Alcina

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★★★☆☆

Anja Harteros nel ruolo che fu cavallo di battaglia della Sutherland

È incredibile pensare che l’opera barocca fosse assente da oltre cinquant’anni dai programmi di uno dei teatri d’opera più attivi al mondo, eppure dall’Incoronazione di Poppea del 1960, all’Opera di Stato di Vienna non c’era più stato uno spettacolo che si riferisse all’epoca pre-classica. Ci voleva la messa in scena di Adrian Noble perché nel 2010 l’opera di Händel fosse presentata in una produzione di lusso con un esperto quale Marc Minkowski sul podio, Les Musiciens du Louvre con i loro strumenti d’epoca e una schiera di cantanti specialisti di questo repertorio.

Alcina, libretto anonimo ispirato dall’analoga opera del Broschi, L’isola di Alcina, debuttò con grande successo nel 1735 a Londra e da allora è uno dei suoi lavori più rappresentati. Liberamente tratta dall’Orlando Furioso dell’Ariosto, la vicenda narra della ricerca di Bradamente del suo amato Ruggero che è prigioniero degli incanti della maga che quando si stufa di un suo amante lo tramuta in animale o in una delle rocce di cui è disseminata la sua isola.

Atto I. Bradamante e Melisso giungono all’isola di Alcina per liberare Ruggiero. Arrivano su una spiaggia deserta e inospitale dove li accoglie Morgana, sorella della maga, che si invaghisce di Bradamante, essendo lei vestita in abiti maschili, e facendosi passare per suo fratello Ricciardo. L’isola si rivela un luogo splendido, e vengono ricevuti da Alcina che li accoglie benevolmente. Nel suo seguito c’è Ruggiero, che ha dimenticato ogni cosa per magia, e il giovanissimo Oberto, figlio di Astolfo, che cerca il padre per l’isola, invano. Bradamante cerca di farsi riconoscere dall’amato, ma egli la sbeffeggia. La situazione si complica quando Oronte, innamorato di Morgana, viene a sapere che lei si è invaghita di Ricciardo-Bradamante, e si vendica dicendo a Ruggiero la falsa notizia che il nuovo cavaliere ami Alcina, e da lei riamato. Atto II. Melisso si traveste da Atlante, vecchio maestro di Ruggiero, e con un anello magico spezza l’incantesimo: Ruggiero torna in sé e si prepara a fuggire con Bradamante e Oronte annuncia la loro fuga. Morgana scopre che l’amato Ricciardo è una donna e prega Alcina di vendicarla. Alcina, che ancora ama Ruggiero, non riesce ad invocare gli spiriti infernali. Atto III. Intanto Oberto chiede ancora ad Alcina dove sia suo padre e la maga risponde che per saperlo deve uccidere un leone che gli si presenta davanti. Ma il giovane riconosce nel leone suo padre Astolfo e volge le sue armi contro la maga. Ruggiero riesce a liberare le vittime della maga che, vedendo l’imminente sconfitta, giura di liberare ogni persona sua prigioniera. Ruggiero rifiuta e rompe l’urna magica da cui provenivano i suoi poteri magici e Alcina e Morgana svaniscono e con esse i loro incantesimi: Oberto ritrova finalmente il padre Astolfo, e sassi, piante e animali si ritramutano in esseri umani, che festeggiano la loro ritrovata libertà.

Il regista ambienta la storia come una recita privata allestita da Georgiana Cavendish, Duchessa del Devonshire (1757-1806) famosa per le soirées nella sua casa londinese, che affida ai diversi parenti i ruoli della vicenda e per sé riserva la parte della maga ammaliatrice. Nella produzione viennese il ruolo è dell’altissima e regale Anja Harteros che sfoggia un’emissione continua e senza vibrato in tutti i registri della sua voce. Impressionante la sua resa dell’ultima aria del secondo atto giustamente salutata con un boato dal pubblico viennese. Vesselina Kasarova come Ruggero offre un’interpretazione eccessivamente manierata e a tratti per lo meno “bizzarra” mentre la Morgana di Veronica Cangemi è spesso stucchevole e dalla voce troppo leggera. Kristina Hammarström come Bradamante e Adam Plachetka, Melisso, entrambi convincenti, sono le altre punte del cast. Come Oberto la città dei giovani cantori può sfoggiare uno dei Sängerknaben di Sankt Florian, un quindicenne di tecnica sbalorditiva per l’età.

Insignificanti le coreografie di Sue Lefton, stucchevoli al pari di quelle che ci vengono propinate al concerto del primo dell’anno da Vienna.

Minkowski dirige da par suo la splendida orchestra di Grenoble, i cui membri salgono spesso in scena con i cantanti nelle arie che prevedono l’accompagnamento di uno strumento solista.

Negli extra un documentario dietro le quinte abbastanza inconsistente.

  • Alcina, Aix-en-Provence, 10 luglio 2015
  • Alcina, Parigi, 20 marzo 2018

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