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Teatro Niccolò Piccinni
Bari (1854)
775 posti
La storia del Teatro Niccolò Piccinni di Bari prende avvio nella prima metà dell’Ottocento, quando la città sente la necessità di dotarsi di un nuovo grande teatro pubblico. Il progetto viene affidato all’architetto napoletano Antonio Niccolini, già protagonista della trasformazione del Teatro di San Carlo di Napoli e figura centrale dell’architettura teatrale italiana dell’epoca.
I lavori iniziano nel 1840, dopo alcune modifiche e ridimensionamenti rispetto al progetto originario. La costruzione procede con diverse interruzioni e il teatro viene finalmente inaugurato il 30 maggio 1854 con il Poliuto di Gaetano Donizetti. L’anno successivo viene intitolato al compositore barese Niccolò Piccinni.
L’edificio presenta un’imponente facciata neoclassica, caratterizzata dal grande pronao e da un linguaggio architettonico monumentale ma equilibrato. L’impianto rispecchia la concezione del teatro all’italiana ottocentesco, nella quale gli spazi di rappresentanza, la sala e il palcoscenico costituiscono un insieme fortemente unitario.
La sala teatrale è a ferro di cavallo, soluzione particolarmente studiata da Niccolini per favorire la visibilità e la propagazione del suono. Si sviluppa verticalmente attraverso quattro ordini di palchi e il loggione. Al centro del terzo ordine si apre il grande Palco Reale, sottolineato da un ricco apparato decorativo.
L’interno è caratterizzato da stucchi dorati, elementi in cartapesta, decorazioni laccate e velluti, con evidenti richiami alla tradizione decorativa del Teatro di San Carlo di Napoli. Di particolare rilievo è il grande velario della volta, raffigurante Il trionfo di Apollo e delle Muse.
Dopo una lunga chiusura, il teatro è stato sottoposto a un importante intervento di restauro e adeguamento, conclusosi nel 2019. Il 5 dicembre dello stesso anno il Piccinni è stato restituito alla città. Oggi il Teatro Piccinni rappresenta uno dei principali luoghi culturali di Bari e, oltre ad essere il teatro più antico della città ancora esistente, conserva uno degli esempi più significativi dell’architettura teatrale neoclassica dell’Italia meridionale.
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