Luoghi

TEATRO SOCIALE

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Teatro Sociale

Bergamo (1808)

650 posti

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Il Teatro Sociale di Bergamo è un teatro all’italiana con platea ovale e 86 palchi distribuiti su tre ordini e sormontati da un loggione. Inaugurato il 26 dicembre 1808 col nome originario di Teatro della Società, fu costruito su un progetto di Leopoldo Pollack finanziato da un gruppo di nobili della città. Rimase in piena attività fino agli anni venti del Novecento, aprendo anche a generi nuovi come l’operetta e persino a esibizioni di moderna tecnologia quali il grammofono e il cinematografo. Gli ultimi spettacoli risalgono al 1932.

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Acquisito dal Comune di Bergamo nel 1974, fu sottoposto negli anni successivi ad interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza che si conclusero nel 1981. Negli anni successivi venne destinato principalmente ad esposizioni d’arte, fino all’inizio (2006) dei lavori di restauro finalizzati al pieno recupero del teatro alla sua funzione originaria. Il Teatro Sociale è tornato in attività nella primavera del 2009.

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TEATRO DE LA ZARZUELA

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Teatro de la Zarzuela

Madrid (1856)

1242 posti

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Il Teatro de la Zarzuela fu costruito per iniziativa della Sociedad Lírico Española che voleva che vi fosse un luogo dedicato esclusivamente agli spettacoli di zarzuela nella capitale spagnola. L’opera fu finanziata dal banchiere Francisco de las Rivas. Il progetto fu affidato all’architetto Jerónimo de Gándara, che prese a modello il teatro alla Scala di Milano. Così fu costruito un teatro a ferro di cavallo con tre ordini di palchi. L’inaugurazione ebbe luogo il 10 ottobre 1856, giorno del compleanno della Regina Isabella II.

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Nella seconda metà dell’Ottocento il teatro divenne il principale centro della zarzuela e vi si tennero le prime dei nuovi lavori dei promotori del Teatro: Francisco Asenjo Barbieri, Rafael Calleja Gómez, Joaquín Gaztambide, Rafael Hernando, José Inzenga, Luis Olona e Cristóbal Oudrid. Nel 1904 l’edificio fu quasi distrutto da un terribile incendio. Fu perciò ricostruito, utilizzando meno legno e più metallo, nel 1914. Il teatro fu successivamente ristrutturato nel 1956 quando fu acquisito dalla Sociedad General de Autores y Editores, ma perse buona parte della facciata e della decorazione dell’interno, compreso il soffitto dipinto da Francisco Hernández Tomé e Manuel Castellanos.

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Nel 1984 il teatro divenne di proprietà dello Stato spagnolo. Il Ministero della Cultura, in mancanza di un teatro dell’opera a causa della chiusura del Teatro Real, allargò l’attività dalla zarzuela e dall’opera alla danza ed al flamenco. Nel 1998, dopo la riapertura del Teatro Real, il Teatro de la Zarzuela fu dichiarato monumento nazionale e nuovamente ristrutturato, recuperando la forma originale, per essere dedicato esclusivamente alla lirica spagnola.

Molto frequentato è il ridotto del teatro, l’Ambigu, non solo prima degli spettacoli e negli intervalli, ma anche come sede di concerti e incontri.

GRANDE TEATRO

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Grande Teatro

Shanghai (1998)

1800 posti

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Il Grande Teatro di Shanghai (上海大剧院) è stato inaugurato il 27 agosto 1998 e da allora ha già messo in scena oltre 6000 spettacoli tra opere, musical, balletti, concerti sinfonici e da camera, opera cinese e pièce di teatro. È sede dell’Opera di Shanghai e di altre compagnie teatrali.

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Lo stile caratteristico dell’edificio, una specie di palazzo di cristallo quando è illuminato la sera, si deve allo studio francese di architettura ARTE Charpentier, mentre il progetto e la realizzazione dell’interno si devono a Studios Architecture.

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Su un’area di oltre due ettari l’edificio copre 70 mila metri quadri con all’interno tre sale: quella per le opere liriche con 1800 posti, quella per il teatro di prosa con 700, e lo Studio con 300. La scena dell’auditorium maggiore è una delle più grandi al mondo e più tecnologiche. shanghai_grand_theatre_inside

GRAN TEATRO

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Gran Teatro

Wuxi (2012)

1680 posti

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Col Gran Teatro di Wuxi si arricchisce la serie dei nuovi mirabolanti teatri cinesi affidati alle archistar del momento. Wuxi, città di un milione e mezzo di abitanti a ridosso di Shanghai, ha scelto il finlandese Pekka Salminen per il suo teatro a bordo del lago Taihu, la location che ha ispirato la concezione dell’edificio. La penisola artificiale su cui sorge fa pensare alla analoga posizione dell’Opera di Sydney. Analoga l’arditezza architettonica che si eleva a oltre 50 metri sul livello dell’acqua. Gli otto petali che contraddistinguono il progetto proteggono dal sole l’edificio dandogli visivamente la leggerezza di una farfalla.

