Luoghi

POLITEAMA GRECO

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Politeama Greco

Lecce (1884)

998 posti

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Le prime rappresentazioni teatrali in Lecce a partire dalla seconda meta dell’800, furono privilegio dei pochi spettatori (aristocratici e borghesi) che l’unico piccolo teatro allora esistente poteva contenere. L’insoddisfazione era diffusa, ormai, sia tra gli aristocratici e i borghesi che avevano assistito alle rappresentazioni liriche date in un teatro troppo piccolo, sia tra il popolo, che sognava un teatro la cui capienza permettesse a tutti di coltivare l’amore per l’opera e la musica in genere. Così, nel 1884, venne inaugurato il Teatro Politeama ‘Principe di Napoli’, l’odierno Teatro Politeama ‘Greco’. All’inaugurazione ufficiale, avvenuta il 15 novembre 1884, con l’Aida di Giuseppe Verdi. Da allora, si susseguirono negli anni stagioni liriche sempre di grande prestigio. Nella primavera del 1894 fu rappresentata, per la prima volta in Italia, l’edizione riveduta con sostanziali modifiche al I° atto della Manon Lescaut di Giacomo Puccini.

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Nel 1913 vennero eseguiti importanti lavori di ristrutturazione: il teatro, prima in legno, fu costruito in pietra; il palcoscenico divenne fisso; fu aumentata la capienza del teatro; furono costruite tre file di palchi oltre il loggione; il soffitto fu dipinto dal maestro Carmine Palmieri. Furono apportati numerosi abbellimenti: in particolare, la sala fu arricchita con decorazioni eseguite da maestri decoratori di fama nazionale, le vecchie poltrone vennero sostituite con nuove, più confortevoli, con l’alta spalliera in velluto rosso, nello stile del tempo; infine, al posto del preesistente giardino venne creato un ampio foyer. Altri lavori furono eseguiti, nel 1926, dietro suggerimento del direttore artistico, il celebre tenore Tito Schipa e portarono alla creazione del ‘golfo mistico’ per l’orchestra. Nel 1994, il Teatro Politeama ‘Greco’, dopo soli dieci mesi di instancabili lavori di ristrutturazione, è stato restituito ai leccesi in tutto  suo splendore. I lavori hanno portato al rinnovo dell’intera platea, nonché al restauro di tutti i fregi e le decorazioni dei palchi e dell’arco scenico, e del foyer del teatro, oltre a numerosi aggiornamenti tecnici. Nel 1976, al Teatro Politeama Greco è stata riconosciuta la prestigiosa qualifica di Teatro di Tradizione secondo l’art.28 della legge n. 800/67.  In seguito, nel 1979, il Teatro é stato vincolato in applicazione della legge 1/6/39  n.1089 per il pregevole valore storico ed artistico ed è stato dichiarato monumento nazionale.

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TEATRO SERPENTE AUREO

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Teatro Serpente Aureo

Offida (1862)

300 posti

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Nella sala consiliare del palazzo comunale di Offida (Ascoli Piceno) vi era un palcoscenico utilizzato per rappresentazioni teatrali. Nel 1768 fu presentata la proposta di realizzare un teatro di legno con un palcoscenico e 29 palchetti posti in 3 ordini e un loggione. Il teatro venne completato nel 1771 ma risultò troppo piccolo e molte famiglie di nobili rimasero senza palchetto; la platea, inoltre, si dimostrò anch’essa insufficiente nella capienza. Altri problemi strutturali erano evidenti, ma malgrado questi inconvenienti la struttura non subì modifiche fino al 1820. Il 21 ottobre 1801 venne affidato a Paolo Cipolletti l’incarico di rinnovare il teatro: il progetto venne affidato all’architetto Pietro Maggi.

