Autore: Renato Verga

OPERAHUSET

Full_Opera_by_night

Operahuset

Oslo (2007)

1364 posti

Operaen sett fra luften. Foto: birdseyepix.com/Christopher Hagelund.

Con le sue grandi superfici esterne inclinate e rivestite di marmo e granito bianchi che sembrano uscire dalle acque del fiordo su cui si affaccia, il più grande edificio norvegese fu completato nel 2007 in anticipo sui tempi e con un risparmio di 300 milioni di corone sul previsto. L’edificio è stato insignito di vari premi di architettura. Il tetto  forma una grande piazza da cui si può ammirare il panorama della capitale norvegese. Alcune aree non adiacenti agli spazi di spettacolo sono utilizzate per lo skateboard. In contrasto con il marmo italiano è la torre del palcoscenico rivestita in alluminio.

6a00d8341bf74c53ef01a73d852a91970d

Alla cerimonia di inaugurazione il 12 aprile 2008 c’era tutta la famiglia reale. Nel primo anno più di 1.300.000 spettatori hanno varcato le porte dell’edificio che oltre all’auditorio principale,  illuminato da un grande lampadario ovale formato da 5800 barre di cristallo illuminate da led, comprende anche altre due sale più piccole.

oslo

Particolare il sipario disegnato dall’artista Pae White: l’artista ha fatto la scansione di un foglio di alluminio stropicciato e un computer ha trasmesso il disegno a un telaio che ha tessuto il sipario in lana, cotone e poliestere per creare l’effetto tridimensionale.

max_c2c2ba8e74f5d406af8e18f3f91d4380

Il grande foyer è inondato dalla luce di finestre alte 15 m e da sottili pilastri che non disturbano la vista dell’esterno. Le superfici interne sono foderate di quercia per dare un tono di calore in contrasto al freddo bianco dell’esterno. Il teatro è la sede di Den Norske Opera og Ballett.

OsloOperaBjørvika2008-03-25-04

max_db637a050773e33e82cfb9bc77b6fdaa

max_1cb8fc3f46e8168a14594d386fd8124d

⸫

GRAND THÉÂTRE

Bordeaux_-_Grand_Théâtre_4

Grand Théâtre

Bordeaux (1780)

1200 posti

18_hd

Il teatro venne progettato dall’architetto Victor Louis, famoso per aver progettato il Palais Royal e la Comédie-Française a Parigi. A pianta circolare l’auditorium ha un’ottima acustica. Uno scalone in marmo  porta a ricchi foyer e saloni. Il Grand Théâtre de Bordeaux venne concepito come un regno delle arti e della luce, con una facciata neoclassica dotata di un portico con 12 colonne in stile corinzio che sostengono la trabeazione su cui sono poste 12 statue che rappresentano le 9 muse e tre dee (Giunone, Venere e Minerva).

grand-theatre-de-bordeaux-dr

Nel 1871 il teatro ospitò, per un breve periodo, l’Assemblea Nazionale per il Parlamento francese. L’interno del teatro venne ristrutturato nel 1991 ed è stato riportato ai colori originali blu e oro. Il Grand Théâtre de Bordeaux è una delle più antiche strutture teatrali in legno d’Europa a non essersi mai incendiata o ad aver richiesto una ricostruzione. Oggi è la sede dell’Opéra National de Bordeaux e del Ballet National de Bordeaux.

