La verbena de la Paloma

Tomás Bretón, La verbena de la Paloma

Madrid, Teatro de la Zarzuela, 1 marzo 2019

(video streaming)

Una zarzuela fatta dai giovani per i giovani

Una delle più popolari, La verbena de la Paloma è una zarzuela in un atto (o sainete) che nel titolo fa riferimento alla Calle de la Paloma, una strada di Madrid: l’ambiente urbano della capitale iberica è sempre stato il preferito per i compositori spagnoli e Tomás Bretón non fa eccezione in questo lavoro su testo di Ricardo de la Vega presentato al Teatro Apolo il 17 febbraio 1894.

L’opera è il ritratto di un quartiere popolare e tradizionale di Madrid la notte del 14 agosto durante la festa della Vergine della Paloma. Susana e Casta, due giovani donne del quartiere, accettano il corteggiamento di uno speziale molto più vecchio di loro e vanno alla Verbena aggrappandosi al suo braccio, mentre l’amante di Susana, Julián, esplode in malo modo per la gelosia.

La prima scena si svolge in una piazza davanti a una taverna dove le persone stanno conversando separatamente. Don Hilarión e Don Sebastián discutono sul consumo di vari prodotti. Il Tabernero sta giocando a carte con due amici. Un uomo e una donna con un bambino in braccio che dorme commentano il caldo. Julián si lamenta con Señá Rita di aver visto Susanna in una carrozza e di aver pensato che fosse con un uomo, anche se poi Susanna gli ha detto che era con sua sorella. Dopo che Don Sebastián se ne va, Don Hilarión pensa al suo previsto incontro romantico con Susana e Casta. La seconda scena si svolge in una strada del quartiere LaLatina. Una folla che comprende Susana, Casta e Tía Antonia, si è riunita per ascoltare una cantante di flamenco che canta. Tía Antonia interrompe la cantante lodando la sua performance; Susana e Casta cercano di calmarla. Dopo il canto, Susana racconta a Tia Antonia e Casta del suo litigio con Julián. Don Hilarión incontra le donne ed entrano insieme in un caffè. Prima di entrare nel caffè, il Tabernero dice agli amici che Julián vuole affrontare Susana per la loro rottura. Poi Julián e la Señá Rita arrivano fuori dal caffè dove la Señá Rita chiede a Julián cosa intende fare. Julián vede Don Hilarión uscire con Susana, Casta e Tía Antonia e lo saluta. Poi chiede a Susana dove va in abiti eleganti. Susana gli dà una risposta beffarda che accende la sua gelosia. Julián cerca allora di attaccare don Hilarión. Il Tabernero e gli altri escono dal caffè per fermare l’alterco. La folla si disperde dopo l’arrivo di due poliziotti. Julián cerca di inseguire Don Hilarión e Susana. La terza scena si svolge in una strada del centro della città dove delle coppie stanno ballando. Don Sebastián si sta godendo la serata con amici e familiari e saluta Don Hilarión quando arriva. Quest’ultimo entra in casa a causa del freddo; è scosso dal suo precedente incontro con Julián. Julián arriva in cerca di Don Hilarión e Susana, e scambia brevemente un’altra coppia per loro. Poi ha un alterco con Tía Antonia che è con le sue nipoti Susana e Casta. Un ispettore e due poliziotti appaiono sul posto per interrogare i partecipanti al litigio. Durante l’interrogatorio, Tía Antonia litiga con l’ispettore e minaccia di aggredire Julián. Due poliziotti la portano via. Quando Julián dice all’ispettore che è disposto ad andare in prigione, Susana lo sorprende dicendo che andrebbe con lui. Don Sebastián si presenta all’ispettore per garantire la buona condotta di Julián. L’ispettore conosce Don Sebastián e decide di archiviare la questione. Tuttavia, Julián ha trovato Don Hilarión e lo insegue per strada, scioccando Don Sebastián e gli altri. Don Sebastián esprime comprensione quando Julián dice che Don Hilarión gli stava rubando la ragazza. L’ispettore chiede che quella sera non ci siano più disordini. Julián e Susana si riconciliano. Tutti tornano a celebrare la festa.

Sembra che Ricardo de la Vega abbia basato la sua opera su una storia vera che capitò al tipografo che stampava le sue opere nella zona della Fuentecilla dove c’era uno speziale famoso per le sue storie d’amore in età matura. La musica per il libretto doveva essere composta da Ruperto Chapí, che alla fine rifiutò, e passando di mano in mano arrivò fino a Tomás Bretón che si mise al lavoro scrivendo la partitura in soli diciannove giorni, con le prove di scena già in corso. Nonostante la riluttanza iniziale di Bretón, che si considerava un compositore d’opera e che non aveva mai messo in musica un sainete, La verbena de la Paloma divenne l’opera di punta del género chico e la più famosa di entrambi gli autori, sia a livello nazionale che internazionale, nonché il pezzo più cantato di questo repertorio.

