Stagione Sinfonica RAI

 

Ernest Chausson, Poème de l’amour et de la mer, per voce e orchestra, op. 19

Maurice Ravel, Valses nobles et sentimentales

Maurice Ravel, La valse, poema coreografico

Torino, Auditorium RAI Arturo Toscanini, 27 maggio 2021

Maxime Pascal direttore,  Anna Caterina Antonacci mezzosoprano

Come far diventare una esile figurina estenuatamente liberty una donna di carne e sangue: questa è l’impresa riuscita ad Anna Caterina Antonacci che nell’ottavo concerto di primavera dell’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI affronta il primo numero di una impaginazione tutta francese centrata su due tra i maggiori esponenti della musica di fine Ottocento, Ernest Chausson (1855-1899), e inizio Novecento, Maurice Ravel (1875, 1937).

Di Chausson il Poème de l’amour et de la mer è composto da due poesie, tratte dalla raccolta omonima di Maurice Bouchor del 1876, intervallate da un breve interludio strumentale. Dopo una gestazione decennale l’esecuzione col compositore al pianoforte avvenne nel febbraio 1893 a Bruxelles e pochi mesi dopo si ebbe l’esecuzione con orchestra a Parigi. Nella prima poesia, La fleur des eaux,  il mare è muto testimone del ricordo dell’amata. Dopo un inizio in cui i profumi dei fiori si mescolano a quelli dei capelli («L’air est plein d’une odeur exquise de lilas, | Qui, fleurissant du haut des murs jusques en bas, | Embaument les cheveux des femmes») il tono si fa più drammatico: «Qui sait si cette mer cruelle | La ramènera vers mon cœur ? | Mes regards sont fixés sur elle ; | La mer chante, et le vent moqueur | Raille l’angoisse de mon cœur». Nel secondo, La mort de l’amour, il processo è inverso e la poesia termina nella rassegnazione dei versi «Et toi, que fais-tu ? pas de fleurs écloses, | Point de gai soleil ni d’ombrages frais ; | Le temps des lilas et le temps des roses | Avec notre amour est mort à jamais». La Antonacci riveste queste parole di una sensibilità e di una espressività grazie alle eccezionali doti vocali, all’elegante fraseggio e alla perfetta dizione del testo articolato a memoria.

Tutta orchestrale la seconda parte del concerto in cui il direttore Maxime Pascal, ascoltato finora quale interprete di musica contemporanea, accentua la modernità del poema coreografico raveliano mettendone in evidenza la spinta ritmica e la fantasmagorica sapienza strumentale. Più lirica era stata la sua lettura dei rarefatti Valses nobles et sentimentales.

I copiosi applausi del pubblico torinese hanno suggellato la validità del prezioso impaginato e l’eccellenza degli interpreti.