ZIMG_G016

068

Grand Foyer_3

3-Grand-Theatre-Bordeaux-grand-foyer-cms

palier-grand-escalier

GTB_DR

⸫

GRAN TEATRO NAZIONALE

Beijing_Opera_House

Gran Teatro Nazionale

Pechino (2007)

2416 posti

6376579227_03e96e00d2_o

Il Centro Nazionale per le Arti dello Spettacolo (NCPA in inglese, in cinese 国家大剧院, Guójiā dà jùyuàn, letteralmente Grande Teatro Nazionale) è un edificio di oltre 200.000 m² al centro di un lago artificiale che ne riflette l’immagine e a pochi passi dalla piazza Tien’anmen nel cuore di Pechino.

ncpa4

L’edificio è una cupola ellissoidale in titanio interrotta in direzione nord-sud da un rivestimento in vetro che si allarga gradualmente dall’alto verso il basso; si tratta di oltre 18.000 lamine di titanio e oltre 1000 di vetro ad alta trasmissione luminosa. È stato progettato come qualcosa di emblematico che potesse essere immediatamente riconoscibile. La cupola misura 212 metri da est ad ovest, 144 da nord a sud ed è alta 46 metri. Comprende una sala per l’opera di 2.416 posti, una sala concerti con 2.017 posti ed un terzo teatro di 1.040 posti.

NationalGrandTheatre_08_L

Gli spettatori giungono dal lato nord dopo aver camminato attraverso un corridoio lungo 80 metri passante sotto la superficie del lago. È stato progettato dall’architetto francese Paul Andreu. La costruzione è iniziata nel dicembre 2001 e il concerto inaugurale si è tenuto nel dicembre 2007.

National Grand Theater Stages First Trial Performances

⸫

AALTO MUSIKTHEATER

aalto-theater-essen

Aalto Musiktheater

Essen (1988)

1025 posti

Aalto-Theater,_Essen_01

Aperto il  25 settembre 1988 con Die Meistersinger von Nürnberg, su un progetto di Alvar Aalto, il suo primo teatro d’opera, che aveva vinto all’unanimità la gara del 1959, ma la costruzione iniziò solo nel 1983, sette anni dopo la sua morte. I materiali e l’uso dell’illuminazione naturale richiamano l'”architettura organica” dell’architetto finlandese e l’edificio è immerso in un parco del centro della città.

Aalto Theater, Opernhaus

La torre del palcoscenico è completamente inserita nel tetto dell’edifico così da rendere dall’esterno la struttura indistinguibile come teatro. La facciata ondulata in granito grigio e il dinamismo delle finestre hanno un ritmo musicale. Caratteristici dell’auditorium sono la pianta asimmetrica e il colore blu delle poltrone.

Aalto-Theater1_HaraldReusmann

I materiali dell’interno sono il marmo bianco e il legno, che danno all’edificio un senso di grande purezza. La comodità degli spettatori ha avuto il predominio sulle qualità acustiche, ma la rivista Opernwelt nel 2008 lo ha comunque scelto come il miglior teatro d’opera tedesco nominandolo Teatro dell’Opera dell’anno.

Aalto Theater, Opernhaus

1112-essen-foyer

⸫

BOURLASCHOUWBURG

Antwerpen Bourlaschouwburg

Bourlaschouwburg

Anversa (1834)

900 posti

architectuur2Quando Pierre Bruno Bourla, architetto francese che aveva studiato all’École Polytechnique di Parigi, assunse il suo ruolo di architetto municipale nel 1819, Anversa non aveva un grande teatro. Fin dal 1801, durante l’occupazione francese, ci furono progetti per la costruzione, ma non fu dato l’incarico a Bourla se non nel 1827, durante l’occupazione olandese. A causa dei moti rivoluzionari belgi la costruzione iniziò solo due anni dopo. Il teatro fu finalmente pronto nel 1834.

bourlaschouwburg-het-toneelhuis_1306324354

Bourla ha disegnato un sobrio ed equilibrato edificio in stile neoclassico con fronte semicircolare decorato alla sommità da Apollo e le nove Muse. Sotto le statue ci sono piccole nicchie con i busti di quelli che sono stati definiti gli eroi della letteratura e del teatro, tra cui Schiller, Mozart, Molière, Racine, Lope de Vega, Van den Vondel, Sofocle e Shakespeare. Il teatro fu battezzato Théâtre Royal Français per il suo repertorio in lingua francese.

