TEATRO LA VITTORIA

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Teatro La Vittoria

Ostra (1867)

184 posti

Incastonato in un’ala del Palazzo Comunale, affacciato sulla centrale Piazza dei Martiri, il Teatro La Vittoria di Ostra (AN) rappresenta una preziosa testimonianza della tradizione teatrale marchigiana, espressione di quella vivace cultura dello spettacolo che, tra Settecento e Ottocento, portò alla costruzione di numerosi teatri anche nei centri più piccoli della regione.

Le origini dell’attività teatrale cittadina sono assai più antiche dell’edificio attuale. Un primo teatro sorgeva infatti nei pressi dell’antico ospedale, lungo la strada che ancora oggi conserva il nome di Via del Teatro. Tra il 1770 e il 1773 venne realizzata una seconda sala, su progetto dell’architetto fanese Domenico Bianconi, caratterizzata da una pianta a campana e quattro ordini di palchetti lignei.

Come in molti teatri dell’epoca, la proprietà dei palchi era affidata a una congregazione di nobili condomini, che provvedeva anche all’organizzazione delle stagioni. La vita teatrale era particolarmente intensa: ogni anno si tenevano dai trenta ai quaranta spettacoli, soprattutto in occasione del Carnevale e delle celebrazioni patronali. Il repertorio comprendeva commedie, drammi, rappresentazioni musicali e concerti.

Il progressivo deterioramento della struttura e le crescenti difficoltà economiche portarono, nel corso dell’Ottocento, alla necessità di una radicale ricostruzione. Dopo alcuni progetti rimasti irrealizzati, nel 1861 il Comune affidò l’incarico all’architetto Francesco Fellini di Barbara, che riprese parte delle soluzioni precedentemente elaborate da Vincenzo Ghinelli.

La prima pietra fu posta il 29 luglio 1863 e i lavori, diretti da Ciriaco Santini, si conclusero nel 1867.

La nuova sala, preceduta da un piccolo atrio ornato di stucchi, presenta la tradizionale pianta a ferro di cavallo, con ventinove palchi distribuiti su due ordini e sovrastati da un loggione a balconata. Le proporzioni raccolte dell’ambiente, unite alla ricchezza delle decorazioni, conferiscono all’insieme un carattere intimo ed elegante.

L’apparato ornamentale fu affidato all’anconetano Fortunato Morini, autore degli stucchi dorati che impreziosiscono i parapetti dei palchi, i pilastrini e il proscenio. La volta è caratterizzata da una decorazione circolare che incornicia il grande lampadario a cristalli, elemento centrale della composizione architettonica.

Di particolare interesse è il patrimonio scenografico storico. Il pittore Enrico Andreani realizzò il sipario raffigurante la piazza cittadina con il Palazzo Comunale e il teatro, oltre a parte delle scene ancora conservate. Sopravvivono inoltre antichi macchinari teatrali, testimonianza delle tecniche sceniche ottocentesche.

Nel corso del Novecento il teatro venne progressivamente destinato anche alle proiezioni cinematografiche, fino alla chiusura nel 1980 per ragioni di sicurezza. Dopo un lungo intervento di recupero e adeguamento, il Teatro La Vittoria riaprì al pubblico il 6 gennaio 1998.

Oggi la sala ospita spettacoli di prosa, concerti, teatro per ragazzi e iniziative culturali, continuando a svolgere il ruolo di luogo d’incontro e di riferimento per la comunità.

⸪

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