Armida

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★★★★☆

Armida made in USA

Nel 1817 Rossini ha 25 anni. Ha già scritto una ventina di opere liriche tra cui Tancredi, L’italiana in Algeri e Il barbiere di Siviglia. In quello stesso anno debuttano La Cenerentola, La gazza ladra, Adelai­de di Borgogna e Armida, appunto. Rossini vivrà ancora cinquant’an­ni prima di spegnersi a Parigi.

Come l’Alcina ariostesca, l’Armida del Tasso usa le sue arti magiche per gettare scompiglio tra le file dei crociati, ma qui le cose si mettono male per la maga che si innamora di uno di essi, Rinaldo. La sua vicenda è stata oggetto di diverse opere: ricordiamo le Armide di Lully, Jommelli, Salieri, Gluck, Cherubini, Haydn e Dvořák tra i tanti.

Questa di Rossini, su libretto di Giovanni Schmidt, «non è tra le sue opere più significative» secondo il Duffloq, ma questo giudizio è di quarant’anni fa e da allora, dopo la storica interpretazione della Callas (ancora lei!) del 1952 al Maggio Fiorentino con la regia di Alberto Savinio, l’opera ha recuperato il suo valore, seppure non entrando stabilmente in reperto­rio. Al MET infatti non era mai stata prodotta e ci voleva la primadonna Renée Fleming per imporre lì questo titolo. Oltre al tour de force del so­prano, unico personaggio femminile, l’opera richiede infatti ben sei teno­ri!

Renée Fleming aveva gia cantato il ruolo al Rossini Festival di Pesaro nel 1993, ma voleva riproporlo nel suo teatro. L’interprete di Rusalka, Thaïs, Arabella, Marschallin non è propriamente il soprano coloratura ri­chiesto dalla partitura (il ruolo era stato scritto da Rossini per la Colbran) e qui la Fleming affronta l’impervia tessitura con correttezza ma anche cautela e i fuochi d’artificio che ci si aspetta risultano un po’ mosci.

Molto meglio il Rinaldo di Lawrence Brownlee dalla bella voce, maschia e calda e dallo squillo sicuro. Degli altri cinque tenori che dire? Oggi è difficile trovare cinque tenori rossiniani. Sì, è difficile.

Sul podio Riccardo Frizza non si fa notare per particolari raffinatez­ze e la regia di Mary Zimmerman è indecisa tra la favola (cui sembrano affidarsi le scenografie e i costumi) e l’ironia (cui si affida invece la coreogra­fia).

Negli extra le interviste di Deborah Voigt agli interpreti (è la registra­zione della trasmissione live dello spettacolo). Mancano i sottotitoli in italiano, ma in compenso ci sono in cinese…

  • Armida, Pesaro, 10 agosto 2014

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