Nixon in China

 

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★★★★★

Un classico dei nostri tempi

Peter Sellars ha un triplice ruolo in quest’opera: ha suggerito la vicenda al compositore, ne ha curato la messa in scena e in questa registra­zione della ripresa al Metropolitan Opera ne è anche il regista video per la tra­smissione live.

John Adams, californiano classe 1947, era un affermato com­positore nel 1985 quando il regista Sellars gli propose di musicare il viaggio di Nixon in Cina del 1972. Non sarà la prima volta che il compositore si ci­menterà con la storia (Doctor Atomic, 2005, sulla figura del fisi­co Robert Oppenheimer) o l’attualità più scottante (The Death of Klin­ghoffer, 1991, sull’assalto terroristico alla nave da crociera “Achille Lauro”).

La decisione di Nixon di andare in Cina era giudicata da Peter Sellars come una cinica mossa elettorale, ma nondimeno anche come una svolta storica. Per il li­bretto venne scelta la poetessa e pastora anglicana Alice Goodman. Nixon è qui visto nella sua complessità di individuo nonostante l’antipatia pro­fessata da­gli autori nei suoi confronti.

L’orchestra di Adams – arricchita di una sezione di sassofoni, percussioni e sintetizzatore – combina lo stile minimalista, il neoclassicismo stra­vinskiano ed echi di jazz e musical per illustrare una vicenda i cui per­sonaggi sono oltre a Nixon (baritono), la moglie Pat (soprano), il consiglie­re Kissin­ger (basso) da una parte e Mao (tenore), la moglie Chiang Ch’ing (soprano coloratura) e il premier Ciù En-lai (baritono) dall’altra.

La prima a Houston nel 1987 divise la critica che in parte decretò bre­ve vita all’opera. Invece, da allora si sono succedute numerose riprese in tut­to il mondo e questa del 2011 al Met è la consacrazione definitiva di un clas­sico dei nostri tempi. Diretta dallo stesso compositore, questa edizione ri­propone la regia di Sellars con le scene di Adrianne Lobel e le gu­stose co­reografie di Mark Morris, il quale si rifà ai balletti militaristici del passato ri­voluzionario della moglie di Mao.

Degli originali interpreti è rimasto solo il Nixon di James Maddalena, creatore del ruolo, che dopo venticinque anni non può non denunciare un certo affaticamento vocale. Tutti nuovi gli altri: Janis Kelly (la classica moglie repubblicana), Robert Brubaker (un farneticante Mao), Kathleen Kim (la voce stratosferica di quella intrigante e temibile madame Mao), il dolente Ciù En-lai di Russell Braun e l’ironico, quasi basso buffo Kissin­ger di Ri­chard Paul Fink.

L’opera è presentata su due dischi: un DVD e un blu-ray. Ottima idea! Come extra le interviste fuori scena di Thomas Hampson. Da non perdersi quella allo spiritello senza età Peter Sellars.

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