Invece di una produzione tradizionale – in rete ne sono disponibili alcune come quella della Compañia Sevillana de Zarzuela (2021) o del Teatro Lírico Andaluz (2016) o ancora del Teatro Calderón di Madrid (1995) – è stata qui scelta la versione del Proyecto ZARZA del Teatro de la Zarzuela, un progetto che intende avvicinare i giovani a questo mondo. La versione di Pablo Messiez mantiene tutti i numeri musicali, ma cambia i testi non cantati adattandoli a questa nuova proposta scenica in cui la storia è ambientata in un Centro Culturale di quartiere che sta per essere inaugurato: «La festa, il calore, la passione, la gelosia,… e la forza di valori come il lavoro di squadra, la fiducia, il potere della musica e la consapevolezza di sentire ogni momento come qualcosa di unico e magico, ci avvicinano a un’opera chiave della lirica spagnola attraverso questa potente scommessa che ancora una volta evidenzia l’impegno del Teatro verso i giovani» si legge sul programma di sala/quaderno didattico. Un’impresa lodevole per svecchiare il tradizionale pubblico di questo genere.

Scrive Messiez, che si è occupato anche della messa in scena: «La notte del 14 agosto 2019 è la notte più calda della storia del mondo. Le acque delle piscine sono letteralmente bollenti. La gente entra in strani stati di soffocamento e delirio che la portano a gridare: “Musica! Musica fresca!”. In questo contesto terrificante, la direttrice del Centro si prepara a inaugurare la sua nuovissima sala principale con una serie di attività culturali e sportive tra cui una performance de La verbena de la Paloma. Ma come se il caldo non fosse abbastanza fastidioso, un errore dell’addetto alle pubblicazioni del Centro fa sì che tutte le attività siano programmate per iniziare alla stessa ora. Sull’orlo di una crisi di nervi, il direttore è sul punto di decidere di annullare tutte le attività, tenendo conto, inoltre, che non tutti i cantanti sono ancora arrivati. Tuttavia, il Maestro decide di iniziare con la Verbena, confidando che sarà la musica che insegnerà loro a vivere insieme. E così inizia la Verbena de la Paloma». Il palcoscenico del teatro si trasforma in una palestra, le coplas di Don Hilarión sono cantate durante una sessione di Tai Chi, il quintetto e la habanera concertante durante il riscaldamento alla sbarra per la danza.

Adattata musicalmente per un ridotto ensemble di otto strumentisti – due violini, viola, cioloncello, contrabbasso, flauto percussioni e fisarmonica – con il direttore Óliver Díaz al pianoforte, i numeri musicali sono eseguiti con dedizione ed entusiasmo da giovani interpreti e la sala è piena di coetanei, probabilmente lì per la prima volta, venuti per divertirsi ed emozionarsi con loro.

Non si possono se non condividere in pieno gli obiettivi di questa iniziativa che vengono elencati nel quaderno didattico farne il modello per un’esperienza analoga qui: sfruttare un’esperienza unica al Teatro de la Zarzuela; conoscere una delle opere più importanti del patrimonio musicale lirico spagnolo; usare il lavoro di Bretón per collegare contenuti di diverse materie e riflettere su di esso; incoraggiare l’ascolto attivo; riconoscere le diverse tessiture e differenziare i diversi timbri; creare spazi e tempi che, attraverso l’assemblea e il dibattito in classe, aiutino a sviluppare l’ascolto, il rispetto della diversità e il senso critico; trasformare ogni errore in un’opportunità di apprendimento e incoraggiare il lavoro di squadra; svolgere piccoli progetti di ricerca-riflessione per imparare a usare criticamente le nuove tecnologie; usare il lavoro cooperativo e il service-learning come metodologie per creare comunità e connettere i centri con altri che agiscono negli altri quartieri; sviluppare strategie attraverso la musica che facilitino l’apprendimento dell’uguaglianza nella classe e nel suo ambiente in modo trasversale; analizzare i pregiudizi e smontare insieme gli stereotipi che si imparano fuori e dentro la scuola; riconoscere e disimparare i miti dell’amore romantico; incoraggiare l’educazione emotiva, la creatività e lo sviluppo dell’espressività attraverso la parola, le arti plastiche, le nuove tecnologie, la musica e la danza.