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All’interno di queste ali pannelli traforati di alluminio ospitano migliaia di luci LED che permettono di cambiare il colore. In tutto l’edificio è usato il bamboo, elemento tradizionale cinese, con cui sono rivestiti il soffitto e le pareti interne rendendo la sala acusticamente pregevole. La flessibilità della struttura permette di rappresentare sia opere occidentali, sia cinesi, concerti e conferenze. Al grande auditorium ne è affiancato uno minore di 700 posti con sedili scomponibili in una moltitudine di possibilità diverse.

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TEATRO DELL’OPERA

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Teatro dell’Opera

Guangzou (2011)

1800 posti

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«Come un sasso di fiume levigato dallo scorrere dell’acqua, il Teatro dell’Opera di Guangzhou si trova in perfetta armonia con il paesaggio fluviale circostante. La sua forma esalta la relazione tra città e riverfront. Inoltre la struttura crea comunicazione tra gli edifici culturali adiacenti e le torri della finanza internazionale nel nuovo distretto di Zhujiang» spiegano allo studio della Zaha Hadid Architects.

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Il teatro è ora il più grande complesso di sale da spettacolo del sud della Cina. L’inaugurazione era in programma per il 2010, in occasione dei Giochi Asiatici tenutisi dal 12 al 27 novembre, ma i danni derivanti da un incendio divampato nel cantiere nel maggio 2009 hanno posticipato l’apertura al pubblico al 25 febbraio 2011.

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Il complesso si articola su due volumi differenti per un totale di 70mila metri quadrati. Il primo corpo ospita il Gran Teatro, dotato di 1800 posti a sedere, il secondo edificio, di dimensioni inferiori, è invece sede di un auditorium polifunzionale da 400 posti. Il complesso è dotato di caffetteria, bar e varie aree ricreative.

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AUDITORIO ADÁN MARTÍN

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Auditorio Adán Martín

Santa Cruz de Tenerife (2003)

1616 posti

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Progettato dall’architetto Santiago Calatrava è stato inaugurato il 26 settembre 2003. Il profilo maestoso del complesso è diventato uno dei simboli architettonici della città di Santa Cruz de Tenerife, capitale delle Isole Canarie. È anche considerato come l’edificio più elegante e moderno nelle isole, uno degli edifici più emblematici dell’architettura spagnola e una delle principali attrazioni turistiche di Tenerife dell’isola. Dal 28 gennaio 2011 l’auditorio è stato ribattezzato auditorio di Tenerife “Adán Martín” in memoria del presidente del Governo delle Canarie, Adán Martín Menis che ne promosse la costruzione.

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L’edificio sorge su un terreno di 23.000 mq, di cui l’auditorium ne occupa 6.471, suddivisi su due sale. La sala principale è coronata da una cupola e un palco con un’apertura di 16,5 metri e una profondità di 14 metri. Tubi d’organo emergono da entrambi i lati della fossa, disegnata da Albert Blancafort.  L’esterno dispone di due terrazze che si affacciano sul mare.

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TEATRO DEI ROZZI

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Teatro dei Rozzi

Siena (1817)

500 posti

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La “Congrega” dei Rozzi, fondata nel 1531, dopo essersi trasformata in Accademia nel 1690 divenne, soprattutto nel corso dell’800, una delle istituzioni culturali più prestigiose di Siena. Nel loro statuto i congregati dichiaravano di non accettare “persone di grado” si rifiutavano di parlare e scrivere latino in aperta polemica con l’uso accademico corrente e con i senesi accademici intronati. Il nome dato alla congrega: rozzi, è dunque una dichiarazione d’intenti così come l’insegna scelta che rimarrà identica nei secoli: una sughera secca e di natura infruttuosa o comunque, anche se facesse frutti, di poca qualità, ma da una base dell’albero spunta un virgulto, un arboscello verde a indicare la possibilità di riscatto, la possibilità di dare luogo ad una produzione intellettuale degna pur nell’inutilità delle origini. Stessa concezione nel motto “Chi qui soggiorna acquista quel che perde” sullo stemma del portale d’ingresso.

