Luisa Fernanda

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★★★★☆

Ultima romantica zarzuela grande

… da distinguere dal género chico o zarzuelita, più simile all’opera buffa italiana. Dalla prima del 1932 Luisa Fernanda è andata in scena più di diecimila volte! I librettisti Federico Romero e Guillermo Fernández Shaw hanno fornito i testi di oltre 70 delle più importanti opere del novecento spagnolo. Qui i loro personaggi si muovono con agio tra la sofisticata Madrid e la semplice vita agreste, tra aneliti romantici e ripiegamenti melanconici, tra commedia elegante e aspirazioni rivoluzionarie.

Musicalmente l’opera esprime gli ideali compositivi dell’autore, inseriti nel più ampio movimento del ‘casticismo’, il tentativo di promuovere la tradizione del nazionalismo popolare. Torroba si conferma comunque musicista internazionale: le sue melodie hanno sì la grazia dello spirito ispanico, ma anche della commedia viennese e del verismo italiano. La sua opera compositiva copre un arco temporale ragguardevole, dalla Virgen de mayo (1925) al Poeta (1980), composta alla bella età di 99 anni!

L’edizione che vediamo dal teatro Real di Madrid del 2006 porta le firme del regista Emilio Sagi, del direttore Jesús López Cobos e tra gli interpreti un tale Plácido Domingo (i cui genitori parteciparono alle tournées che Torroba condusse nelle americhe negli anni ’30 e ’40). Non stupisce che una simile raccolta di star abbia indotto a una registrazione in dvd.

La vicenda, ambientata nel 1868 allorquando il regime di Isabella II di Castiglia è minacciato da movimenti rivoluzionari repubblicani, è pretesto per una serie di momenti musicali e arie seducenti in cui la vena melodica la vince su sottigliezze armoniche e complessità compositive – l’orchestra quasi sempre si limita a raddoppiare con i suoi strumenti la linea di canto. Pur ridotti, i dialoghi parlati sono preminenti e in un certo modo rendono ancora più attese le suadenti melodie.

Di buon livello gli interpreti, non molto conosciuti al di qua dei Pirenei, ma l’attenzione è tutta puntata sulla star assoluta, quel Plácido Domingo che torna alle origini regalando al pubblico di Madrid la sua lussuosa giovanile presenza e la sua voce ancora gloriosa. Elegante ed efficace la regia di Sagi, che si avvale di una scenografia in bianco e nero come i costumi.

Sottotitoli anche in italiano e due tracce audio. Negli extra interviste con gli artisti menzionati.

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