Antwerpen

Nel 1865 l’interno del teatro fu drasticamente alterato da Pieter Dens che ne aumentò la capacità per rendere remunerativo un teatro che soffriva della concorrenza dei teatri in lingua fiamminga. Inutilmente, perché nel 1932 divenne fiammingo chiamandosi Koninklijke Nederlandse Schouwburg (Teatro Reale Olandese) e nel 1938 dichiarato monumento nazionale. Dal 1950 iniziò il suo declino e nel 1980 fu chiuso con la costruzione di un nuovo teatro proprio di fronte. Con la riapertura nel 1993 sono state recuperate le decorazioni originarie e ora sfoggia un magnifico foyer trasformato in affollato ristorante. L’edificio è sede della compagnia teatrale Toneelhuis.

Antwerpen

⸫

MUZIEKTHEATER

amsterdam_tourist_information_agent_het_muziektheater

het Muziektheater

Amsterdam (1986)

1600 posti

83-Dagboek_13

L’idea di costruire un edificio che fosse la sede sia del Municipio sia del Teatro dell’Opera nacque nel 1915, ma solo nel 1981 fu presa la decisione di realizzarlo. L’architetto olandese Cees Dam progettò il teatro e Wilhelm Holzbauer il municipio e Het Muziektheater fu aperto il 23 settembre 1986. Il municipio traslocò nella nuova sede due anni dopo.

Amsterdam_Muziektheater_auditorium

Il complesso che lo ospita è situato ai bordi del fiume Amstel, in una delle zone più antiche della città ed è anche noto come Stopera, da stadhuis (municipio) e opera.

maxresdefault

È la sede di Het Nederlandse Opera, Het Nationale Ballet e la Holland Symphonia. Il repertorio è quello dei grandi classici internazionali, ma il programma riserva spazio anche alle opere meno conosciute o con allestimenti inconsueti.

tentoonstelling_muziekth_3

HetMuziektheaterAmsterdam5

⸪

SCHLOSSTHEATER

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA

Schlosstheater

Schwetzingen (1753)

450 posti

Schwetzingen_Zirkelbau_Festspiele_2002

Il teatro di corte del castello di  Schwetzingen fu costruito da Karl Theodor,  Conte Palatino di Mannheim, su progetto dell’architetto Nicolas de Pigage. Inaugurato il 15 giugno 1753 con Il figlio delle selve di Ignaz Holzbauer fu inizialmente considerato un teatro rococo, ma fu poi modificato in stile neoclassico nel 1762 con gallerie a logge ed è il più antico teatro del genere in Europa. La famiglia Mozart vi vide uno spettacolo nel 1763.

Schwetzingen_Schlosstheater_Blick_zur_Bühne_1

Con il trasferimento della corte a Monaco nel 1777 con l’Elettore di Baviera Massimiliano III, il teatro perse la sua importanza. Appartenuto prima agli Elettori, poi al Baden ora è dello stato del Baden-Württemberg.

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA

Dal  1952 è la sede principale dello Schwetzinger Festspiele dedicato sia all’opera barocca sia a quella contemporanea della quale ha tenuto a battesimo opere di Egk, Zimmermann, Henze e Sciarrino.

schwetzingen-gross

640px-Schwetzingen_Schlosstheater_Rang_2_links

csm_37_schwetzingen_innen_theater_trompeterloge_lmz324299_1997_984x800_01_380a065dea

⸫

FESTSPIELHAUS

csm_7_Festspielhaus_small_980x380_c9ca05293a

Festspielhaus

Baden-Baden (1998)

2500 posti

2_festspielhaus-bei-nacht-platzhalter

La Festspielhaus di Baden-Baden è il più grande teatro d’opera della Germania. La moderna costruzione è stata integrata nella vecchia stazione ferroviaria che ora ospita la biglietteria del teatro e un ristorante.

