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Teatro Accademico
Castelfranco Veneto (1780)
275 posti
Il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto (Treviso) è uno dei più raffinati esempi di architettura teatrale settecentesca del Veneto e una delle opere più significative dell’architetto castellano Francesco Maria Preti. Il progetto nasce nel 1746 per volontà della Società degli Accademici, e in particolare di Jacopo e Giordano Riccati; la costruzione viene realizzata tra il 1754 e il 1780.
La particolarità del Teatro Accademico risiede nella sua concezione originaria: non semplicemente un teatro, ma uno spazio destinato a una duplice funzione. Di giorno doveva accogliere le riunioni e le attività degli Accademici, mentre la sera poteva trasformarsi in sala per rappresentazioni teatrali e musicali. Questa doppia natura determina un’architettura molto diversa dal tradizionale teatro all’italiana e conferisce alla sala una particolare eleganza e intimità.
Preti progettò l’intero ambiente secondo rigorosi rapporti matematici, applicando la cosiddetta Media Armonica Proporzionale, principio utilizzato anche nel vicino Duomo di San Liberale. Le proporzioni fra larghezza, profondità e altezza furono studiate anche per ottenere un’acustica particolarmente efficace. Nel progetto originario il quadrato della platea, il semicerchio dei palchetti, il volume della sala e le proporzioni di logge e proscenio rispondono a questo preciso sistema geometrico.
Uno degli elementi più caratteristici è costituito dalle due logge laterali simmetriche, sostenute da imponenti colonne corinzie. Le logge si affacciano direttamente sulla platea e costituiscono uno degli aspetti più originali dell’architettura del teatro. Grandi aperture e finestre permettevano inoltre alla luce naturale di entrare nella sala, caratteristica fondamentale proprio per il suo utilizzo accademico durante il giorno.
A metà Ottocento il teatro subì una profonda trasformazione. Tra il 1853 e il 1858 furono realizzati la facciata e l’atrio su progetto dell’ingegnere Antonio Barea, mentre Giambattista Meduna partecipò alla trasformazione della sala per adeguarla alle esigenze delle rappresentazioni operistiche. La configurazione dei palchi venne modificata e parte dell’impianto originario di Preti fu alterato.
Anche il soffitto fu completamente rinnovato: l’affresco originario di Giambattista Canal venne sostituito dalla grande allegoria di Sebastiano Santi, raffigurante L’Immortalità assisa tra la Virtù e la Gloria che dispensa serti di alloro a letterati, scienziati ed artisti nativi di Castelfranco.
Il 9 ottobre 1858 il teatro rinnovato venne inaugurato con Il Trovatore di Giuseppe Verdi, seguito da Il Barbiere di Siviglia di Rossini e Lucrezia Borgia di Donizetti. Il periodo successivo all’annessione del Veneto all’Italia, nel 1866, coincise con una delle stagioni di maggiore splendore del teatro.
Dopo una progressiva diminuzione dell’attività nel corso del Novecento, nel 1970 la Società del Teatro cedette l’edificio al Comune di Castelfranco Veneto. Il successivo importante intervento di restauro, progettato dall’architetto Angelo Scattolin, recuperò numerosi elementi della concezione originaria e restituì il teatro alla città. Oggi l’Accademico ospita spettacoli, concerti, convegni, eventi culturali e mostre.
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