Luoghi

TEATRO CARIGNANO

Torino-TeatroCarignano

Teatro Carignano

Torino (1786)

800 posti

Teatro-Carignano-Sala-foto-di-Bruna-Biamino

Di fronte all’omonimo palazzo, fu costruito dai principi di Carignano alla fine del XVII secolo un teatro in legno per ospitare piccoli spettacoli,  soprattutto ad uso della nobile famiglia. Nel 1752, ormai fatiscente, l’edificio fu ricostruito in muratura su progetto di Benedetto Alfieri, l’architetto che qualche anno prima aveva progettato il Teatro Regio torinese.

6220448448_ffa3b55707_b.jpg

Nel 1786 fu distrutto da un incendio e ricostruito in pochi mesi nelle dimensioni attuali con quattro ordini di palchi. La divisione delle logge era data da cariatidi in cartapesta sovrastate da un capitello ionico. Il soffitto e il sipario furono originariamente dipinti da un ottantenne Bernardino Galliari, ma nel 1845 il pittore Francesco Gonin realizzò la nuova decorazione del soffitto della platea con “Il trionfo di Bacco”.

Scansione.jpeg

06carignano

Nel 1935 il teatro fu parzialmente rifatto, a seguito dei lavori della nuova via Roma. Nel 2009 sono stati completati importanti lavori di ristrutturazione, di risistemazione generale degli arredi, degli impianti di sala, del palco e di messa in sicurezza. Sono stati altresì ripristinati gli originari ingressi del teatro e l’antica birreria sotterranea, che ora è il foyer della struttura.

Scansione.jpeg

Le poltrone di platea prima dell’ultima ristrutturazione.

20090517014307_tcarignano_palco_850

È gestito dalla fondazione del Teatro Stabile di Torino dal 1977 ed è talora utilizzato per la rappresentazione di opere barocche o da camera. Per le sue ridotte dimensioni e per la concorrenza del vicino Teatro Regio, il Carignano è stato infatti dedicato al teatro di prosa, ma qui hanno avuto luogo anche importanti allestimenti lirici: nel 1886 vi fece il suo debutto in Italia il giovane Arturo Toscanini con l’Edmea di Catalani e nel 1888 qui si entusiasmò per Carmen il filosofo Friedrich Nietzsche che da quel momento si allontanò da Wagner.

IMG_0018

TEATRO COMUNALE

 

Cristiano_Cremonini_opera-di-amore-teatro-comunale-bologna-2015-61.jpg

 Teatro Comunale

Bologna (1763)

900 posti

093

Costruito da Antonio Galli da Bibbiena con un auditorium a forma di campana, fu realizzato principalmente in muratura per prevenire gli incendi. La facciata fu completata da Umberto Rizzi nel 1933. All’interno di molti palchi vi sono ancora le decorazioni che i palchettisti del ‘700 e ‘800 facevano fare secondo i propri gusti. Il Comunale è il primo esempio di teatro dell’opera edificato con fondi pubblici e affittato dalla municipalità.

DL_Bologna

ll teatro fu il primo in Italia a rappresentare un’opera di Richard Wagner mettendo in scena nel 1871 il Lohengrin e poi le altre opere: Tannhäuser (1872), Der fliegende Holländer (1877), Tristan und Isolde (1888), Parsifal (1914), “prima” quest’ultima non solo italiana ma anche europea al di fuori di Bayreuth, dove fino ad allora l’opera era stata rappresentata in esclusiva, tanto che Bologna venne soprannominata città “wagneriana” (venne concessa al compositore tedesco persino la cittadinanza onoraria). Storica è la rivalità fra il Teatro milanese e quello bolognese dove nel primo venivano rappresentate le opere di Verdi e nel secondo quelle di Wagner. Attualmente, nonostante una certa difficoltà economica e di gestione, è sede di un’importante stagione lirica.

a810d6ba197d70b3dea62b3304a05307.jpg

Senza_titolo_1

Inaugurato il 14 maggio 1763 con l’opera seria Il trionfo di Clelia di Gluck, venne concepito come una vera e propria macchina meccanica dove tutto si doveva muovere. Di particolare interesse infatti è l’inconsueto sottoplatea, ove è collocata una grandiosa macchina a pantografo la quale serviva a sollevare, abbassare e basculare l’intera platea.  Non essendo più necessario questo tipo di movimenti, oggi il meccanismo è stato bloccato, tuttavia sarebbe ancora perfettamente funzionante.