11638956

Progettato dall’architetto viennese  Wilhelm Holzbauer è stato aperto il 18 aprile 1998. Dopo l’iniziale finanziamento pubblico è ora il primo teatro d’opera finanziato privatamente secondo quanto era previsto originariamente.

06_baden-baden

Sotto la direzione artistica e manageriale di Andreas Mölich-Zebhauser è questa l’unica fondazione lirica che non ha avuto bisogno di fondi statali: due terzi del budget di spesa è coperto dalla vendita dei biglietti e dalle royalties sui gadget e sui prodotti gastronomici, un terzo da sponsor e donazioni private. 63957e760e58beb6c39759a83c2f9aad_1

La programmazione del teatro porta a occupare mediamente l’85% dei posti disponibili.baden-baden-0910-1

⸫

Alceste

alceste

∙

Christoph Willibald Gluck, Alceste

★★★☆☆

Venezia, Teatro La Fenice, 24 marzo 2015

(streaming TV)

Tra archi e plissé

Per Venezia è la prima volta di Alceste mentre è la quarta per Pizzi (1966, 1984 e 1987 le precedenti produzioni), il quale ripropone qui la sua visione dell’opera manifesto della riforma gluckiana nella versione viennese (1767) del Calzabigi, in italiano quindi. In leggero ritardo, il nuovo allestimento della Fenice, in coproduzione col Maggio Fiorentino, vuole celebrare il tricentenario della nascita di Gluck (1714).

Se era sembrata freddamente stilizzata e statica la messa in scena di Robert Wilson vista a Parigi (ispirata al teatro Nō giapponese), Pizzi qui non è da meno: una polvere bianca sepolcrale ricopre la pelle dei personaggi, le scene e i costumi (francamente ridicoli quelli maschili con quella tenda plissettata sulla pancia, mentre le donne del coro il plissé ce l’hanno in testa). In un ossessivo bianco e nero con qualche tocco di giallo, le scenografie con archi, colonnati, pavimento a scacchiera e scalinate (realizzati in economia se visti da vicino) con quella loro fredda monumentalità ricordano il Piacentini dell’EUR.

Coerenti con la pulizia formale della musica e l’essenzialità dei contenuti e dei sentimenti – amore, morte e sacrificio sono le uniche nozioni sublimate in questa vicenda che vede le sue origini nella tragedia greca – le scenografie di Pizzi, ben illuminate dalle luci di Vincenzo Raponi, sono indubbiamente funzionali: grandi archi per il primo quadro, un albero con teschi appesi per il bosco degl’inferi, un letto matrimoniale sfatto per la camera regale. Pizzi si dimostra al solito bravo scenografo, mentre come regista attoriale si limita a suggerire agli interpreti e ai coristi pose statuarie o movimenti lungo linee geometriche semplici. Completamente mancato registicamente è poi l’intervento di Apollo, deus ex machina dell’affrettato happy end (1). I balletti sono qui ridotti a un unico intervento coreografico che riesce a essere stucchevole anche nella sua estrema brevità.

La direzione musicale di Guillaume Tourniaire ha dinamiche trattenute e fraseggi monocromi che stentano a valorizzare gli affetti in scena e le sfumature della partitura. Il giovane maestro francese suda a profusione (2), ma non sempre il suo sforzo viene espresso dall’orchestra della Fenice.

Anche l’interpretazione di Carmela Remigio nel ruolo titolare è coerente con la lettura scelta da regista e direttore: controllo del vibrato, valorizzazione della parola, passione trattenuta. Dal timbro chiaro e dal volume limitato nel registro medio e basso, talora sovrastato dall’orchestra, il soprano abruzzese non ha la luminosità della Plowright o la sontuosità della Norman, grandi interpreti della parte, per non dire della più recente e sorprendente Antonacci a Parma. I duetti con Admeto, un Marlin Miller che denota quasi subito difficoltà vocali e un accento ben poco musicale soprattutto nei recitativi, non riescono a commuovere poiché non scatta nessuna scintilla di empatia tra i due interpreti e le due voci rimangono emotivamente distanti. Di avvenente figura e discreta voce la Ismene di Zuzana Marková. Accettabili gli altri cantanti. Imbarazzanti come sempre i pur volonterosi bambini.

