TEATRO DEI RUSTICI

 

Teatro dei Rustici

Monteleone d’Orvieto (1732)

99 posti

Il Teatro dei Rustici di Monteleone d’Orvieto, piccolo borgo umbro al confine tra le province di Terni e Perugia, costituisce uno dei più singolari esempi di piccolo teatro storico italiano.

Le sue origini risalgono al 1732, quando un gruppo di giovani monteleonesi chiese ai Priori della Comunità di poter utilizzare alcuni locali dell’antico Palazzo Pubblico per rappresentarvi commedie durante il periodo di Carnevale. La richiesta venne accolta e da questa iniziativa nacque il primo nucleo del teatro, cui seguì la costituzione dell’Accademia Filodrammatica dei Rustici, dalla quale la sala prese il nome.

Secondo la tradizione, l’ambiente destinato agli spettacoli era in origine il granaio dell’antico Palazzo Pubblico. A ricordarne la trasformazione è ancora oggi un’iscrizione celebrativa posta all’ingresso della sala, che testimonia come già nel XVIII secolo la comunità considerasse il teatro uno strumento di educazione civile e di partecipazione alla vita culturale.

Nonostante le diffidenze delle autorità pontificie, preoccupate che le rappresentazioni teatrali potessero diventare veicolo delle nuove idee politiche e sociali che si stavano diffondendo in Europa, l’attività del teatro proseguì nei secoli successivi.

Nel corso dell’Ottocento alcune delle famiglie più importanti di Monteleone contribuirono alla costruzione dei palchetti, che rimasero di proprietà privata fino alla metà del Novecento. La sala assunse progressivamente la configurazione che ancora oggi la caratterizza, secondo il modello del teatro all’italiana, ma declinato in dimensioni eccezionalmente ridotte.

L’interno presenta infatti una pianta a ferro di cavallo, una piccola platea e due ordini di palchi che avvolgono lo spazio scenico. Le proporzioni raccolte e la strettissima relazione tra pubblico e palcoscenico conferiscono alla sala un carattere particolarmente intimo.

Nel corso della sua lunga storia il teatro è stato più volte ampliato e restaurato. Importanti interventi furono effettuati alla fine dell’Ottocento e nuovamente nel corso del Novecento; un complesso intervento di recupero iniziato negli anni Ottanta ha consentito di restituire definitivamente il teatro alla comunità.

Con una capienza di appena 99 spettatori, il Teatro dei Rustici è considerato uno dei più piccoli teatri storici d’Italia e del mondo. Le sue dimensioni hanno dato origine anche a un curioso confronto con il vicino Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio, anch’esso celebre per le dimensioni minime.

A differenza di molti piccoli teatri storici trasformati nel tempo in semplici monumenti o spazi museali, il Teatro dei Rustici ha conservato la propria funzione originaria. La sala continua infatti a ospitare rappresentazioni teatrali, rassegne, manifestazioni culturali ed eventi della comunità, mantenendo vivo il rapporto tra il teatro e il piccolo centro che lo ha creato quasi tre secoli fa.

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