I Puritani

51TqUdf2lWL

★★★☆☆

Mesta messa in scena del testamento artistico di Bellini

Non so se esiste un’opera lirica con una vicenda più grottesca e un titolo più fuorviante! Cominciamo dal titolo: ci si aspetta una storia di sanguinose lotte tra il partito dei Puritani e quello degli Stuart al tempo della prima rivoluzione inglese (1641-1649) e invece si tratta del solito triangolo amoroso con solo una lontana eco delle vicende storiche.

Il libretto di Carlo Pepoli è tratto dal dramma storico del 1833 Têtes rondes et Cavaliers (rispettivamente i partigiani di Cromwell e i seguaci del re Carlo I) di Ancelot e Boniface e narra delle imminenti nozze di Elvira con Arturo, allorché il promesso sposo aiuta nella fuga la regina spodestata Enrichetta facendola passare per la sposa stessa. Immediato strazio di gelosia e conseguente follia di Elvira. Sarebbe bastato che lo sposo avesse spiegato l’accaduto, ma siamo all’opera…

Presentata in tre atti a Parigi nel 1835, a pochi mesi dalla morte di Bellini, con il quartetto dei più grandi cantanti di allora (Giovanni Rubini, Giulia Grisi, Antonio Tamburini e Luigi Lablache) e un successo senza precedenti, l’ultima opera del compositore catanese ebbe una seconda versione prevista per il San Carlo di Napoli con la Malibran quale protagonista, che però non andò in scena. Versione riscoperta ed eseguita solo trent’anni fa e andata in scena in una edizione ulteriormente “restaurata” al Comunale di Bologna nel 2009 con la regia di Pier’Alli e la direzione di Michele Mariotti.

Con la garanzia degli interpreti e la popolarità delle sue arie (la cabaletta «Suoni la tromba, e intrepido» è ora l’inno del Movimento Indipendentista Siciliano!) l’opera difficilmente delude il pubblico, ma qui la regia ci mette del suo per stendere un velo di monotonia sulle tre ore di spettacolo. In una quasi assenza di scenografie, e quel poco inesorabilmente in nero, il regista Pier’Alli avrebbe potuto concentrarsi sui caratteri dei personaggi, invece gli interpreti mantengono atteggiamenti estremamente convenzionali. Ancora peggio il coro: tutti schierati e impalati come le pedine degli scacchi in una staticità che la regia video cerca invano di movimentare con riprese aeree e il montaggio post produzione.

La direzione di Mariotti ha tratti di discontinuità e l’orchestra non sempre dà il meglio di sé, soprattutto nei fiati.

I legati, gli acuti e le agilità della parte di Arturo sono pane per i denti di Juan Diego Flórez, che infatti li dipana con diabolica facilità. Che poi la voce abbia sempre lo stesso colore e una certa inespressività sono effetti collaterali quasi inevitabili. Tanto oggi sono ben pochi quelli che possano cantare quella parte – Gregory Kunde, John Osborn, Celso Albelo per fare tre nomi.

Il soprano georgiano Nino Machaidze se la deve vedere con Callas, Sutherland, Sills e Caballé, le Elvire del secolo scorso, e con Gruberová e Netrebko, quelle del presente, ma non sfigura affatto nel confronto. A fascino e telegenia affianca una voce che dalle volatine del «Son vergine vezzosa» ai toccanti momenti della pazzia in «Qui la voce sua soave» e «Vien diletto, è in ciel la luna», fino al rapinoso duetto finale esprime bellezza d’accento e duttilità.

Gli italiani Ildebrando D’Arcangelo e Gabriele Viviani, Sir Giorgio e Sir Riccardo rispettivamente, rendono le arie dei loro ruoli con diligenza, mentre sul Bruno di Gianluca Floris, cui tocca aprire il primo atto, è meglio glissare.

Scadente la traccia stereo con cui i microfoni captano le voci e anche, troppo, i rumori di scena. Meglio è la traccia DTS. Nessun extra, sottotitoli in cinque lingue.

Altre edizioni:

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...