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L’attuale teatro, risalente alla ristrutturazione del 1862 è di foggia barocca con pianta a ferro di cavallo. Non ha una facciata propria e l’ingresso è posto sotto il portico del Palazzo Comunale. Attraverso un atrio adornato con statue rappresentanti quattro Muse, si entra nella sala formata da 50 palchi in giro di tre ordini con loggione e platea. La sala è decorata da stucchi e intagli dorati su sfondo verde creati da G. Battista Bernardi. Il soffitto, affrescato da Alcide Allevi, raffigura Apollo e le Muse. Il tutto è dominato da un lampadario con globi di cristallo. Sul palcoscenico si conserva ancora oggi la leggenda del Mitico Serpente Aureo da una tradizione che vuole che in età preromana ci fosse a Offida un tempio dedicato a un serpente “Ophite”.

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TEATRO COMUNALE LUCIANO PAVAROTTI

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Teatro Comunale Luciano Pavarotti

Modena (1841)

900 posti

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Il Teatro Comunale Luciano Pavarotti è il principale teatro lirico della città di Modena. Il teatro, concepito nel 1838, fu costruito su iniziativa del podestà di Modena (il marchese Ippolito Livizzani) e con il contributo del duca Francesco IV di Modena. L’architetto Francesco Vandelli lo progettò su un’area cittadina di oltre duemila metri quadri, ottenuta acquisendo e demolendo alcune abitazioni. Fu inaugurato tre anni dopo, il 2 ottobre 1841, con il nome di Teatro dell’Illustrissima Comunità. Per l’inaugurazione venne appositamente composto da Alessandro Gandini il melodramma Adelaide di Borgogna al Castello di Canossa, su libretto di Carlo Malmusi. Il nome originario mutò successivamente in Teatro comunale. Il 6 dicembre 2007 il teatro è stato dedicato, a tre mesi dalla scomparsa del tenore modenese, a Luciano Pavarotti.

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Elementi caratteristici del teatro sono la facciata in stile neoclassico, con un portico a colonne doriche, corrispondenti a nove arcate. Le volte dei tre archi centrali sono decorate con rosoni in rilievo. Le finestre sopra il portico sono sormontate da bassorilievi a tema tragico, realizzati da Luigi Righi, autore anche di una statua posta sul culmine, al fastigio, che rappresenta Il genio di Modena nella forma di un giovane alato. L’Atrio è ovale, decorato con affreschi e bassorilievi. La platea è di forma ellittica, con quattro ordini di palchi e il loggione. Il sipario storico è opera di Adeodato Malatesta.

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Dal 1915 al 1923 fu requisito dalle autorità militari. Dopo la seconda guerra mondiale, accanto al teatro d’opera tenne in programma prosa, concerti e balletti. Negli anni ’70 la sua gestione passò alla amministrazione comunale. Nel 1984 iniziarono i lavori di restauro del teatro che due anni più tardi viene riaperto al pubblico. Nel 2001 è diventato fondazione, con la partecipazione di soggetti privati.

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THÉÂTRE DU PALAIS-ROYAL

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Théâtre du Palais-Royal

Parigi (1880)

716 posti

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In origine teatro per burattini, fu costruito nel 1784. Nel 1790 divenne il Théâtre Montansier dal nome della proprietaria che vi faceva rappresentare opere italiane. Col decreto napoleonico del 1807 furono introdotte severe limitazioni e la sala fu utilizzata per spettacoli leggeri quali acrobati, cani ammaestrati e marionette e infine convertito in café chantant.

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Con la Rivoluzione di Luglio del 1830 molte restrizioni furono allentate e rinnovato negli arredi il teatro riaprì come Théâtre du Palais-Royal abilitato a rappresenteare commedie (famose quelle di Labiche),  vaudevilles e lavori con musica come quelli di Hervé, che qui fu direttore musicale per molti anni.

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Dal 1864 qui furono rappresentate commedie di Feydeau e operette di Offenbach come La vie parisienne nel 1866.  Le scale esterne di emergenza furono aggiunte nel 1880 quando il teatro fu ricostruito interamente dall’architetto Paul Sédille. Da allora hanno calcato la sua scena Mistinguett, Jean-Louis Barrault, Madeleine Renaud, Jean-Claude Brialy e Jean Marais.

