TEATRO DEGLI ANIMOSI

 

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Teatro degli Animosi

Marradi (1792)

257 posti

Il Teatro degli Animosi di Marradi (Firenze) è un piccolo e prezioso esempio di teatro accademico italiano di fine Settecento. Venne costruito nel 1792 per volontà dell’Accademia degli Animosi, costituita dai rappresentanti delle famiglie gentilizie locali, e realizzato dall’Impresa Mughini di Como. Il progetto, in stile dorico-toscano, è attribuito a un architetto fiorentino del quale non è noto con certezza il nome, forse lo stesso autore del Teatro Niccolini di Firenze.

La sala riprende la tipologia del teatro all’italiana, in una dimensione raccolta e intima. La platea è circondata da 33 palchi disposti su tre ordini, separati da pilastrini conclusi da eleganti mensole. Al centro del secondo ordine si trova il palco che originariamente era riservato al Sovraintendente dell’Accademia, incaricato di vigilare anche sulla moralità degli spettacoli. La configurazione attuale comprende 80 posti in platea, 127 nei palchi e 50 nel loggione, per una capienza complessiva di 257 spettatori.

Per oltre un secolo il teatro rappresentò uno dei principali luoghi della vita culturale e sociale di Marradi. In occasione del centenario venne collocata nel foyer una lapide con i nomi dei venti Accademici fondatori, ancora oggi conservata.

All’inizio del Novecento l’edificio fu sottoposto a un importante intervento di restauro e ammodernamento. Venne introdotta l’illuminazione elettrica e l’ingegnere Ezio Maria Michelozzi intervenne sulle strutture del tetto e sul sistema destinato a sostenere e movimentare il grande lampadario centrale. Il soffitto e il boccascena furono decorati dal pittore fiorentino Cecconi, che inserì tra le decorazioni una mongolfiera, simbolo dell’Accademia degli Animosi, accompagnata idealmente dal suo motto: “Tutte le vie sono piane agli Animosi”. Furono inoltre restaurati il palcoscenico e il sottopalco e realizzato il proscenio, adeguando la sala alle nuove forme di spettacolo che si stavano diffondendo.

Nel 1938, a seguito delle difficoltà economiche dell’Accademia, il teatro venne messo all’asta e passò al Dopolavoro. Durante la Seconda guerra mondiale i bombardamenti provocarono gravi danni, in particolare all’avancorpo e alla volta della platea. Riparato nel dopoguerra, continuò comunque la propria attività fino al 1970, quando divenne proprietà comunale e venne chiuso per inagibilità.

Seguì un lungo intervento di recupero e adeguamento funzionale, progettato dall’ingegnere Domenico Naldoni nell’ambito del programma regionale per il recupero dei teatri storici. Dopo vent’anni di chiusura, il Teatro degli Animosi riaprì il 24 aprile 1990, tornando a ospitare stagioni di prosa, musica e iniziative culturali. Nel 1997 venne inoltre ricostruito l’avancorpo, dotato di biglietteria e guardaroba.

Con le sue dimensioni contenute, i tre ordini di palchi e la vicinanza quasi domestica fra scena e pubblico, il Teatro degli Animosi conserva ancora oggi il carattere autentico dei piccoli teatri accademici italiani: non un edificio monumentale pensato per le grandi folle, ma una sala concepita come luogo d’incontro, di rappresentazione e di vita sociale di una comunità.

⸪

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