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Dopo aver utilizzato per la propria attività il Saloncino posto nei locali dell’Opera Metropolitana, l’Accademia, a seguito anche del divieto granducale di utilizzare il Saloncino, decise nel 1804 di edificare un nuovo teatro nei locali della sua sede posta in Piazza di San Pellegrino (oggi Indipendenza) su progetto dell’architetto senese Alessandro Doveri. Nella primavera del 1817 il nuovo teatro venne inaugurato e aperto al pubblico. La sala con pianta a ferro di cavallo con 71 palchi suddivisi in quattro ordini presentava le eleganti forme della tipologia del teatro all’italiana. Nel corso dell’800 il teatro fu interessato a varie stagioni di restauri e riattamenti soprattutto alle decorazioni e vide impegnati oltre al Doveri anche architetti quali Augusto Corbi e Giuseppe Partini e decoratori quali Vincenzo Dei, Giuseppe Marchesi, Alessandro e Giuseppe Maffei. Nella veste rinnovata dai restauri del Corbi (1873) il teatro ha svolto un’intensa attività di prosa fino al 1945, quando, dopo uno spettacolo dato in onore delle truppe alleate, venne dichiarato inagibile a causa dei danni riportati nel corso della guerra. Il teatro ha subito un lungo periodo di chiusura e solo negli anni ’70 l’Accademia ha avviato un piano di recupero rimasto interrotto per mancanza di fondi. Nel 1985 i lavori sono ripartiti grazie a una prima convenzione stipulata fra l’Accademia e l’Amministrazione Comunale e l’intervento di restauro, su progetto dell’architetto Massimo Bianchini, è stato completato nel 1998.

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TEATRO CARLO MARENCO

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Teatro Carlo Marenco

Ceva (1861)

225 posti

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Nei primi decenni del 1800, un salone del pittore Pietro Bergallo, situato in via Marenco, serviva come teatro ad una compagnia di attori dilettanti cebani, ma il locale era troppo piccolo per contenere tutti gli spettatori che volevano assistere agli spettacoli. Questi attori, visto il loro crescente successo, fondarono una Società Filodrammatica e proposero al comune di edificare un vero teatro. Esisteva in via Pallavicino un edificio in stato deplorevole: si trattava del vecchio carcere caduto in disuso dopo la soppressione della Provincia di Ceva. Il Comune deliberò di concedere alla Filodrammatica i suddetti locali per la costruzione del nuovo teatro e il 31 agosto 1861 il teatro era terminato. Il Comune di Ceva decise di intitolare il Teatro al grande poeta e benefattore cebano Carlo Marenco e, d’accordo con la Filodrammatica, venne stabilito che le manifestazioni di apertura ufficiale avvenissero il 28 settembre 1861 con la rappresentazione della Pia de’ Tolomei, tragedia del Marenco, il 29 con la Locandiera di G.Goldoni ed il 30 con la Francesca da Rimini di Silvio Pellico.

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Il celebre comico Macario, cebano d’adozione, calcò più volte le tavole del palcoscenico del Marenco ed ebbe a paragonarlo ad una “bomboniera”. Gli stucchi in legno dei palchi e del palcoscenico sono ad opera di Alessandro Boasso, gli affreschi del soffitto e dei palchi sono stati eseguiti dal pittore Giuseppe Vigna, il tendone fu dipinto del cebano Vincenzo Odello (Cilin). Nel 2007 l’edificio ha subito importanti restauri, al fine di riportarlo allo splendore d’un tempo. Finalmente il soffitto affrescato torna a fare da cornice all’imponente lampadario di cui la sala è dotata. Nell’occasione sono stati rinnovati anche gl’impianti scenici e sanate parti dell’intonacatura e del tetto che avevano subito danni dovuti all’umidità.

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Festspielhaus

Bregenz (1980)

1656 posti

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Inaugurato nel 1980 l’edificio, una delle sedi del Festival di Bregenz, fu ampliato successivamente: nel 1996-97 furono costruiti la Werkstattbühne (con 1340 posti) e il Seestudio (288 posti), nel 2006 altri edifici fino all’attuale complesso multivalente che comprende anche il teatro sul Lago di Costanza con lo spettacolare palcoscenico a fior d’acqua e la tribuna per 6980 posti!

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Teatro  Nazionale Croato

Zagabria (1895)

709 posti

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Sorto al centro della piazza oggi dedicata al maresciallo Tito, il monumentale palazzo del Teatro Nazionale Croato fu eretto nel 1895 su progetto degli architetti viennesi Helmer e Fellner, noti soprattutto come valenti progettisti di teatri. Da qui la gran somiglianza con la Staatsoper viennese. L’edificio del Teatro Nazionale Croato di Zagabria è annoverato tra i più rappresentativi teatri storici delle città dell’Europa centrale ed orientale.

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