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ROYAL OPERA HOUSE MUSCAT

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Royal Opera House

Muscat (2011)

1100 posti

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La Royal Opera House Muscat (ROHM) è la prima importante sede dell’Oman per le arti e la cultura. I lavori sono iniziai nel 2001 su ordine del sultano Qaboos bin Said Al Said, da sempre un appassionato di arte e musica classica occidentale. Inaugurata nel 2011 da una Turandot con Plácido Domingo, riflette la moderna architettura omanita e forma un centro culturale consistente in una sala da concerto, un auditorium, giardini, uno shopping center di lusso, ristoranti e un centro di produzione artistica.

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Disegnato dall’architetto Carillion Alawi, il teatro è il primo ad essere stato equipaggiato con un sistema composto da 1100 schermi interattivi in grado di gestire funzionalità multimediali (traduzione simultanea audio e testo, votazione, sondaggio, 4 canali audio/video live o in streaming, messaggistica individuale oltre al riconoscimento dell’utente in tempo reale) realizzato da una società italiana.

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Il teatro è diventato il nucleo di un centro culturale esemplare dell’approccio omanita all’arte occidentale, con prezzi tenuti bassi per gli omaniti e una importante e seguita stagione di spettacoli e concerti.

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TEATRO ROSALÍA CASTRO

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Teatro Rosalía Castro

La Coruña (1841)

600 posti

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Nel 1838 la municipalità di La Coruña ottenne il terreno della antica chiesa di San Giorgio per farvi costruire un teatro. La sottoscrizione pubblica di azioni permise il finanziamento dell’edificio che fu inaugurato nel 1841. Un incendio lo distrutto nel 1867 ma già l’anno dopo veniva ricostruito in stile eclettico. Nel 1910 fu attrezzato per proiezioni cinematografiche. Negli ultimi anni qui si sono svolti gli spettacoli del Festival Mozart della città galiziana.

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OPÉRA COMÉDIE

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Opéra Comédie

Montpellier (1888)

1200 posti

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Nella seconda metà dell’Ottocento il teatro è il cuore della vita sociale e culturale di Montpellier: vi si danno i lavori di Verdi e di Meyerbeer, ma non quelli degli autori tedeschi, in risposta alla disfatta di Sedan. Un incendio distrugge la sala nel 1881 e un concorso per la ricostruzione è subito bandito. I lavori sono affidati a Joseph-Marie Cassien-Bernard, giovane architetto allievo di Charles Garnier del quale è evidente l’influenza. Solo nel 1888 avviene l’inaugurazione con Les Huguenots di Meyerbeer.

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Ben presto la sala viene utilizzata anche per conferenze, spettacoli di magia, incontri di boxe… La polizia interviene sovente per sedare risse o far evacuare il pubblico che ha sfondato poltrone o strappato via gli strapuntini. Nel 1945 il giornale locale ne lamenta la decadenza. Dopo i necessari restauri la sala si dimostra insufficiente per le attività artistiche e la città nel 1990 si dota di una nuova sede, l’Opéra Berlioz nel centro Corum.

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TEATRO DE LA MAESTRANZA

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Teatro de la Maestranza

Siviglia (1991)

1800 posti

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Il Teatro de la Maestranza  si trova sulla riva del  Guadalquivir e a due pass dalla Torre del Oro. La sua costruzione è frutto del concorso indetto nel 1986 dalla città di Siviglia per dotarsi di un Palazzo della Cultura con un auditorio polivalente, sale di esposizione, centri di documentazione e di studio.