(1) Per una messa in scena molto più intrigante e coinvolgente dell’opera di Gluck si veda quella di Krzysztof Warlikowski diretta da Ivor Bolton. L’ultimo prodotto della gestione al Teatro Real di Madrid di Gérard Mortier (morto l’8 marzo 2014 poco dopo la prima dell’opera), a differenza di questa di Venezia ha avuto grande risalto sulla stampa internazionale e di settore.

(2) Nella ripresa televisiva di FranceTv per CultureBox il regista video insiste impietosamente su primissimi piani, esaltati dall’alta definizione, poco lusinghieri per gli artisti e controproducenti alla visione d’insieme della scena.

⸪

SEMPEROPER

startseite_semperoper4

Semperoper

Dresda (1880)

1320 posti

Luftbild_Dresden_Semperoper_Theaterplatz_Reiterdenkmal_König_Johannes_Elbe_Foto_2008_Wolfgang_Pehlemann_Wiesbaden_IMG_0383

Ubicato lungo l’Elba, il Teatro dell’Opera di Dresda deve il suo nome all’architetto Gottfried Semper che progettò l’edificio orientandosi a una scelta di forme neorinascimentali con influenze neobarocche. La costruzione originale  costruita tra il 1838 e il 1841. Veniva chiamato Teatro Reale di Corte (Königliches Hoftheater) e si distingueva per la facciata di forma convessa semicircolare a doppio ordine, che ricordava vagamente il Colosseo. Un terzo piano più arretrato coronava la costruzione sempre seguendo la forma semicircolare. Questo edificio ebbe breve vita, dato che le fiamme lo rasero al suolo già nel 1869.p1040843

Successivamente, il teatro venne riprogettato e adattato alle nuove esigenze. Trovandosi in esilio per la sua partecipazione ai moti rivoluzionari nel 1849, Semper incaricò il figlio Manfred di portare a punto il progetto e di dirigere i lavori per la nuova costruzione, iniziata nel 1878 e terminata due anni più tardi. Ripetendo la scelta dei canoni rinascimentali, Manfred Semper abbozzò un nuovo progetto ispirato al primo e riprese il progetto di una facciata curva a due piani; come nel vecchio progetto, la facciata è sovrastata da un terzo piano in rientranza che si affaccia sulla piazza antistante con la sua forma tondeggiante. Sul portale, domina la facciata una vistosa quadriga di pantere. Nel complesso, comunque, il progetto risulta notevolmente ampliato e in massima parte reinventato.

15057930-Semperoper

Durante la seconda guerra mondiale i bombardamenti di Dresda distrussero l’opera per la seconda volta. Esattamente quarant’anni dopo il teatro fu riaperto il 13 febbraio 1985 dalle autorità della DDR  con Der Freischütz di Carl Maria von Weber. Stavolta il progetto di ricostruzione, basato su minuziosi studi, aveva come scopo quello di ricostruire l’opera più o meno com’era prima dell’abbattimento. Si attenne quindi ai modelli della costruzione distrutta, anche se all’interno furono previste modifiche per ampliare la grande sala.Semperoper_Interior_-_panorama,_Dresden

Con l’esondazione del fiume Elba nel 2002 l’edificio subì grandi danni, ma con l’aiuto anche internazionale riuscì ad aprire nel dicembre dello stesso anno. Il teatro è la sede della Sächsische Staatsoper Dresden e della Sächsische Staatskapelle Dresden.

Dresden_Semperoper_Zuschauerraum_Decke_detail01

1155815655

1155815620

Main entrance hall  Semper Opera House Sächsische Staatsoper Dresden, Germany

15058042-Semperoper

SONY DSC

⸫