Histoire de l’opéra français – vol. I

Hervé Lacombe ed., Histoire de l’opéra français – Du Roi Soleil à la Révolution

1260 pagine, Fayard, 2021

I tre volumi che l’editore parigino di Rue du Montparnasse ha iniziato a pubblicare (il primo dedicato a Seicento e Settecento, il secondo all’Ottocento, mentre il terzo sarà destinato al Novecento) colmano una lacuna clamorosa, quella di una storia dell’opera francese esaminata in tutti i suoi aspetti, non solo musicali ma anche sociali ed economici, quello che hanno fatto in Italia i pregevoli volumi della Storia della musica della EDT.

«Sollecitando la vista, l’udito e le emozioni, manipolando idee e immagini, l’opera riflette e concentra la sua epoca. È sia un fenomeno culturale di ampiezza inusitata, sia un oggetto artistico proteiforme, il risultato di un’industria e contemporaneamente il frutto di un’estetica». Così Hervé Lacombe, musicologo specialista dell’opera francese, che cura la raccolta di saggi che formano il volume, 22 capitolo che esauriscono tutto quanto sia necessario sapere  di un periodo, dalla metà del XVII alla fine del XVIII secolo, in cui «nella storia di questo genere totalizzante, il repertorio francese occupa un posto particolare, fortemente determinato dai suoi legami con lo Stato, a partire dalla sua istituzionalizzazione da parte di Luigi XIV, che portò alla consacrazione della tragédie en musique, fino all’inaugurazione nel 1989 dell’Opéra Bastille, voluta da François Mitterand, per il duecentesimo anniversario della Rivoluzione Francese».

Diviso canonicamente in cinque atti – oops parti – inizia con un prologo: “Musique, théâtre e politique au temps de Mazarin”, prosegue nella prima parte con «Naissance et institutionnalisation de l’opéra français sous Louis XIV”, nella seconda con “Transformation et diversification sous Luis XIV”, nella terza “Continuités et ruptures sous Louis XVI et la Première République”, per terminare con considerazioni sull’aspetto sociale dell’opera (quarta parte “Production et diffusion”) e culturale (“Imaginaire et culture”). Un epilogo contenente “Lectures esthétiques et poétiques de l’opéra français” e una immancabile “Coda : l’avenir du passé” concludono la poderosa raccolta di saggi la cui folta lista di contributori comprende il meglio degli studi accademici francesi.