TEATRO APOLLO

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Teatro Apollo

Mondavio (1789)

59 posti

Nel cuore del borgo marchigiano di Mondavio (PU), a pochi passi dalla celebre Rocca Roveresca, si trova uno dei più piccoli e suggestivi teatri storici italiani. Il Teatro Apollo, ricavato all’interno dell’antica chiesa di San Filippo Neri, testimonia quella straordinaria diffusione della cultura teatrale che, tra Settecento e Ottocento, portò anche i centri minori delle Marche a dotarsi di eleganti sale per la musica e lo spettacolo.

Le origini del teatro risalgono al 1789, anno in cui venne costituita la Società dei Condomini, un’associazione di cittadini che si assunse il compito di promuovere e amministrare l’attività teatrale. La trasformazione dell’edificio religioso in luogo di spettacolo seguì il modello del teatro all’italiana, adattando gli spazi della chiesa alle esigenze della rappresentazione scenica. La navata accolse la platea, mentre nell’antica abside trovò posto il palcoscenico.

La sala, di dimensioni raccolte, presenta una pianta a ferro di cavallo circondata da tre ordini di palchi. I primi due appartengono all’impianto originario, mentre il terzo venne aggiunto nel corso di un importante intervento di rinnovamento concluso nel 1887, che conferì al teatro l’aspetto sostanzialmente conservato fino a oggi. Non sono noti i nomi degli architetti responsabili né della prima trasformazione né del successivo ampliamento.

Particolarmente raffinato è l’apparato decorativo, che contrasta con la semplicità della facciata esterna, quasi nascosta tra gli edifici affacciati su piazza della Rovere. I parapetti dei palchi sono ornati da festoni floreali, racemi d’acanto e motivi a grottesche, mentre il soffitto, concepito come un leggero velario dai toni azzurri, presenta al centro la figura di Apollo con la cetra, circondata da putti danzanti. L’insieme restituisce alla piccola sala un’atmosfera di sorprendente eleganza.

Per tutto l’Ottocento il Teatro Apollo fu un importante centro della vita culturale e mondana cittadina. Sotto la direzione dell’Accademia del Teatro ospitò rappresentazioni drammatiche, spettacoli musicali e feste da ballo. A queste ultime era destinato anche un ingegnoso dispositivo che permetteva di sollevare il pavimento ligneo della platea fino al livello del palcoscenico, trasformando la sala in un unico ambiente per le danze. La riapertura del 1887, durante il Carnevale, fu affidata alla compagnia comica Rizzotti.

La prima guerra mondiale segnò l’inizio di un progressivo declino. L’attività teatrale venne interrotta e l’edificio, sempre più trascurato, fu dichiarato inagibile nel 1928. Negli anni successivi conobbe soltanto utilizzi occasionali e, a partire dal 1947, venne destinato per qualche tempo a sala cinematografica. Lo scioglimento della Società dei Condomini, avvenuto nel 1956, sancì la conclusione di una lunga stagione della sua storia.

Un primo intervento di consolidamento, approvato nel 1983, consentì di salvaguardare le strutture dell’edificio, ma soltanto con i successivi lavori di recupero, conclusi nel primo decennio del Duemila, il teatro poté ritrovare la propria funzione originaria.

 

⸪

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