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Risultò vincente il progetto degli architetti Aulerio del Pozo e Luis Marín che incorporava la facciata esistente dell’antica Maestranza quale portico al volume principale, un cilindro terminante con cupola. Iniziati nel 1987, i lavori si conclusero con l’inaugurazione il 2 maggio 1991 cui seguì pochi giorni dopo il primo spettacolo consistente in un recital dei maggiori cantanti lirici spagnoli del momento: Jaime Aragall, Teresa Berganza, Montserrat Caballé, José Carreras, Plácido Domingo, Alfredo Kraus, Pedro Lavirgen, Pilar Lorengar e Juan Pons.

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La sala principale ha forma cilindrica con cupola di 47 m di diametro, una platea, due balconate laterali e una galleria. Grazie alla sua ottima acustica può ospitare opere, concerti e recital. Oltre alla sala principale il complesso ha una sala più piccola per opere da camera. È Anche sede dell’Orchestra Reale di Siviglia e della sua stagione concertistica.

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LE PETIT THÉÂTRE DU CHÂTEAU

 

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Le Petit Théâtre du Château

Compiègne (1835)

300? posti

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Questo piccolo teatro di corte è stato allestito in poche settimane dall’architetto Frédéric Nepveu sul sito della vecchia sala della pallacorda per le nozze di Louise d’Orléans col re del Belgio Leopoldo I. Inaugurato il 10 agosto 1832, fu però completato solo nel 1835 con le decorazioni della scena e della sala.

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All’epoca di Luigi-Filippo si rappresentano opere e balletti, sotto Napoleone III vengono date anche commedie di costume, vaudeville e i lavori della Comédie-Française. Con la caduta dell’impero il teatro ha utilizzazioni episodiche come per il soggiorno dello Zar Nicola II nel 1901. Senza aver subito lavori di restauro, il teatro si è conservato nelle sue condizioni originali con i suoi macchinari di legno e il grande lampadario centrale. Attualmente è l’unica sala di spettacolo di transizione tra i teatri di corte del XVIII secolo e i teatri d’epoca Napoleone III.

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THÉÂTRE IMPÉRIAL

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Théâtre Impérial

Compiègne (1870, 1991)

816 posti

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La costruzione di un teatro a Compiègne era stata decisa da Napoleone III nel 1866. I lavori sotto la direzione dell’architetto Gabriel-Auguste Ancelet dovettero arrestarsi per la guerra contro la Prussia. Ispirandosi da un lato all’Opéra di Versailles, ma anche alle realizzazioni di  Palladio e di Ledoux, Ancelet realizza un’opera architettonica rappresentativa del secondo impero: ferro per la struttura e materiali tradizionali (pietra e leno) per la decorazione interna. Se lo scultore Gustave Crauk ebbe il tempo di realizzare le opere che sono ancora presenti, il teatro non riuscì ad avere nessun’altra decorazione. Non furono realizzati quindi i dipinti per il soffitto di Elie Delaunay sulla storia del teatro nelle grandi epoche artistiche i cui disegni preparatori si trovano al museo di Nantes.

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L’edificio rimase in questo stato fino al 1987 quando, su iniziativa dell’associazione creata da Pierre Jourdan, iniziò un progetto di restauro che terminò nel 1991. La forma all’italiana e l’utilizzo di legno al 90% danno alla sala un’acustica con tempi ottimali di riverberazione del suono.

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Con le sue associazioni Théâtre Français de la Musique e Pour le Théâtre Impérial Pierre Jourdain non solo recupera questo luogo, ma riesce a far risplendere il patrimonio musicale francese proposto con uno stile interpretativo autentico. Le opere rappresentate sono di compositori che vanno dal dopo-barocco alla contemporaneità: Méhul, Auber, Saint-Saëns, Thomas, Chabrier, Offenbach, Milhaud, Gounod, Grétry, Cherubini, Bizet, Debussy, Sauguet, Xarchákos…

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Poco dopo la morte di Jourdan nel 2007 le sue associazioni vengono liquidate e la direzione artistica nel 2009 è affidata a Éric Rouchaud che ha abbandonato la strada della ricerca musicale di Jourdan, giudicata troppo elitaria, per ripiegare su una programmazione eclettica e scontata.

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