Senza_titolo3

PALAIS GARNIER

home_1

 Palais Garnier

Parigi (1875)

2000 posti

LA DANSE_4

La costruzione del teatro ha avuto una lunga vicenda. Charles Garnier, vincitore del bando di concorso decretato da Napoleone III nel 1861, era un artista poliedrico: non solo architetto, ma anche scrittore e ritrattista. Nel suo progetto aveva raggiunto un insieme eclettico di arti e di culture differenti. Per far sorgere l’immenso edificio fu distrutto da Haussmann, che nel frattempo ricreava l’urbanistica della città, un intero quartiere di 12 mila metri quadri. Dopo aver subito parecchie battute d’arresto, la costruzione ebbe un incentivo dalla distruzione a causa di un incendio del vecchio Théâtre de l’Académie Impériale de Musique che aveva lasciato i parigini senza un luogo per la rappresentazione dell’amato balletto.

DL_Paris1

Il teatro fu inaugurato  15 gennaio 1875 con una sontuosa cerimonia che comprendeva la rappresentazione del terzo atto de La Juive di Halévy e brani tratti da Les Huguenots di Meyerbeer. Il pubblico era rimasto abbagliato dal solenne scalone di ingresso, dall’intreccio di corridoi, vani, scale, nicchie e pianerottoli e dai sontuosi foyer. L’incongruo soffitto della sala è stato dipinto da Chagall nel 1964 con scene tratte dalle opere più famose. Assieme alla nuova Opéra Bastille, Palais Garnier è sede delle produzioni dell’Opéra National de Paris.

Opera_Garnier_Grand_Escalier

opera-national-de-paris-stairs

Le_grand_foyer-2

Nelle fondazioni del teatro c’è un sorprendente lago artificiale in cui si esercitano i vigili del fuoco. L’edificio non dimentica le tradizioni gourmet della capitale francese: oltre al ristorante situato nel mezzanino, sul tetto delle api hanno fatto la loro residenza preferita e il miele ivi raccolto viene venduto nella boutique del teatro.

MezzanineOpera2

OPÉRA ROYAL

IMG_2995

Opéra Royal

Versailles (1770)

750 posti

royal-opera-versailles

Già Luigi XIV aveva deciso la costruzione di una sala per spettacoli nell’ala nord del castello di Versailles, vicino a quel bacino d’acqua che poteva essere utile in caso di incendio, affidandone i lavori a Mansart, ma il progetto non fu mai realizzato per problemi finanziari.

xl_avatar

Dopo molti ripensamenti il successivo re Luigi XV arrivò ad affidare l’incarico all’architetto Jacques Ange Gabriel che, dopo aver studiato i teatri in Italia e utilizzando il legno per imitare il marmo e contenere così i costi dell’impresa, costruì quello che era allora il più grande teatro in Francia. Inaugurato con il Persée di Lully per le nozze del Delfino, futuro Luigi XVI, con l’Arciduchessa Maria Antonietta il 16 maggio 1770, il teatro era rinomato per i complessi macchinari posti sotto il palcoscenico.

7ba184054d901f24b501d6f5ecfd8bbc

Grate di ferro dorato separavano i tre palchi centrali dalla vista degli spettatori in sala per permettere al re e alla sua corte di assistere agli spettacoli con discrezione.

Scansione

Scampato alle devastazione della Rivoluzione il teatro fu nuovamente utilizzato da Luigi Filippo e poi dal Senato della Terza Repubblica per le sue assemblee. Dopo un periodo di abbandono, importanti e meticolosi restauri hanno permesso di restituire nel 2009 questo gioiello per la regolare rappresentazione di opere del Settecento italiano e francese.

Scansione 1

TEATRO ALLA SCALA

20110725_Milano_La_Scala_5507

Teatro alla Scala

Milano (1778)

2200 posti

IMG_4316_-_Milano_-_La_Scala_-_Il_carro_di_Apollo_-_Foto_Giovanni_Dall'Orto_-_20_Jan_2007.jpg

Distrutto da un incendio il 26 febbraio 1776 il Regio Ducal Teatro, che aveva visto Mozart rappresentare i suoi primi tre drammi (Mitridate re di Ponto, dicembre 1770; Ascanio in Alba, ottobre 1771; Lucio Silla, maggio 1772), Maria Teresa d’Austria aveva autorizzato la costruzione di un più vasto edificio sul sito di una precedente chiesa dedicata a Santa Maria alla Scala. Il teatro fu inaugurato il 3 agosto 1778 con l’Europa riconosciuta di Salieri. L’architetto Giuseppe Piermarini aveva adottato lo stile neoclassico per l’esterno e i vari foyer e un ricco apparato decorativo in oro e rosso per la sala.

