la forma di una pantomima destinata a sconvolgere la vita dei due uomini, Ferdinand, il marito che chiede perdono, e Prospero, il padre a cui viene prospettato il suicidio.

L’idea della Mitchell e della Lynn è che su quell’isola qualcosa deve essere successo tra padre e figlia, tanto che un affrettato matrimonio sembra sia stata la soluzione scelta da Prospero. Ma ora la figlia non vuole più tacere la verità. I poteri di Prospero non sono serviti che a infliggere dolori alla figlia facendo innamorare di Miranda il figlio del re di Napoli, il principe Ferdinando, che la sposa in giovane età. In questo modo Prospero ha utilizzato la figlia per garantirsi la pace e il regno.

La forma scelta da Pichon è quella più comunemente frequentata nel teatro musicale di Purcell, ossia quella della semi-opera (l’unica sua vera opera è Dido & Æneas, in effetti): un lavoro recitato con musica, parti cantate e ballate contenente al suo interno una sequenza che esaltava la drammaturgia della vicenda, il masque.

Nello spettacolo di Katie Mitchell si crea subito un’atmosfera tesa tra i personaggi e la tensione è mantenuta altissima per tutta la rappresentazione. Violenti rumori fuori scena si fanno sempre più forti fino al colpo di scena dell’arrivo di una donna velata che delega a un masque la sua denuncia. Nel lavoro di Shakespeare il personaggio di Miranda non è particolarmente sviluppato, ma ha un ruolo cruciale: è la cosa “miranda”, da ammirare, l’oggetto di attenzione quasi morbosa del padre, di desiderio di Ferdinando e di Calibano, i personaggi che ritroviamo nella pantomima. Ma se nel lavoro di Shakespeare Miranda aveva un ruolo meramente passivo, qui in Miranda è lei il motore dell’azione, una figura femminile che bilancia lo squilibrio verso il patriarcato dei lavori del Bardo, secondo le intenzioni della regista che è un’attiva femminista.

Il coro e l’orchestra Pygmalion sotto la direzione di Pichon danno il meglio sostenendo efficacemente il ritmo teatrale della strana vicenda. Pichon utilizza le musiche di scena scritte da Purcell per The Indian Queen e The Tempest (1), ma anche pezzi strumentali e vocali tutti accomunati dal tono meditativo e spirituale. Tratti da opere poco conosciute, anche se pezzi diversi, assieme risultano avere una loro coerenza e un forte impatto emotivo.

Nel ruolo eponimo occorreva un’interprete speciale e Kate Lindsey lo è: il soprano americano ha personalità e controllo vocale da vendere e in questo caso il suo è un appassionato recitar cantando applicato all’inglese del testo con grande effetto. Henry Waddington è Prospero, l’uomo che qui non solo ha perso i suoi poteri, ma vede crollare anche tutte le sue fragili certezze. Appassionata Anna è la bravissima Katherine Watson, mentre Allan Clayton è un Ferdinand di lusso. Perfetti il Pastore di Marc Mauilon e il giovanissimo Aksel Rykkvin, voce bianca venuta dalla Norvegia per interpretare Anthony, il figlio di Miranda.

Uno spettacolo singolare, discutibile sulla carta, ma che risulta molto coinvolgente nella realizzazione.

(1) Purcell ha scritto musiche anche per Timon of Athens e A Midsummer Night’s Dream (The Fairy Queen).

 

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