scala

Costruita secondo lo schema ricorrente di molti dei teatri italiani di fine ‘700, la sala ha un impianto a ferro di cavallo e sei ordini di palchi, due dei quali sono ora gallerie per il pubblico. La disposizione degli spazi tiene particolarmente conto delle funzioni a cui questi erano destinati e l’aspetto più interessante dell’opera del Piermarini risiede infatti nell’estrema razionalità della progettazione: dalla sonorità della sala, alle complesse attrezzature di palcoscenico, alle sale di rappresentanza, sino ai servizi quali l’impianto di illuminazione, di riscaldamento e i servizi igienici. Per la costruzione furono impiegati due anni ma l’aspetto odierno fu ottenuto con le decorazioni del 1830. Nel 1814 furono ampliati i locali annessi al teatro e fu prolungato il palcoscenico verso la platea con un proscenio, compreso fra due coppie di colonne di ordine corinzio, questo per permettere agli artisti di essere più visibili al pubblico e per godere appieno dell’acustica della sala. È proprio all’acustica che si deve l’importanza del teatro. Giuseppe Piermarini, infatti, nell’edificare la maestosa volta d’intonaco su centine in legno sorrette da capriate di copertura, ha creato un vuoto tra questa e il tetto vero e proprio del teatro. Calcolando matematicamente le dimensioni di questo spazio vuoto ha riprodotto una sorta di cassa come quella degli strumenti musicali, in cui le onde sonore circolano perfettamente.

La-Scala-Milano

La facciata esterna è molto severa e lineare; dal corpo centrale si affaccia sulla piazza un portico a terrazza sostenuto da grandi pilastri, al di sopra vi è un piano attico, terminante con un timpano, retto da colonne binate e da lesene, con il carro d’Apollo.

Palco_interno_big

Il teatro milanese ha ospitato fra le tante prime quelle di Verdi, Nabucco (1842), e di Puccini, Madama Butterfly (1904) e Turandot (1926), queste ultime sotto la direzione di Arturo Toscanini che qui regnò per oltre trent’anni dal 1898 al 1929.

teatro-alla-scala-foto-repertorio-INTERNO

Parzialmente distrutta dai bombardamenti del ’43, fu prontamente ricostruita nel 1946. Recenti restauri ne hanno fatto uno dei teatri tecnologicamente all’avanguardia. Particolarmente importante e discusso l’intervento del 2002-2004 con l’innalzamento della torre scenica per rispondere alle nuove esigenze tecniche. Ciò ha portato la quota di copertura a metri 37,80 rispetto alla quota del piano terra. In questo settore c’è anche una costruzione ipogea della fossa scenica che raggiunge quota –16 metri. Nei piani retrostanti la torre scenica sono ricavate sei sale di prova.

23387644050_1159cb19bd_b.jpg

La sua ricca stagione fa della Scala la fondazione lirica più prestigiosa in Italia e attira i più importanti cantanti d’opera ad esibirsi qui.

2

TEATRO DI SAN CARLO

teatro-san-carlo-facciata

Teatro di San Carlo

Napoli (1737)

2400 posti

Napoli_-_Teatro_San_Carlo_Porticato

Il Teatro di San Carlo è il più antico e più grande teatro d’opera italiano, fu costruito per volere del viceré di Napoli Carlo III di Borbone e terminato nel 1737 come teatro di corte.Teatro di San Carlo. 2009

Nel 1810 Gioacchino Murat fece aggiungere una facciata in stile neoclassico aperta verso la città e trasformandolo in un teatro per la borghesia locale.

san carlo

Inaugurato con l’Achille in Sciro di Domenico Sarro, inizialmente il suo interno era blu, ma dopo il 1854 assunse gli attuali colori rosso e oro. Gravemente danneggiato dai bombardamenti dell’ultima guerra ha subito varie fasi di restauro, l’ultima conclusasi nel 2009. Da allora è diventato sede di un’apprezzabile programmazione che fa del San Carlo un’eccellenza della città di Napoli.
RealTeatroSanCarloNaples10

o.jpg

foyer4

TEATRO LA FENICE

Teatro_La_Fenice_(Venice)_-_Facade

Teatro La Fenice

Venezia (1792)

1500 posti

1244zm_2820Sala2

Coerente al suo nome il teatro è risorto più volte dalle ceneri degli incendi che ha subito. Su disegno di Giannantonio Selva il teatro fu costruito su un lotto compreso tra campo San Fantin e il rio de la Vesta, dove c’è l’ingresso via gondola dal canale, e terminato nel 1792 come riporta l’iscrizione sulla facciata. In seguito all’incendio del 1836 fu ricostruito trasformando l’ultima balconata in una galleria e nel 1904 furono collegati fra di loro i palchi del quarto ordine. Un nuovo incendio doloso nel 1996 ha completamente distrutto la sala interna e ci son voluti sette anni per la riapertura nel novembre del 2003.

1578

Inaugurato nel 1792 con I giuochi d’Agrigento di Pergolesi, il teatro ha visto importanti prime come il Tancredi di Rossini (1813), I Capuleti e i Montecchi di Bellini (1830), Rigoletto (1851) e La traviata (1853) di Verdi. Attualmente la sua stagione operistica è una delle più attive e ricche in Italia.

La_Fenice_auditorium_decoration

Venezia_-_Teatro_La_Fenice_-_foyer_2

candida3